
Con gli occhi della memoria La Lucania nelle fotografie di Franco Pinna L’Italia, le sue tradizioni popolari, le sue radici contadine ed arcaiche. La diversità come paradossale ma straordinario elemento di unione. Il significato profondo di usi e costumi il cui senso si perde nella notte dei tempi. I volti, i gesti, le storie di individui che portano su di loro i segni della memoria e dell’attaccamento alla terra.
Un paese ideale, dunque, per l’occhio inquieto ed acuto di un fotoreporter intenzionato a descrivere con rigore stilistico l’identità di popolazioni che pur vivendo in uno degli Stati dell’Occidente conducevano un’esistenza appartata, basata su una cultura millenaria.
Franco Pinna, uno dei più grandi fotogiornalisti che l’Italia mai abbia conosciuto, è scomparso ormai nel lontano 1978. Nel suo percorso creativo effettuò reportage anche all’estero, per testate storiche come Paese Sera, Vie Nuove, Noi Donne, il Mondo, Radio Corriere tv e L’Espresso.
Negli anni cinquanta, al seguito di una spedizione scientifico-antropologica si recò in Lucania, splendida regione che stimolò particolarmente lo spirito artistico di Pinna, il quale portò a termine un lavoro di rappresentazione della vita di quei luoghi ancora oggi dì assoluta importanza.
Ebbene, è possibile ammirare questo studio iconografico in una mostra allestita a Potenza, presso il Museo Provinciale ed intitolata Con gli occhi della memoria.
Grandi mani rugose dalla pelle bruciata dal sole e dal vento, l’espressione del volto inquietante ed enigmatica. Le labbra serrate, il naso dritto, il volto ossuto e severo. Un velo nero copre i capelli, l’abito è anch’esso nero, povero e dignitoso allo stesso tempo. Dietro, un ambiente brullo e aspro. Potrebbe essere il Medioriente ed invece siamo in Lucania (Colobraro). L’immagine di questa donna realizzata da Pinna è misteriosa, impressionante, quasi tridimensionale. Sembra una "scultura fotografica", la prova di una cultura precristiana, e quindi pura e magica.
Ed ancora: una donna dai lineamenti vivaci ma armoniosi, il taglio degli occhi allungato, le labbra turgide, una luce fiera illumina il suo viso. Sopra la testa ha una brocca. Con la mano destra la sorregge, mentre con l’altra tiene chiusa la veste sul petto. Una femminilità anche questa primordiale ma più morbida, rassicurante e materna.
In mezzo a questo testa-coda espressivo si ritrova tutto il lavoro di Pinna in Lucania. I ritratti, i paesaggi, le descrizioni degli avvenimenti sociali, la raffigurazione di una vita essenziale, i giochi dei bambini, la religiosità, il dolore e la morte. Pinna come un pittore dalla brillante creatività riesce a cogliere la natura intima e toccante della storia di quelle popolazioni povere che negli anni cinquanta rappresentavano il tessuto connettivo dell’Italia meridionale.
Le immagini di Pinna sono belle proprio perché vere, naturalistiche e, per certi versi, parossisticamente semplici.
In realtà, però, non vediamo la Lucania mediata dallo sguardo di un artista ma lo sguardo stesso di Pinna fatto immagine. Si stabilisce dunque con il fruitore una sorta di passaggio privilegiato, di unione ideale che finisce per trasportare chi guarda queste fotografie, oggi, in quel mondo e in quel periodo, grazie ad una specie di viaggio visivo forse impossibile ma di incredibile forza emotiva.
Da notare che in occasione della mostra organizzata a Potenza è stato pubblicato da Il Ramo d’Oro Editore un interessante catalogo che oltre a testi storico-critici e alle opere di Franco Pinna, presenta diversi provini che testimoniano la complessità dell’elaborazione intellettuale di questo autore italiano.
©CultFrame 02/2003
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 Franco Pinna Colobraro, 13-15 ottobre 1952  Franco Pinna Viggiano, c 21-24 ottobre 1952  Franco Pinna S. Giorgio Lucano giugno 1959
 Provincia di Potenza. La mostra
| Crediti | | Città | Potenza | | Quando | 8/11/02-15/3/03 | | Dove | Museo Provinciale | | Indirizzo | Rione S. Maria | | Telefono | (39)097141725 | | Orario | 9-13 e 16-20.30 (ch. lun. mattina) | | Catalogo | Il ramo d'oro editore, Trieste |
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