
L'occhio di Graciela Iturbide FotoGrafia - I° Festival internazionale di Roma Quarantacinque fotografie, scattate per il mondo nel corso di tre decenni, sono ora riunite, in occasione del festival internazionale di Roma, FotoGrafia, presso il Museo Andersen in una mostra dal titolo significativo: "L'occhio di Graciela Iturbide". Una chiave di lettura che ci invita opportunamente a soffermarci su quanto di intimo c'è in queste immagini.
Il suo primo lavoro, la "Donna Angelo" ripresa nel deserto di Sonora nel '69, apre il percorso espositivo, che ci conduce in Messico, negli Stati Uniti, in Europa e infine in India, per mostrarci luoghi e personaggi simili fra loro, perché universalizzati da una dimensione poetica visionaria. Queste foto, traendo vantaggio dall'astrazione del bianco e nero e da misurate composizioni, guidano infatti l'occhio, ora attraverso eleganti linee ora in mezzo a complessi grovigli, in cerca di un senso che l'emozione prima della ragione riesce a percepire.
Un viaggio, quello che ci propone Iturbide, alla scoperta di un significato profondo nelle cose: nell'essere umano come nell'ambiente da questi riplasmato a propria misura. La sua è una ricerca, continua e coerente, di stampo "antropocentrico"; dalla quale però l'uomo, un tempo sempre protagonista in prima persona nelle immagini di questa fotografa messicana, tende ormai a sparire per lasciare più spazio alle proprie evidentissime tracce. Così, attraverso immagini di profondi solchi in un campo arato o di una gamba di legno abbandonata su dei gradini, Graciela Iturbide continua a raccontarci con accenti drammatici, ma col filtro di una trasfigurazione che suggerisce molto più di quanto non esibisca, le vicende di un'umanità gravata da lavoro e sofferenze.
Su tale dura quotidianità sovente si libra però leggero un volo di uccelli, e scrive in cielo le regole dell'universo e i codici di un'armonia naturale, che parlano all'uomo di libertà e di anelito a sollevarsi dalla realtà. In qualche modo questi uccelli impersonano lo sguardo stesso di Graciela Iturbide, lieve e migratore, partecipe della sacralità della natura, e del lento scorrere del tempo; attento a silenzi gravidi di mistero.
Rosa Maria Puglisi
©CultFrame 05/2002
|
|
|