Bonjour Monsieur Lartigue
Jacques Henri Lartigue

Chi non conosce l’immagine di copertina dello splendido libro di Cartier-Bresson Lo zen e la fotografia, dove un uomo col cappello è colto nell’attimo di saltare un’ampia pozzanghera? Una delle prime e più rappresentative fotografie dell’artista dell’«attimo decisivo», che ancora pochi sanno essere stata anticipata trent’anni prima da un bambino di nome Jacques Henri, nato a Courbevoie, in Francia, nel 1894. Il grave ritardo con cui si è arrivati alla riscoperta di questo personaggio - giacché solo nel 1963, grazie a John Szarkowsky, si ebbe una sua grande esposizione al MoMA di New York – pesa ancora sull’assegnazione alla genialità di Lartigue del posto che le compete nella storia della fotografia.

L’esposizione in corso al Museo della Fotografia di Charleroi, in Belgio, è un’altra occasione per rendersi conto di ciò. Allestita nel più ampio degli spazi dell’ex convento ove il Museo ha la sua splendida sede, secondo l’ordinamento dato a questo gruppo di opere dallo stesso autore, già dal titolo essa ci proietta in quello che fu il suo mondo, fatto di ricchezza e benessere, ma anche di serenità, gioia e apertura ai piaceri della vita, che non ne sono affatto un corollario. A otto anni gli fu regalata una macchina fotografica a lastre, col soffietto e un treppiede più alto di lui: di tutte le passioni che avrebbe potuto avere, quella sarebbe diventata la sua. Iniziò a fotografare la vita dei parenti e degli amici, scandita da feste, passatempi e divertimenti i più svariati. Come è stato giustamente sintetizzato dalla critica, Lartigue unì lo stupore di un bambino all’occhio di un adulto, ovvero la curiosità, la capacità di meravigliarsi di fronte alla quotidiana scoperta di un mondo incredibile, con giocosità e spensieratezza, e ad un tempo un’intuizione compositiva e creativa stupefacente. Quest’innocenza lo portò anche ad essere un innovatore. Scrive Marc Vausort, conservatore del Museo: «In un’epoca in cui il pittorialismo trionfa, egli pone, nell’intimità della sua esistenza, le basi della fotografia moderna nel rapporto diretto con la realtà del suo tempo».

A meravigliarlo era soprattutto il movimento e la possibilità, che comprese di avere, di fermarlo sulle lastre. Intorno ai dieci anni fotografava già i tuffi del cuginetto, i salti dalle scale della cugina o il lancio della palla da parte della nutrice, senza mai perdere di vista l’efficacia dell’inquadratura, stabilita in base al semplice istinto. Egli non si limitò a testimoniare persone e cose, ma colse la bellezza di ciò che allora si poneva del tutto fuori dai suoi canoni, compiendo così un’operazione assai difficile, perché prima di lui foto simili erano state fatte solo per motivi scientifici. Fu il primo a declinare un’estetica della velocità e delle macchine, appena prima che fosse cantata da Marinetti: poté assistere entusiasta a corse di motociclette, autovetture costruite per hobby e prototipi di velivoli bizzarri, fotografandone le evoluzioni e cogliendo lo spirito pionieristico dei piloti.

Parlando di Lartigue, non si può non parlare anche di fascino femminile: le donne furono senza dubbio l’altra sua grande passione. Al centro di tante fotografie colte al Bois de Boulogne, al mare, alle corse, con i loro vestiti alla moda e gli eleganti cappelli, ce ne viene restituita talvolta l’immagine ironica di signore eccessive e curiose, altrove, e specialmente nei ritratti delle sue donne, una grazia, uno charme impareggiabili.

Un uomo fortunato, Lartigue, che ci ha lasciato immagini di una freschezza senza tempo e capaci ancora di regalare stupore e buon umore. Un fotografo che forse merita di essere ancora dimenticato, giusto per il gusto di riscoprirlo di nuovo.

Daniele De Luigi

©CultFrame 07/2003
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Jacques Henri Lartigue
Renée à Paris
mai 1931



Jacques Henri Lartigue
André Haguet dit Dédé
mon cousin, Rouzat, 1911



Jacques Henri Lartigue
Course de bobs, Rouzat
septembre 1911



Jacques Henri Lartigue
Biarritz, 1905

Tutte le immagini
©Ministère de la Culture, France/AAJHL





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Musée de la Photographie à Charleroi





Crediti
CittàCharleroi (Belgio)
Quando7/6-7/9/03
DoveMusée de la Photographie
IndirizzoAvenue Paul Pastur, 11 (Mont-sur-Marchienne)
Telefono(32)71435810
Orariomar.-dom. 10-18
(ch. lun.)
Bigliettointero € 4,00
ridotto € 2,50
 
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