
Lee Miller Allieva e compagna del celebre maestro surrealista Man Ray, Lee Miller attraverso la sua lunga carriera è stata un'attenta interprete del proprio tempo ed è a buona ragione ritenuta una delle più rappresentative fotografe del secolo appena trascorso.
In collaborazione con le Edizioni Olivares, l’Archivio Lee Miller e la galleria berlinese Art + Interior, la Galleria Valentina Moncada di Roma rende alla fotografa americana il giusto omaggio di una personale, che incredibilmente è la sua prima in Italia.
Con circa quaranta immagini in mostra, l'ottima qualità di stampa delle quali impreziosisce le pareti della galleria ubicata in un pittoresco cortile di Via Margutta, si tenta di ricostruire un percorso artistico che va dai primi anni Trenta fino alla sua più tarda produzione, caratterizzata da ritratti d'intellettuali e celebri artisti.
Poche, purtroppo, le fotografie tratte dai suoi appassionati reportage nell'Europa della Seconda Guerra Mondiale; lavori nei quali, come corrispondente di guerra degli Stati Uniti, Lee Miller seppe coniugare un forte senso compositivo consapevole dell'arte del passato e un gusto per il "dépaysage" surreale, che sempre l'avrebbero caratterizzata, ad un'intensa rappresentazione drammatica della realtà. Poche, ma sufficienti a farci capire non solo come abbiano contribuito a dare in quel periodo un'immagine impegnata della rivista di moda Vogue (che le diffondeva corredate da didascalie della stessa autrice), ma anche come siano entrate in seguito a far parte dell'immaginario collettivo.
Particolare la presenza di un curioso ed ironico "autoritratto" (da lei progettato, ma scattato dal compagno di viaggio e collaboratore di Life, David Scherman), che la raffigura mentre prende un bagno nella vasca di Hitler: fra un ritratto celebrativo di quest'ultimo e la statuetta d'un nudo classico femminile, i suoi anfibi sporchi e la sua divisa ripiegata su una sedia, generano un senso di profonda ambiguità semantica all'interno di una scena, che diversamente apparirebbe banale, a parte la location.
In questa mostra troviamo ben rappresentati il periodo più strettamente surrealista di Miller - attraverso immagini come "Floating Head", "Tanja Ramm" e "Ritratto solarizzato", nelle quali l'influenza di Man Ray è più che evidente - così come quello postbellico, che la vede ormai libera da tutti i tecnicismi, appresi in studio come fotografa di moda, ancora palesi nei suoi ritratti fino alla fine della guerra.
Di quest'ultima produzione, a torto spesso svalutata dalla critica, per quello che è stato considerato un calo d'intensità drammatica, fanno parte alcuni bellissimi "ritratti ambientati", esposti, che ci restituiscono vividamente le figure d'artisti, amici suoi e del marito Roland Penrose, come Picasso (al quale dedicò un intero lavoro in occasione del suo settantesimo compleanno), Giorgio Morandi, Max Ernst e Isamu Noguchi.
La mostra è accompagnata dall'uscita di una monografia, la prima dedicata in Italia a Lee Miller, ed incentrata sulla sua ritrattistica; la pubblica Edizioni Olivares in coedizione con la Casa Editrice inglese Thames and Hudson.
Rosa Maria Puglisi
©CultFrame 01/2003
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