
Donata Wenders Fotografie Per la sua prima personale in Italia, Donata Wenders, moglie del celebre regista tedesco Wim, presenta al pubblico venti immagini in bianco e nero, che sembrano costituire un breve ma interessante diario di viaggio attraverso spazi, e persone, incontrati durante le sue esperienze professionali.
Le fotografie, in mostra presso la Galleria Alessandra Bonomo di Roma, sono soprattutto, infatti, il prodotto del suo lavoro di collaborazione col marito - sui set dei cui film si è aggirata negli ultimi dieci anni in qualità di fotografa di scena - e rappresentano, per lo più, location e personaggi wendersiani.
Ritroviamo così i luoghi di "Buena Vista Social Club", accanto ai volti di Omara Portuondo e Ruben Gonzales, ma anche quelle di "One Million Dollar Hotel" e altri film, dei quali non riconosciamo tanto le sequenze quanto le atmosfere, perfettamente ricreate in una sorta di "appunti cinematografici".
Impeccabili al livello formale, queste immagini si concedono qua e là il vezzo di qualche micromosso e di qualche fuori fuoco, che ben sottolinea la loro qualità d'istantanee.
Luci ed ombre sono sapientemente miscelate per trasmetterci un che di metafisico; gli stessi titoli, quando non fanno esplicito riferimento all'origine filmica degli scatti, rimandano ad una dimensione più spirituale ed introspettiva.
Indubbiamente influenzata dal punto di vista iconografico da Wim - con il suo ritratto, macchina fotografica tra le mani, gli rende ulteriore tributo - Donata ha tuttavia una sua peculiare e riconoscibile sensibilità che la trae fuori dal rischio di restare nell'ombra del più illustre Wenders, una sorta di impalpabile calore umano, grazie al quale riesce a trascendere le rarefatte raffinatezze del mestiere.
I suoi paesaggi piuttosto irreali ed i suoi ritratti vagamente elusivi lasciano spazio all'immaginazione dello spettatore e rendono la mostra particolarmente stimolante ed accattivante, al punto di lasciarci insoddisfatti, non altro che per il piccolo numero di lavori proposti.
Rosa Maria Puglisi
©CultFrame 12/2002
|
|
|