Mario Giacomelli e Antonio Biasiucci
Due fotografi di terra

Quello tra Mario Giacomelli e Antonio Biasiucci è un binomio che non sorprende. È inedito, è vero, ma chi conosce il lavoro di questi due artisti non può faticare a percepirne la naturale coerenza, sostenuta da assonanze evidenti. Fu Ferdinando Scianna, come ci rammenta lo stesso Biasiucci, a intuire per primo questa vicinanza ideale, che Giacomelli confermò con una telefonata di grande apprezzamento al giovane fotografo esordiente, e un invito per un incontro che nell’autore campano lasciò senza dubbio un segno importante. Non c’è tuttavia alcuna discendenza, alcun rapporto diretto, bensì un’affinità che il titolo assegnato a questa mostra di Fotografia Italiana coglie con rara efficacia, laddove li accomuna nel definirli "fotografi di terra": ciò non sta a significare infatti, che sarebbe limitativo, l’oggetto delle loro ricerche fotografiche, ma una disposizione, un carattere come lo si attribuisce in senso astrologico a taluni segni, un’attrazione per un pulsare vitale che arriva dalla materia concreta e da quanto essa rappresenta a livello simbolico.

Nelle due sale espositive si anima così non un serrato confronto, ma un dialogo, in cui la prossimità artistica annulla una distanza biografica, ormai irrimediabilmente compromessa. Le opere del maestro scomparso cinque anni fa sono tutte stampe argentiche originali, talune di grandi dimensioni, firmate a penna sul recto come era sua abitudine, mentre Biasiucci presenta una tiratura di lambda eseguite da stampe tradizionali in bianco e nero. Ad avvicinarle nella forma, tra tante differenze individuabili ad esempio nel tipo di ripresa, o nella ricerca del grafismo, senza dubbio la nigredo della materia, che assorbe lo sguardo traendolo a sé, sotto la superficie.

Ma le differenze non si fermano alla resa in opera del riflesso dello sguardo, perché eredità dei paesaggi che li hanno visti crescere. Le celebri vedute a volo dei colli marchigiani inventate da Giacomelli sono sì aspre nel segno, che è in gran parte il segno dell’uomo, ma velate sempre di una malinconia lirica, eternizzate nella dimensione del ricordo, affondate in una concezione della terra pur nutrita delle dolci suggestioni letterarie del primo Novecento italiano. Biasiucci fotografo nasce sul Vesuvio, sul vulcano, dove la terra brucia e scuote. Il tempo scompare e quel che permane nel suo lavoro sono le forze ctonie, imponenti. Senza facili spettacolarizzazioni, la terra si esprime nella immobilità apparente. Dove il fango lentamente ribolle e si gonfia, pare emergere pulsante un occhio che ha lo sguardo sofferto delle vacche, animali di terra per eccellenza che non a caso Biasiucci già ha fotografato; la neve trasmuta in sabbia, il mare si fa materia vibrante ma densa, non più riverberante di luce della melma umida e come il metallo; ed è qui che si compie, per entrambi, la definizione di cui si è detto: quell’essere "fotografi di terra" anche di fronte all’acqua e agli uccelli in volo.

A nostro avviso dunque un esperimento riuscitissimo - come già quello che nella stessa galleria vide protagonisti Cresci e Tranchina – di accostamento, sia ragionato dal punto di vista critico sia attento da quello estetico, di due autori italiani di generazioni diverse. Una mostra, questa in particolare, che a fronte delle tendenze recenti della fotografia internazionale, avara nei confronti di chi ricerca le emozioni dei sentimenti profondi, testimonia la vitalità e le possibilità di una tradizione importante, senza dubbio da valorizzare.

Daniele De Luigi

©CultFrame 05/2005
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Galleria


Antonio Biasiucci
Fango n. 7
Pozzuoli, 1995
Stampa Lambda ai sali d’argento su alluminio



Antonio Biasiucci
Metallo n. 16
Napoli, 1998
Stampa Lambda ai sali d’argento su alluminio



Mario Giacomelli
Presa di coscienza
sulla natura #2
©Eredi Mario Giacomelli, Senigallia/
Courtesy Photology Milano



Mario Giacomelli
Presa di coscienza
sulla natura #1
©Eredi Mario Giacomelli, Senigallia/
Courtesy Photology Milano





Relazioni
PhotoFrame-Libri. Parlami di lui - Le voci di Scianna, Berengo Gardin, Ferroni, Camisa, Colombo, Branzi, Manfroi, De Biasi, Permunian, Biagetti, su Mario Giacomelli di Simona Guerra

Fotografia Italiana





Informazioni
CittàMilano
Quando20/05/2005-29/09/2005
DoveFotografia Italiana
IndirizzoCorso Venezia 22
Telefono(39)02784100
Orariomar.-ven. 15-19
sab. 15-19 su appuntamento
(ch. dom. e lun.)
 
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