
E' il '77 - Tano D'Amico FotoGrafia - Festival Internazionale di Roma 2007 Cosa rimane oggi, nella memoria collettiva, del 1977? Un esperimento illuminante è quello che Repubblica.it fa per FotoGrafia, chiedendo ai lettori d’inviare le proprie foto di quell’anno: lo scopo è costituire, attraverso una selezione di questi scatti, un ideale “album” degli Italiani da esporre accanto alle immagini di reportage allora prodotte da quelli che oggi sono noti fotografi: Gabriele Basilico, Cesare Colombo, Dino Fracchia, Mimmo Frassineti, Uliano Lucas, Toni Nicolini, Alberto Roveri, Toni Thorimbert.
All’interno della "Questione Italiana", sulla quale s’impernia quest’edizione del festival romano, il Museo di Roma in Trastevere ospita ben due mostre che intendono essere una riflessione, a distanza di trent’anni, su un anno tanto importante nella nostra Storia: la mostra collettiva sopracitata, intitolata "1977: momenti", che di quell’anno ci dà una visione sfaccettata, ma piuttosto frammentaria, e la ben più precisa e circostanziata "è il ’77", personale di Tano D’Amico.
E’, questa di D’Amico, soprattutto un’appassionata documentazione del cosiddetto Movimento, dei suoi giorni gioiosi, della sua coralità e delle sue individualità: con quei volti concentrati, con quelle facce, espressione di un momento storico tutto particolare. Facce che, avrà a dire lo stesso D‘amico, "non esistono più… forse perché la faccia ognuno se la fa, con le domande che si pone, e quelle domande forse non esistono più, almeno formulate in quel modo".
Ma è anche documentazione chiara e priva di ambiguità dei momenti più cupi di quell’anno che segnò la capitolazione di tante speranze e l’estinguersi dei prolungati fermenti di rinnovamento sessantottino, spenti nel sangue di alcune giovani vittime, fra le quali queste foto ricordano Walter Rossi e Giorgiana Masi.
Tano D’Amico è il "fotografo" per antonomasia del ‘77, e da questa mostra comprendiamo il perché; non vediamo le immagini "rubate" di un osservatore, le sue - si sente - rappresentano momenti da lui condivisi, e per questo hanno un forte e coinvolgente potere evocativo nella loro assoluta semplicità: le foto dei cortei, come quelli dei raduni giovanili o delle case occupate; quest’ultime non meno di quelle dei momenti di vera e propria guerriglia urbana.
Un anno speciale e memorabile, questo "è il ‘77", ancora in bilico fra l‘afflato idealista libertario che era seguito al Sessantotto, e il presagio di un futuro riflusso.
La personale di Tano D’Amico suona come un memento, a paragone dell’altra mostra; la quale attraverso le immagini d’autore come attraverso le foto-ricordo personali, ci restituisce, invece, un anno più rassicurante, così come preferiamo nostalgicamente ricordarlo: pervaso da un generico senso di libertà e d’aspirazione al cambiamento, tipico degli anni Settanta, proprio come le colorate bizzarrie della moda, la musica rock o la fiducia, apparentemente incrollabile, in un mondo più equo e migliore.
Rosa Maria Puglisi
©CultFrame 04/2007
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