
Shizuka Yokomizo Contattare tramite lettera degli sconosciuti. Proporgli di farsi fotografare senza stabilire nessun contatto. Convincerli a guardare fuori dalla loro finestra per dieci minuti ad una certa ora di un determinato giorno. Spedire ai soggetti interpellati le immagini realizzate e chiedere loro l’autorizzazione alla pubblicazione e alla diffusione.
Questo è esattamente quello che fa la giovane artista giapponese Shizuka Yokomizo. Un’idea fortissima e geniale che crea una cesura netta tra fotografo e modello, interrompendo senza tentennamenti quel filo "perverso" che di solito unisce il guardante e il guardato e che genera complicità e, dunque, falsità.
Shizuka Yokomizo si concentra invece su una dimensione allo stesso tempo realistica e straniante. I protagonisti delle sue immagini devono essere naturali, non devono vestirsi in modo particolare, non devono sistemare o pulire l’interno delle loro case. Devono solo darsi all’obiettivo, porsi nella condizione di essere spiati. Ciò genera un’atmosfera di spaesamento e di mancanza di senso. Le persone bloccate in pose statiche, senza espressione, sembrano in uno stato di trance, in una situazione di pensosità estranea alla realtà. Eppure, sono soggetti in carne ed ossa che racchiudono in sé problemi, gioie e dolori e che vivono in maniera anonima, e quindi assolutamente vera.
Questa interessante ricerca filosofica ed estetica è presentata a Roma, nelle sale del MACRO, in una mostra che ripercorre il progetto di una fotografa che ha dedicato la sua azione creativa alla raffigurazione di spazi privati all’interno delle aree metropolitane. La serie Dear Stranger pone il fruitore nella condizione di guardare in modo spietato la vita degli altri senza sovrastrutture stilistiche ed interpretazioni sociali. L’essere umano è "spogliato" e scarnificato con freddezza dall’obiettivo fotografico per diventare metafora ed icona della tragedia universale dell’esistenza e simbolo visuale delle nostre angosce.
Nell’ambito di questa esposizione sono anche proposti alcuni lavori della recente serie Untitled. Si tratta in questo caso di un tipo di rappresentazione fotografica più tradizionale. Shizuka Yokomizo ha infatti utilizzato modelli da lei conosciuti, ripresi all’interno delle loro abitazioni. Gesti insulsi, posizioni statiche, sguardi proiettati verso il nulla. Un’algida girandola di assoluta normalità riprodotta senza orpelli estetici che mette in risalto l’agghiacciante assurdità dei comportamenti umani e la pesantissima solitudine che alberga dentro ognuno di noi.
Maurizio G. De Bonis
©CultFrame 10/2002
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 Shizuka Yokomizo Stranger (9) Dalla serie Strangers, 1999 Courtesy The Approach Gallery, Londra ©2002 MACRO  Shizuka Yokomizo Stranger (24) Dalla serie Strangers, 2000 Courtesy Cohan Leslie and Browne, New York ©2002 MACRO  Shizuka Yokomizo Untitled Dalla serie Untitled, 2002 Courtesy The Approach Gallery, Londra ©2002 MACRO
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| Crediti | | Città | Roma | | Quando | 12/10/02-12/1/03 | | Dove | MACRO - Museo d'Arte Contemporanea Roma | | Indirizzo | via Reggio Emilia 54 | | Telefono | (39)0667107900 | | Orario | mar-dom 9–19 festività 10-14 (ch. lun) | | Biglietto | intero 5,16 euro ridotto 4,13 euro |
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