
Frank Dituri - Lux Lunae Padova Aprile fotografia Nell’ambito della seconda edizione di "Padova Aprile Fotografia", che quest’anno ha per tema le "Visioni quotidiane", espone alla Galleria Sottopasso della Stua, Frank Dituri, noto autore americano. La mostra - "Lux lunae" -, promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo – Centro Nazionale di Fotografia, presenta quarantasette immagini in bianco e nero, di taglio concettuale, nelle quali dominano poesia e sentimento, unitamente a ricerca, progettualità, sperimentazione, tra irrealtà, enigmi e mistero. Un quaderno di appunti, unici, esclusivi e singolari, raccolti su quotidianità diverse e contesti plurali, che stimolano il fruitore all’analisi. L’obiettivo del fotografo newyorkese si immerge nei meandri del quotidiano, scruta molti orizzonti, anche i più complessi, e ne estrae segmenti e stilizzazioni con cui costruisce una tessitura iconica innervata di valenze originali e significati ermetici, sfuggenti, impenetrabili. Una trama ricca di contenuti, forme e atmosfere che intriga e permette a chi la osserva di immaginare profili narrativi inediti, nuovi, veri e propri veicoli per far conoscere osservazioni, riflessioni e interpretazioni, le sintesi delle diverse "visioni". Il tutto nella loro polivalente ambiguità, come sommatorie concrete e astratte delle tante percezioni dell’occhio umano, "condizionate" dalla sensibilità dell’autore, il tramite tra l’osservato e il costruito, tra il pretesto e il suo rivelarsi, lo scatto e il suo evolversi. Un mondo di visioni suggestive, individuali, filtrate dall’intimo dell’autore, appena percepibili, magiche, inusuali, evocative.
"Lux lunae" è caratterizzato da un raffinato gioco di valori estetici e di gradazioni tonali, da un ventaglio di significati eterogenei, e da una strutturale e calibrata manipolazione elaborata in camera oscura, che amplia ed articola il numero e la visibilità delle interpretazioni. Tre piani di lettura che coniugati insieme, nel contesto di una progettualità tanto equilibrata ed elegante nella forma, quanto inestricabile ed enigmatica nei contenuti e nelle dinamiche espressive, costruiscono segmenti d’arte fotografica individuali, soggettivati, che guidano il fruitore nei meandri di un mondo complesso, articolato, a tratti impenetrabile che è il mondo di Frank Dituri, Uomo e Artista. Un universo che è soprattutto un ambiente straordinario, affascinante, singolare ed esclusivo, carico di intimità dove "… niente arriva a risolversi – come scrive, tra l’altro, sul catalogo, Alessandra De Lucia - o almeno a definirsi e lo sguardo dell’artista sembra voluttuosamente smarrirsi in una poetica che si fa metafora di un reale magmatico e indecifrabile". Approdi linguistici avvolti nell’essenza che sprigiona l’interiorità dell’autore americano che è poi la sintesi delle sue pulsioni, un intimo che opera d’istinto, per temperamento, natura e carattere.
Frank Dituri propone una personale lettura del reale, visioni che sono la fusione corale di un pretesto (oggetto e soggetto), base di studio per creare, in stretta sintonia con il proprio sentire, qualcosa che definisce una configurazione concreta, con un leggero tratteggio metafisico, collocabile tra il reale e l’irreale, il formale e l’informale, il fantastico e l’immaginario, in un contesto in cui assumono una importanza determinante la luce e l’astrazione. Due entità che, unitamente alla causalità, presente nella definizione e individuazione del pretesto, governano "Lux lunae", sia perché esse sintetizzano ed esprimono un concetto, sia perché sono in grado di dare prospettiva a una interpretazione. Nelle immagini di Frank Dituri la luce è sempre importante. In questa ricerca è la protagonista, disegna i tratti strutturali della fotografia, delinea la composizione nella sua essenzialità, pur nella indeterminatezza del contesto, senza definirne in realtà i diversi profili, che li "identifica" appena, li stilizza rendendoli percepibili, nel quadro di una studiata indecifrabilità. E questo avviene con la stessa naturalezza per tutti i pretesti, sempre, anche quando essi appartengono a mondi diversi: di fronte a un segmento di paesaggio silente, davanti ad un volto di una donna appena sagomato ovattato di solitudine, sui "soggetti" anonimi collocati lungo la via di un piccolo centro, tra gli spazi solitari e maestosi della campagna, osservando i margini di un bosco, tra le fattezze e il fascino di una strada di una grande città.
Frank Dituri nasce a New York, nel 1948. Per quasi trentacinque anni svolge l’attività di insegnate. Tra il 1996 e il 2000 lavora presso la State University a New York, dove tiene un programma per bambini al Salomon R. Guggenheim Museum. Attualmente lavora al Dipartimento di Arte del C. W. Post, alla Long Island University a New York e alla Libera Accademia di Belle Arti di Firenze. Vive tra New York e l’Italia. Le sue opere sono note per essere caratterizzate da un ricco ed articolato gioco di tonalità espressive in bianco e nero, configurazione che dà alle sue fotografie un particolare, unico e singolare effetto estetico, che definisce e connota uno stile di ricerca, un progetto di analisi, un processo di sperimentazione. Ha preso parte a diversi seminari internazionali di fotografia. Moltissimi gli allestimenti espositivi che lo hanno visto protagonista, in particolare negli Stati Uniti d’America, in Europa e in Asia. Sue immagini sono pubblicate e recensite su monografie, cataloghi, libri e riviste; tante sue opere fanno parte, a livello internazionale, di numerose collezioni, pubbliche e private.
Fausto Raschiatore
©CultFrame 04/2006
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