
Bruce Chatwin Fotografie "L’uomo è nomade per natura. La sua vera casa non è la casa ma la strada". Non crediamo esista frase migliore per introdurre il lavoro di Bruce Chatwin, grande scrittore e descrittore di luoghi lontani ed inaspettatamente anche sensibile fotografo.
Chatwin nasce a Sheffield il 13 maggio del 1940. Durante i cinque anni successivi, vive in diverse città (a Filey, sulla costa dello Yorkshire, Birmingham, Stratford e nel Derbyshire), cambiando casa almeno una dozzina di volte. Intuitivamente si può affermare che lo spirito pellegrino che l’accompagnerà tutta la vita, fonda le proprie radici proprio in questo precoce e continuo errare. Stabilitosi con la famiglia a Birmingham, termina il ciclo di studi al Marlborough college nello Wiltshire. Nell’autunno del 1958 viene assunto come magazziniere presso Sotheby’s, nella sezione Opere d’Arte, diventando nel 1961 catalogatore nella sezione Impressionisti e Antichità. Indubbiamente tale primo contatto con l’arte si dimostrerà determinante non certo per la principale attività di scrittore, quanto piuttosto nell’influenzare il suo occhio fotografico.
Il primo viaggio risale al 1963 in Afghanistan, poi Istanbul, Il Cairo, Beirut e Peshawar, e negli anni successivi l’Africa e l’America Latina, della quale rimane il famoso libro In Patagonia, l’unico che ha voluto accompagnare con le fotografie, stupefacenti, in totale sintonia con il testo, i cui frammenti spesso trattano intrecci di storie dissolte, ma che posseggono sempre una forte evidenza visiva e tattile. In sostanza è come se, frase dopo frase, ci invitassero a passare con gli occhi e le dita su una superficie determinata e riconoscibile. Proprio un forte e sviluppato senso della superficie determina le immagini del libro, cosicché sembra che l’autore possieda un’innata ed occulta guida, sia nella composizione delle parole che nella realizzazione del suo racconto visivo.
Accompagnato in ogni viaggio dal fedele taccuino nero, in cui annotare impressioni ed emozioni, svolse anche un prezioso lavoro di catalogazione di frammenti visivi, raccogliendo un gran numero di fotografie a mo’ di vero e proprio diario per immagini, la cui frammentarietà ed imprecisione, dichiarano senza equivoci l’intento personalissimo e privo di qualsiasi velleità artistica o espositiva dell’autore. Tuttavia le sue fotografie sono tutt’altro che improvvisate. L’impiego giovanile alla famosa casa d’asta londinese, ha sicuramente affinato un gusto innato per la composizione e un equilibrio delle forme e dei colori tutto pittorico. Lo stupore nel guardare le fotografie realizzate durante i viaggi, riguarda prima di tutto le tinte forti e decise. L’occhio si trova letteralmente investito da colori vividi e nitidi, solari, in cui dominano il giallo, il rosso e l’arancione, caldi come il sole del deserto, ma anche il blu intenso del cielo africano. La macchina fotografica spesso seleziona porzioni di realtà utilizzando inquadrature particolari e suggestive, la chiglia colorata di una barca o l’ingresso di una casa in fango battuto e sterco nel Mali, la cui precisione nel definire gli spazi che concentrici ci svelano l’interno, fanno piuttosto pensare ad un dipinto.
A volte Chatwin immortala frammenti coloratissimi di tessuti o i riti di una cultura determinata; è il caso della bellissima immagine afgana delle pecore tinte con l’hennè. Tutte opere che descrivono e non denotano affatto un gusto morboso o una malsana curiosità, esprimono al contrario un radicato amore per la bellezza delle forme e dei volti, così intensi ed espressivi da imbarazzare. Equilibrio nella composizione, per cui tutti i colori sono attentamente calibrati, dallo sfumare graduale dei colori primari verso attenuate gradazioni, al discreto stacco creato a volte da colori contrastanti. Ecco che nel ritrarre un bambino con una gallina, il bianco piumaggio e la cresta rossa dell’animale creano una macchia di luce raffinata e silenziosa all’interno della fotografia.
Dunque, un Chatwin autore elegante, una vera e propria piacevole rivelazione che vale la pena di sperimentare a stretto contatto con i suoi scatti. Per questo motivo la mostra allestita a Venezia, nella prestigiosa cornice di Palazzo Correr, si rivela una visita quasi d’obbligo per gli appassionati di fotografia; anche perchè non sarebbe altrimenti possibile godere appieno della magia di quei colori, considerando che il libro Sentieri tortuosi, per altro in vendita al book-shop, risulta sbiadito e male stampato.
Raffaella Turrin
©CultFrame 10/2003
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 Bruce Chatwin Piroga dipinta (particolare) Mauritania Courtesy Trevillion Picture Library, Londra  Bruce Chatwin Casa fabbricata con fango battuto e ricoperta di sterco di mucca Pise, Mali Courtesy Trevillion Picture Library, Londra  Bruce Chatwin Miniera abbandonata Wyoming, Stati Uniti Courtesy Trevillion Picture Library, Londra
 The Trivillion Picture Gallery. Dodici immagini realizzate da Bruce Chatwin Bruce Chatwin - bibliografia, link Museo Correr Venezia
| Informazioni | | Città | Venezia | | Quando | 04/10/2003-30/11/2003 | | Dove | Museo Correr | | Indirizzo | San Marco 52 | | Telefono | (39)0412405211 | | Orario | fino al 31 ottobre tutti i giorni 9-19 dal 1 novembre 9-17 | | Biglietto | Un pass per il Museo Correr e alcuni musei della città intero 11,00 euro ridotto 5,50 euro |
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