
Peshawar Fotografie di Paolo Verzone Peshawar oggi è una città che pochi non conoscono. Situata in Pakistan, al confine con l’Afganistan è stata più volte nominata dai media, nel corso degli ultimi mesi, per la sua posizione di rilievo durante la guerra al terrorismo talebano.
Le immagini di Verzone si riferiscono ad un periodo che va dal ’94 al ’99, in momenti meno caldi e certamente più "tranquilli".
Non è, e non voleva essere nelle sue intenzioni, un reportage nel senso classico. All’epoca in cui è stato effettuato questo lavoro fotografico Paolo Verzone si trovava spesso a Peshawar per lavoro, ma non per impegni fotografici bensì per commercio. Si sa, riuscire a vivere solo di fotografia non è facile. Benché avesse già pubblicato libri e vinto diversi premi, manteneva in piedi un’attività di import/export di prodotti pakistani. Fotografare è una passione, ed ogni momento libero era dedicato alla scoperta di quella città. Vie, piazze, bazar, cortili, scale, ogni angolo rappresentava qualcosa di nuovo.
E’ nato così un racconto che non aveva altro scopo se non quello di fare proprie le magie e le storie che incontrava. Giochi di luci e di ombre, dove la presenza umana si alterna a vicoli e paesaggi. Volti, silhouette, persone che trasmettono grande dignità.
I visi e le figure della gente di Peshawar si alternano e si confondono in un luogo senza tempo, visioni intimistiche che vanno oltre l’apparenza. C’è poesia, la stessa che troviamo spesso nelle opere di grandi narratori come Berengo Gardin o Atget, ed è bello notare come sia totalmente assente la commiserazione che spesso caratterizza i reportage sul terzo mondo. Ed è proprio il grande rispetto per i luoghi e le persone che emerge in ogni lavoro di Verzone.
Una mostra, quindi, controcorrente. Trenta immagini che vanno aldilà del reportage, in un periodo in cui gli aspetti più umani di quei luoghi vengono spesso dimenticati o taciuti.
Maurizio Chelucci
©CultFrame 04/2002
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