
Paul Caponigro Le forme della natura Può un branco di cervi in corsa trasformarsi nell’apparizione di uno spirito della natura, come era un tempo nella cultura dei native americans, attraverso un mezzo di espressione così moderno, così "prosaico" quale la macchina fotografica? E, allo stesso modo, il limite delle onde che si stendono lungo la battigia, divenire una saetta che separa due differenti domini del vivente, i segni di erosione dell’acqua nella sabbia, radici d’albero, e le radici, vivi tentacoli? Ciò accade quando un fotografo decide, e riesce ad accogliere la lezione di Alfred Stieglitz, con i suoi Equivalents e la filosofia della straight photography, di Minor White, di Edward Weston, ovvero proprio la linea di discendenza che rivendica per sé Paul Caponigro.
Nato a Boston nel 1932, fu a metà degli anni Cinquanta che iniziò a dedicarsi assiduamente alla fotografia, seguendo dei corsi con White, che fu il suo vero maestro, e ottenendo una personale alla George Eastman House di Rochester a soli 26 anni. Nell’intervista rilasciata a Filippo Maggia, il curatore della mostra di Modena che è la prima retrospettiva in Europa di Caponigro, questo artista spiega il suo percorso formativo, che partendo dal problema di restituire con un’immagine fotografica il profondo sentimento della natura che lo pervadeva, finendo istintivamente per seguire le orme di quella scuola. La fotografia diventa perciò non più un mezzo di espressione, ma di conoscenza della realtà, un mezzo per inseguire una verità che non è quella fugace dell’attimo bressoniano, bensì una verità ceh si coglie solo con il silenzio e la pazienza. I luoghi dove maggiormente si respira la sacralità della natura divennero le sue mete preferite, l’America dei parchi e dei deserti, le isole britanniche, il Giappone. Le visioni di Caponigro sono supportate da una tecnica straordinaria, che permette di apprezzare in un primo momento la composizione d’insieme, per poi addentrarsi nell’esplorazione della fotografia, incredibilmente ricca di dettagli tutti perfettamente leggibili.
Sue sono le immagini forse più famose dei megaliti di Stonehenge, la cui possanza si palesa in esse senza tradire la semplicità, così come è anche per i giganti di roccia della Monument Valley. Tuttavia è nella sua attenzione alle manifestazioni minori, a volte più semplici della natura che Caponigro offre spunti sorprendenti. La sua indubbia conoscenza dell’arte del Novecento lo porta talvolta a ritrovarne similitudini nella materia grezza, come una parete di roccia che estrae dalla memoria forme cubiste, o un frammento di ghiaccio che pare un raffinato disegno di Klee. La natura tende però piuttosto a esprimersi autonomamente, «la natura è stata la mia maestra», afferma l’autore. I girasoli vengono così fotografati secondo diversi punti di vista e gradi di illuminazione, fino ad arrivare a tramutarne uno secco in una forma mobile, un fantasma, una cometa, alcunché comunque di morto. Una forma affascinante nasce anche da una pozzetta d’acqua in uno scoglio.
Il cerchio è la forma perfetta attraverso la quale Caponigro sembra poter istituira un rapporto di tensione empatica fra sé e la natura. Oltre agli stone circles, singole pietre, conchiglie, sezioni di tronco, una pesca avvizzita, una testa di civetta, molte utilizzate anche in composizioni di natura morta, rimandano tutte alla stessa forma che rivela la ciclicità del vivente. L’affinità tra micro e macrocosmo sta tutta nella fotografia di una mela come una sfera celeste stellata.
In chiusura, ci preme un apprezzamento per le parole di Walter Guadagnini, direttore della Galleria Civica di Modena, che nella presentazione della mostra rivendica il progetto culturale di cui essa fa parte, volto a capire le radici del linguaggio fotografico odierno, in un’epoca in cui l’improvvisa e vertiginosa crescita dell’interesse per quest’arte conduce troppo spesso a seguire acriticamente e opportunisticamente il mercato e la moda.
Daniele De Luigi
©CultFrame 04/2003
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 Paul Caponigro Relfecting Stream Redding, Connecticut, 1968  Paul Caponigro Sunflower Winthrop, Massachussetts, 1965  Paul Caponigro Two Pears Cushing, Maine, 1999
 Photography west gallery. Immagini realizzate da Paul Caponigro e la sua biografia Andrew Smith Gallery. Trenta immagini di Paul Caponigro Joseph Bellow Gallery. Venti immagini di Paul Caponigro e biografia Galleria Civica di Modena
| Crediti | | Città | Modena | | Quando | 5/4-29/6/03 | | Dove | Palazzo S.Margherita, Sala Grande | | Indirizzo | c.so Canalgrande, 103 | | Telefono | (39)059206883 | | Orario | mar.-ven. 11-13 e 16-19 sab.-dom.-festivi 11-19 (ch. lun.) | | Biglietto | intero €4,00 ridotto €2,00 | | Catalogo | Nepente, a cura di F. Maggia | | Prezzo | €35 in mostra €54 in libreria |
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