Off scene
Wim and Donata Wenders

Lo sguardo sulla realtà, il rapporto tra sfera individuale e inafferrabilità del mondo, la dimensione tutta interiore del viaggio non inteso come fuga ma come ricerca (di sé). La poetica di Wim Wenders, con alti e bassi, ha rappresentato nel cinema degli ultimi trentacinque anni un punto di riferimento preciso per il popolo del cinéphiles e per quello più rigido della critica. Agli elementi sopra citati bisogna aggiungere l’amore per la musica, e per il rock in particolare, per i meccanismi della tecnologia applicati al linguaggio audiovisivo e per la narrazione documentaristica, articolata nella sua versione più coerente con la sostanza e le radici profonde del cinema stesso.
Tutto ciò ha determinato la creazione e la conseguente evoluzione di un universo filmico complesso e moderno in grado di generare capolavori come Alice nella città (1973), Lo stato delle cose (1982), Paris Texas (1984), Tokio Ga (1985), Il cielo sopra Berlino (1987), Crimini invisibili ( 1997) e Buena Vista Social Club (1998).

Ma la sfera creativa di Wenders non è limitata all’arte del cinema. La fotografia, infatti, è un’altra delle sue ossessioni. Il desiderio di rappresentare l’esistenza concentrando il suo sguardo su una società apparentemente alla deriva, ma anche sul dispositivo cinematografico, microcosmo, quest’ultimo, sospeso tra delirio e sogno, tra poesia e allucinazione.
L’attività fotografica del regista tedesco va avanti ormai da tempo parallelamente a quella filmica e si intreccia in maniera quasi indissolubile con la produzione, sempre rigorosamente fotografica, della compagna Donata Wenders. I due formano una coppia artistica anomala, una coppia che non realizza a quattro mani lo stesso oggetto ma che, quando è possibile, opera sullo stesso terreno creativo partendo da concezioni espressive differenti. Wim predilige il colore e le possibilità estetiche che questo fattore permette, Donata ama il bianco e nero, i chiaroscuri fortemente contrastati ed una rappresentazione visuale più intimista, e per certi versi espressionista. Dunque, i loro obiettivi sono spesso puntati sulla medesima realtà, realtà però interpretata in maniere autonomi e personali.

Prova di questo connubio umano e artistico è fornita dalla mostra denominata Off Scene, allestita presso il Museo Ferragamo di Firenze, ed incentrata sulla presentazione di oltre trecento immagini. L’esposizione è suddivisa in sette sezioni che mettono in comunicazione periodi e stili distinti. Si tratta di un percorso che fa emergere le vene creative di Wim e Donata, le quali quasi miracolosamente si integrano e si intrecciano creando un tessuto poetico molto compatto. Dal bel catalogo, edito da Pagliai Polistampa estrapoliamo una dichiarazione molto chiara di Wenders: "La fotografia mi ha offerto un linguaggio per esprimere quello che ho dentro. Donata fotografa in bianco e nero e quasi esclusivamente persone, mentre io uso solo il colore e preferisco i luoghi, quindi non ci intralciamo e di certo non entriamo mai in competizione".
Dal corpo della mostra fiorentina viene fuori proprio questo equilibrio. La sezione Il tempo con Antonioni, formata da opere scattate sul set del film Al di là delle nuvole (regia Michelangelo Antonioni, assistente e co-regista Wim Wenders), fa emergere questa doppia strada: i colori densi e gli sguardi enigmatici dei protagonisti del lungometraggio immortalati da Wim e le ombre interiori, nonché le espressioni dense di sentimenti, abilmente delineate da Donata.
In Inside The Million Dollar Hotel, Donata esplora il volto intenso di Milla Jovovich ed esalta la sua bellezza non attraverso effetti glamour ma grazie ad intense sfocature che comportano un processo di approfondimento interiore. Nei colori freddi e lividi di Wim, invece, vengono sottolineati elementi estetici densi di connotazioni simboliche.

Le sezioni che ci sono apparse come le più interessanti sono comunque quelle denominate Electronic Paintings e Panoramas. Nella prima, delle elaborazioni elettroniche di immagini permettono a Wim Wenders di organizzare delle variazioni cromatiche tipiche di certe atmosfere pittoriche. In Panoramas, l’autore di Nel corso del tempo (1976) e de L’amico americano (1977), esprime tutta la forza del suo sguardo fotografico. Grandi distese di terreno desertico si aprono alla fruizione di chi guarda. Inquadrature allungate orizzontalmente, suddivise equilibratamente tra l’azzurro del cielo e il marrone della terra. Si avverte il passaggio dell’uomo, ma è un fenomeno che lascia solo detriti, materiali informi, mentre la sublime solennità del deserto sembra immutabile, altra rispetto alla stupida vacuità della società. Queste immagini costruite su un senso quasi mistico del nulla regalano sensazioni di libertà inarrivabili, mettono in contrapposizione la fragilità della presenza umana nei confronti della grandezza simbolica del deserto. Il vuoto sembra trionfare, ma è un vuoto ricco di misteri e segreti che forse l’umanità non potrà mai comprendere pienamente.

Maurizio G. De Bonis

©CultFrame 07/2004


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Galleria


Wim Wenders
John Lurie
Dalla serie Una volta



Wim Wenders
John Malkovich Cornice
Ferrara, Aix-en-Provence, Parigi
13-29 marzo 1995



Wim Wenders
Isabella Rossellini e
Martin Scorsese
dalla serie Una volta



Donata Wenders
Omara Portuondo
da Buena Vista Social Club





Relazioni
PhotoFrame-Mostre. Donata e Wim Wenders - Buena Vista Social Club

PhotoFrame-Mostre. Donata Wenders - Fotografie

SpotFrame-Spot. Barilla 125 anni - regia di Wim Wenders

SpotFrame-Spot. Ferrovie dello Stato - regia di Wim Wenders

IMDb. Wim Wenders - Filmografia

Wim Wenders Site

Salvatore Ferragamo





Informazioni
CittàFirenze
quando26/06/2004-30/09/2004
DoveMuseo Salvatore Ferragamo
IndirizzoPalazzo Spini Feroni
Telefono(39)0277111441
OrarioTutti i giorni 10-19
(ch. mar.)
Bigliettointero 9,00 euro
ridotto 7,00 euro
 
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