
Josef Koudelka - Teatro del Tempo FotoGrafia 2003 - Festival internazionale di Roma Qual è l’immagine autentica di una città, al di là della vita degli uomini che la animano giorno per giorno e imprimono, spesso inconsapevolmente, non tanto le proprie tracce quanto quelle del tempo che passa? Quale sarà il volto di una città millenaria, come Roma, priva dei connotati di una quotidianità che pare sfigurarla? Che cosa resta infine del suo passato?
A tali questioni sembra rispondere l’ultimo lavoro di Josef Koudelka, "Teatro del Tempo", realizzato apposta per la seconda edizione di FotoGrafia, ed esposto proprio in uno dei luoghi più significativi della capitale: il complesso monumentale dei Mercati Traianei.
All’interno di una simile cornice, i grandi pannelli in bianco e nero (d’un insolito formato panoramico, spesso verticale) di quest’opera, acquistano un particolare risalto al confronto diretto con la realtà circostante, fatta di gente in continuo movimento, di suoni e di colori; una realtà alla quale siamo assuefatti tanto da non renderci più conto dell’aspetto immanente ai luoghi che viviamo.
Attraverso i siti e le antiche vestigia della civiltà romana, il fotografo ceco ci conduce con le sue immagini in ambientazioni che appaiono affatto differenti dal quotidiano. Tutto in esse concorre a produrre nell’osservatore un senso metafisico, che pone la scena al di fuori del tempo.
L’orario delle riprese, che allunga le ombre su colonne e statue mutile e che avvolge talvolta il paesaggio in misteriose brume, ha come ulteriore e non meno importante conseguenza la mancanza di quella presenza umana che potrebbe ristabilire rapporti spazio-temporali.
Il formato incisivo e le deformazioni ottiche dell’obiettivo usato, "dilatano" la percezione suggerendo qualcosa in lontananza, o forse piuttosto creando una distanza sufficiente a ripristinare in noi la visione oggettiva, che la consuetudine ha compromesso.
Nel suo "teatro del tempo", Koudelka, mette in scena la vita pietrificata delle attuali rovine, nelle quali Roma malinconicamente vive ancora la sua gloria passata, e svela del tutto intatto quel fascino "romantico" di città-monumento, che già nell’Ottocento aveva colpito l’immaginazione di molti illustri viaggiatori stranieri.
Rosa Maria Puglisi
©CultFrame 05/2003
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