David Farrell - La verità è fatta di infiniti piccoli pezzi
FotoGrafia - Festival Internazionale di Roma 2005

"La mia è una continua ricerca di quelli che considero momenti sfuggenti, piuttosto che decisivi. E’ come fare un puzzle con in mente solo una vaga idea dell’immagine finale. Non posso fare altro che pormi di fronte al mio soggetto e ritrarne l’aspetto e l’umore." Così David Farrell, irlandese, classe 1961, descrive il senso del suo lavoro, Innocent Landscapes, di cui una selezione di 6 gigantografie è qui esposta per il Festival Internazionale FotoGrafia di Roma. Trattandosi di un lavoro basato sulle sensazioni interiori, e non su una semplice narrazione o descrizione di eventi/luoghi/persone, la premessa dell’autore diventa indispensabile per trovare la chiave di lettura di un progetto di più ampio respiro che è stato qui mutilato per esigenze organizzative, e che non può pertanto respirare autonomamente.

Le foto mostrano alcuni scorci di paesaggi incontrati da Farrell nel corso di una "camminata" di tre settimane attraverso la zona boschiva giapponese di Iwate, per conto del progetto "European Eyes On Japan".
I colori autunnali, mescolanze di verdi, rossi e gialli, sono la prima cosa che colpisce l’occhio di chi guarda. Le figure esili dei tronchi si stagliano ritte e nere come statuette di Alberto Giacometti, piantati solidamente nel terreno in una solitudine senza tempo; i rami si contorcono tra loro in cupe evolute, come fossero ballerine ingaggiate da una coreografa della natura. Uno spettacolo naturale misterioso, sul quale aleggia un silenzio di attesa.
Ed è su questo livello di percezione che Farrell conduce le sensazioni di chi osserva queste immagini, di chi riesce ad astrarsi dal contesto circostante e riesce a calarsi dentro le grandi stampe.

Improvvisamente si riesce a percepire il fruscio delle foglie cadute sull’erba, il coro di quelle sui rami che gioiscono chiassose di una luce neutra, sospesa, che avvolge questi paesaggi. Ma non siamo davanti ad un eden incontaminato, la presenza umana si evidenzia nell’assenza, attraverso le sue tracce: dei nastri rossi avvolti attorno ai tronchi, delle ceste di seta che raccolgono le foglie cadute, delle fascine di rami accatastati in terra, un cartello appeso. L’uomo è presente, è parte di questo spettacolo, si muove in esso, ma non si vede. La suggestione diventa allora predominante, e quasi sembra di poter udire gli spiriti dei boschi, cari alla tradizione shintoista; sembra di ascoltare il suono del vento che si insinua dentro le canne di bambù tagliate; ci si aspetta da un momento all’altro di veder muovere rapida tra gli alberi l’ombra sfuggente di un guerriero ninja. Attraverso l’immobilità del paesaggio, attraverso la sua maestosità e la sua insignificanza iconografica, attraverso il mistero delle luci e delle ombre, attraverso il silenzio, attraverso tutto questo ambiente in cui l’uomo interagisce come spirito che non è che una piccola parte di un tutto, Farrell lascia che le sensazioni di questo mistero, per un uomo abituato ad avere il controllo su tutto, fluiscano direttamente nel livello inconscio ed umorale dello spettatore. Proprio come fece Andrej Tarkovskij prima di lui in Stalker: un approccio per molti versi simile a quello del cineasta russo, sebbene nel capolavoro cinematografico il turbamento che il paesaggio provoca sull’inconscio dello spettatore sia in funzione prettamente concettuale. Cosa che in Farrell non avviene: non c’è un messaggio da capire, un giudizio o qualsivoglia asserzione. L’autore stesso afferma di non avere che vaghe idee, di essere in cerca di una sfuggevolezza che non necessariamente debba comporsi in un significato razionale: egli inseguiva sensazioni. E in definitiva questo è il senso della sua suggestiva camminata nei boschi del Giappone.

Filippo M. Caroti

©CultFrame 05/2005



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Galleria


David Farrell
Jodogahama, 2004



David Farrell
Morioka, 2004



David Farrell
Yakehashiri, 2004





Relazioni
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Informazioni
CittàRoma
Quando17/04/2005-29/05/2005
DovePalazzo Fontana di Trevi
Indirizzovia Poli 54
Telefono06.692050205
Orariomar.-dom. 10-13 e 14-19 (ch. lun.)
Bigliettointero 5 euro
ridotto 3 euro
CuraGogo della Luna
 
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