
Fulvio Roiter Fotografie 1948-1978 Una rete metallica, la serratura di un cancello chiuso. Due occhi di bimbo persi nel vuoto; è appoggiato, quasi aggrappato alla rete, le sue manine sporche appese, come agganciate per sostenersi. Per non cadere. E dimenticate lì. La bocca semiaperta, bloccata in un infinito stupore; lo sguardo triste, rassegnato e lontano. Lontano dal fotografo, dall'ambiente circostante e dalla ragazzina con le trecce e le mani sudice che dietro di lui, e fuori fuoco, addenta distrattamente del cibo, forse in attesa di qualcosa. Non si tratta di una delle fotografie più note di Fulvio Roiter, ma certamente di un'immagine carica di emozione, frutto di una sensibilità straordinaria.
L'esposizione Fulvio Roiter. Fotografie 1948 – 1978, allestita presso Il Palazzo del Lavoro e dell’Economia Luigi Einaudi di Chivasso, ci stupisce in più occasioni con scatti poco costruiti, composizioni spontanee sorte da uno sguardo attento.
Sicilia. Minatore, 1953 è l'opera di un giovane fotografo entusiasta e desideroso di conoscere e comunicare. Sole laterale, a dividere perfettamente in due parti il volto di un uomo senza età. Pelle butterata, rughe profonde a formare ombre; attorno al collo una sciarpa sistemata con cura, un maglione pulito ed una coppola posata con cura sui capelli nerissimi. E due occhi scuri, profondi e fieri. Fierissimi. Dritti nella macchina fotografica. Dietro, un paesaggio indefinito.
E poi, una poeticissima Venise à fleur d'eau per Albert Mermoud, per cui "Il fotografo doveva attenersi a un'elegante moderazione: il pubblico della Guilde non avrebbe apprezzato immagini urlate, trasgressioni stilistiche, né la violenza del crudo realismo" (Paolo Morello). Qui (siamo nel 1954) ha inizio una carriera che lo porterà a pubblicare, nel 1956, "Ombrie, terre de Saint-François", con immagini che sembrano stampe giapponesi, caratterizzate da una grafica finissima ed un'attenzione incredibile per particolari, di una delicatezza infinita.
Ha dunque inizio un percorso artistico che lo spingerà a viaggiare in Brasile, dove effettuerà primi piani di bimbi dagli occhi grandi, in Portogallo, in Turchia, Libano, Messico e Costa D'Avorio. Del 1957 La Vaquejada, Mexico: un raggio di sole si fa spazio tra le nuvole nere e va a colpire un gruppo di cavalli e cavalieri. Uno dei cavalli è impennato sulle due zampe posteriori, il cavaliere senza volto per via del controluce; i cavalli senza volto; gli spettatori senza volto, a parte alcuni di cui appena s'intuiscono i tratti. La polvere alzata dalle zampe del cavallo va a diffondere la luce e crea un bagliore, un'atmosfera sospesa.
Queste e molte altre sono le sensazioni che Fulvio Roiter ci sa regalare in una mostra organizzata con cura, ricca di spunti interessanti e capace di offrirci una carrellata varia e completa.
Veronica De Benedetti
©CultFrame 02/2003
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 Fulvio Roiter  Fulvio Roiter  Fulvio Roiter
| Crediti | | Città | Chivasso (TO) | | Quando | 31/1-9/3/03 | | Dove | Palazzo del Lavoro e dell'Economia 'Luigi Einaudi' | | Telefono | (39)0119115456-460 | | Orario | mar.-gio. 16-20 ven. 10-13 e 16-22 sab/dom. 9-22 (chiuso lunedì) | | Biglietto | Intero 5 euro Ridotto 4 euro 4 marzo - libero |
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