
Walker Evans Argento e carbone Walker Evans è principalmente noto per la sua partecipazione al gruppo di fotografi che, per la Farm Security Administration, dal 1935 al 1942 documentarono le condizioni dei contadini dopo la crisi del ‘29. I fotografi della FSA furono scelti dal sociologo Roy Stryker sulla base del loro impegno politico e sociale, nonché per la sensibilità, la capacità di comprensione ed il rispetto nell’approccio con le persone.
Walker Evans, all’interno di questa equipe di dodici fotografi, fu la figura meno omologabile. Se la maggior parte dei suoi colleghi usava fotocamere di formato ridotto puntando l’attenzione principalmente sulle persone e producendo una quantità cospicua di immagini, circa 270.000, Evans predilesse il grande formato lastre di (8 x 10) pollici o di (4 x 5) pollici, montate su banco ottico che non consentiva la ripresa in sequenza e necessitava di treppiede.
La mostra "Argento e Carbone" presenta una selezione del lavoro di Evans dal 1935 al 1937 quando, come in precedenza detto, viaggiò per la FSA attraverso gli stati del Sud e del Centro del paese. Sono esposte un centinaio di stampe di vario formato, alcune delle quali realizzate sotto la supervisione dell’autore, riprodotte con vari metodi, quali ai sali d’argento, con la fotoincisione, attraverso la stampa litografica, la rilievografia, nonché con rielaborazioni digitali al nerofumo.
Walker Evans ebbe una formazione fotografica europea, principalmente Parigina. Entrò in contatto con lo studio Nadar, ma soprattutto, fu attraverso Berenice Abbott che egli venne a conoscenza in modo approfondito, e per certi versi determinante, con l’opera di Eugène Atget, della ricerca di quest’ultimo sugli spazi astratti, sulle architetture vuote, sulla sua capacità di concentrare l’inquadratura su un singolo soggetto architettonico e farlo diventare protagonista: una parte per il tutto, un edificio per la città, un palazzo di Parigi, per la sua Parigi.
Se dunque l’influenza di Atget si riscontra nelle foto esposte, al contempo è rintracciabile in queste l’influenza di Strand, della sua fotografia diretta per il rigore geometrico tendente all’astrattismo ed altresì in esse si riscontrano punti di contatto con la produzione del gruppo f64, per la nitidezza iperrealistica delle fotografie.
Walker Evans, alle dipendenze della FSA, è chiamato comunque a svolgere funzioni di documentarista sul tema preciso ed inderogabile delle condizioni di vita dei contadini; egli concentrerà lo sguardo non direttamente su l’uomo, come fece Dorothea Lange attraverso memorabili ritratti magistralmente composti o come fece Ben Shan attraverso inquadrature asimmetriche, quasi sbilenche, leggermente fuori fuoco, bensì egli puntò l’obiettivo su quelle che potremmo definire le tracce dell’uomo e su ciò che ne possa evocare la presenza.
«La strada principale, le strade secondarie sono, in Evans, deserte, è l’architettura infatti che presuppone immediatamente, allude, richiama la presenza umana, senza questa i personaggi sarebbero fuori dalla storia» affermava Arturo Carlo Quintavalle nella sua raccolta di saggi "Messa a Fuoco". Se si osserva l’immagine dell’ufficio postale Sprott, Alabama del 1936, qui allegata, se ne trae immediata conferma. Quello che Evans individua come elemento significativo per la definizione di una particolare condizione umana è ciò che l’uomo crea per l’uomo, attribuendone significati simbolici e metaforici. Sono i cartelloni pubblicitari, le vetrine dei negozi, le scritte, le insegne (non è un caso che suo padre lavorasse come redattore di testi pubblicitari) ad attrarre l’attenzione di Evans dove, come ne "L’Insegna di negozio di arredamento nei pressi di Birmingham, Alabama, 1936", il virtuale, diremmo oggi, si sostituisce al reale: il paesaggio è il cartellone pubblicitario. In Evans non c’è una critica sociale esplicita, gridata, egli non mostra la distanza siderale tra una fila di diseredati e quello che cinicamente li sovrasta: un cartellone di propaganda governativa dove L’american way of life, the best standard in the world, è rappresentato da una famigliola felice, con cagnolino al seguito, a bordo di un’automobile, come fece la fotografa Margaret Bourke White.
Walker Evans mette in evidenza gli elementi surreali di queste "tracce", anticipando di qualche decennio, ma con un occhio assolutamente critico, ciò che con intenti e funzioni diverse fu enfatizzato e reso plateale dalla Pop Art. Non è un caso che il compianto Luigi Ghiri, recuperando gli aspetti concettuali, in più circostanze abbia dichiarato un debito culturale nei confronti di Evans.
Noi sappiamo che durante il periodo della FSA Evans fu costretto a sostenere ritmi di lavoro che poco gli consentivano di occuparsi della stampa delle sue fotografie. Questa operazione venne delegata dal governo a laboratori fotografici che non sempre ottenevano livelli qualitativi adeguati. Questa mostra ha il pregio di restituirci attraverso l’intervento di Sven Martson, che lavorò in camera oscura con lo stesso Evans e John T. Hill, collega universitario del grande fotografo e suo esecutore testamentario, delle stampe di straordinaria nitidezza che rendono giustizia delle intenzioni di Evans che, ossessionato dal dettaglio visivo, aveva usato macchine di grande formato.
Roberto Cavallini
©CultFrame 10/2005
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 Walker Evans Ufficio postale, Sprott Alabama, 1936 ©Library of Congress e Martson Hill Editions  Walker Evans Insegna di negozio di arredamento nei pressi di Birmingham, Alabama, 1936 ©Library of Congress e Martson Hill Editions  Walker Evans Venditori sul ciglio della strada nei pressi di Birmingham, 1936 ©Library of Congress e Martson Hill Editions  Walker Evans Bottega di barbiere in una città del Sud, 1936 ©Library of Congress e Martson Hill Editions
 PhotoFrame-Maestri della Fotografia. Walker Evans - Arte, Vita, Bibliografia, Link PhotoFrame-Libri. Sia lode ora a uomini di fama - di James Agee e Walker Evans Museo di Roma, Palazzo Braschi
| Informazioni | | Città | Roma | | Quando | 04/10/2005-08/01/2006 | | Dove | Museo di Roma Palazzo Braschi | | Indirizzo | Piazza San Pantaleo 10 | | Telefono | 06/67108346 06/82077304 | | Orario | mar.-dom. 9-19 (ch. lun., 25/12 e 1/1) | | Biglietto | intero € 6,20 ridotto € 3,10 |
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