
L.R. 19/98. La riqualificazione delle aree urbane in Emilia Romagna Fotografie di Gabriele Basilico L.R. 19/98 è la Legge Regionale 19 del 1998 che nelle intenzioni del legislatore deve essere il punto di partenza per "vestire" di nuovo e risanare il patrimonio immobiliare, pubblico o privato, dismesso negli anni in Emilia-Romagna.
Il primo approccio per rendere operativa la legge è stato quello di documentare e fornire un censimento "visivo" delle strutture che saranno oggetto di riordino e conversione.
Nasce da questa legge il titolo della mostra e del relativo catalogo. Una sintesi di circa 100 immagini delle oltre 700 che Gabriele Basilico ha realizzato su commissione per la regione Emilia-Romagna.
Basilico non ha bisogno di molte presentazioni. Se c’è nel panorama italiano un fotografo –nonché architetto- noto per i suoi studi e ricerche sul territorio, questo è lui. La premessa e la specializzazione dell’autore sono requisiti indispensabili per capire a fondo ed apprezzare questo progetto che sarà esposto in diverse città.
Sono immagini di documentazione, il cui scopo è descrivere quanto è visibile: lo stato di conservazione o distruzione; fornire uno strumento d’analisi per passare alla fase successiva che è quella di riqualificare i siti in oggetto. Non ci si deve, quindi, aspettare opere d’impatto, inquadrature d’effetto o giochi prospettici. Sono raffigurazioni volutamente grigie e piatte, di un formalismo compositivo da manuale.
Linee mai cadenti, ricerca ed inno della simmetria, orizzonti rigorosamente centrali per non enfatizzare né terra né cielo. Totalmente assente è il contrasto, che lascia il passo a "disegni" postindustriali dove le ombre cedono posto ai dettagli. Sono ritratti di spettri, fantasmi di un passato più o meno recente dove la presenza umana è solo percepita ma quasi mai evidente. Una presenza che potrebbe disorientare, marcare con la sua quantità e dare al luogo una vitalità non necessaria. Solo le auto, anch’esse prodotto industriale, quando presenti datano i luoghi; luoghi che privi di esse sarebbero assolutamente senza tempo.
Quello di Basilico, nei suoi lavori documentaristici, é un linguaggio distaccato, che non vuole e non deve prendere posizione. Ciò che si vede è. Come in una sorta di "par conditio" architettonica, al paesaggio viene data la stessa possibilità d’essere o non essere; rappresentare il bello o il brutto, l’oggi e il domani con la stessa possibilità di piacere. Ed è proprio questa possibilità di riscatto, che Basilico offre indistintamente ai suoi soggetti, che Roberta Valtorta individua e descrive come amore. Scrive lei stessa nella presentazione del catalogo "….. investe di attenzione affettiva l’intero paesaggio contemporaneo …." e, proseguendo " … ne percorre il corpo nell’intento costante di non giudicarlo …….. perdonandone limiti e difetti, come si farebbe con una persona che si ama".
C’è quindi piacere nel ritrarre, piacere che nasce soprattutto dalla passione per il paesaggio ed i suoi aspetti. Ne risulta una mostra particolare, non facile; difficile da comprendere proprio per la sua stessa finalità ed amore incondizionato. Fotografie forse troppo fredde e distanti per appassionare un pubblico più vasto, oggi decisamente abituato a situazioni più coinvolgenti.
Maurizio Chelucci
©CultFrame 05/2002
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