Lifesaver/Salvagente - Tipologia della commemorazione in Israele
10. Mostra Internazionale di Architettura

Lifesaver/Salvagente, curata da Tula Amir al Padiglione Israeliano, si concentra su uno dei principali valori della società israeliana e della cultura ebraica: la memoria e la commemorazione. La mostra indaga come l’architettura ne traduce tridimensionalmente, negli anni, simboli e scopi.
"Ethos primario della società israeliana, collante anche senza re e regni, la memoria e le storie da raccontare ci tengono uniti in sala da pranzo, in famiglia, in esilio e al ritorno da esso. Per non dimenticare da dove veniamo, dove andiamo. Non è solo una battaglia per la terra, ma ricordare che possiamo vivere in pace: la nostra vera battaglia, adesso." Questi alcuni dei passaggi del discorso di apertura del padiglione, che si presenta in un allestimento scarno e sobrio, tutto teso ad allacciare un tramite tra i visitatori e l’ethos primario della società israeliana, soprattutto verso coloro che sono estranei al valore fondamentale della cultura israeliana ed anche ebraica: la commemorazione, che guarda al passato per pensare al futuro.
Un salvagente in plexiglass trasparente è montato fuori alla porta d’entrata (il gadget dell’esibizione, in vendita, è un salvagente da mare stampato a fiori). Il perché del titolo/totem è chiaro una volta all’interno del padiglione, dove sui muri è impresso un verso del poeta Yehuda Amichai tratto dal poema The Soldiers in the grave, il leit motiv della mostra:
"dicono nella tomba i soldati: voi, lassù, / che posate su di noi corone come fossero un salvagente di fiori, / guardate i nostri volti tanto uguali / fra le braccia tese. E tuttavia ricordate quanto fummo diversi / e la gioia a pelo dell’acqua."

Una mappa racconta che Israele ospita 940 monumenti del ricordo (il dato si riferisce al 1995), ma ora ne sono molti di più: 295 di essi sono sculture memoriali, 269 colonne e tombe memoriali, 175 altre forme di monumenti del ricordo, 128 sono foreste e riserve naturali istituite dal KKL (Fondo Nazionale Ebraico), 73 sono architetture commemorative: questa la densità del simbolismo architettonico e del bisogno incessante di nuovi edifici "di scopo", destinati a durare nel tempo e rappresentare perpetuamente un particolare lembo di storia o ricordare il sacrificio o le gesta di alcuni per i molti. Tutta la storia sociale recente di Israele è tesa a ricordare e proteggere il valore di due avvenimenti fondamentali per la storia ebraica: la Shoah e le guerre arabo-israeliane. Questi elementi, e tutte le imprese piccole e grandi che possono narrarli ed imprimerli indelebili nella memoria, si sono cristallizzati in una miriade di modi: feste pubbliche che si intersecano a quelle del calendario religioso, toponomastica, architetture celebrative. Per la maggior parte (80%) della popolazione, ma non per gli arabi-israeliani (un milione di cittadini con deputati eletti nel parlamento israeliano), tali architetture celebrative rappresentano la prospettiva tangibile, reale, tridimensionale, di vivere quotidianamente (ed attraversare e permanere) nel ricordo.

Il Padiglione Israeliano ospita una raccolta di 15 progetti e modelli di edifici rievocativi, che evidenziano l’opposizione di elementi costruttivi (vuoto/pieno, chiuso/aperto, luce/buio, vicino/lontano) e l’utilizzo esclusivo di materiali locali per la costruzione (pietra, sabbia). Per salire al primo piano della mostra, l’ascesa è scandita dalla perdita progressiva del buio e della penombra in favore della luce: i passi sono aiutati dalla luce di neon verticali. Sono esposti, tra gli altri, il Palmach History Museum progettato dagli architetti Zvi Hecker e Rafi Segal (Tel Aviv 1999, il Palmach è una speciale unità dell’Haganà, l’esercito ebraico che partecipò alla lotta per l’indipendenza); il Bet Yad Labanim Building degli architetti Israel Lothan e Zvi Toren (Tel Aviv 1960, memoriale dei soldati della città caduti in guerra); il Dakar Memorial di David Anatol Brotzkus (memoriale per l’equipaggio di un sommergibile), il Negev Brigade Memorial progettato da Dani Karavan nel 1968, Lo Yad Vashem Holocaust Museum disegnato da Moshe Safdie e Yad Layeled Children’s Museum (un memoriale per i bambini morti nella shoah) situato nel kibbutz Lochamei haGetaot e progettato da Ram Karmi.
Il National Meomorial Site for the Fallen of the Israeli Intelligence Community degli architetti Baruch Baruch e Josef Salamon (Gillot, 1984), costruito per commemorare le vittime dei servizi segreti possiede, pressoché identico, un mausoleo che ricorda quello edificato da Daniel Libeskind per il museo della Shoah di Berlino: il famoso e discusso parco/labirinto fatto di blocchi di cemento. Nel giardino del padiglione, 30 sculture identiche in metallo raffigurano una fiammella: altro simbolo imprescindibile della cultura ebraica. Le fiaccole sono poste in tutte le strutture pubbliche e si accendono per le settimane dell’anno che racchiudono le date più importanti della storia "unitaria": il Pesach (la Pasqua ebraica festaggiata nel mese di aprile), il Giorno della Shoah, il Giorno della Memoria per i caduti nelle guerre di Israele e la festa dell’Indipendenza (maggio).
Un giovane e quotato artista israeliano, Erez Israeli, è l’autore del video che cita il quadro della Pietà e che accompagna i visitatori nella discesa e nell’uscita dal padiglione. E’ un loop di 10 secondi: una madre straziata abbraccia il figlio che ha perso conoscenza e lo culla con una nenia. L’audio - una voce tenebrosa, distante e storpiata col fader – diffonde El Rachamin (Dio misericordioso), il canto dei funerali. La mostra rappresenta un tuffo in verticale negli elementi più pregnanti della cultura ebraica ed israeliana. Differentemente dalle precedenti esibizioni al Padiglione Israeliano, dove non era così necessario essere edotti sulla cultura e sulla storia ebraica, la conoscenza di questi elementi – o l’ausilio delle guide - è ora imprescindibile per comprendere appieno la mostra di architetture commemorative.

Diana Marrone

©CultFrame 09/2006


Stampa  Manda questa pagina a...  



Dakar Memorial


Negev Brigade Memorial (1968)


Il museo della Shoah
Yad vaShem, Gerusalemme





Relazioni
Il sito del Padiglione Israeliano alla 10a Biennale di Architettura

PhotoFrame-VideoFocus. Metamorph - 9a Mostra Internazionale di Architettura - Padiglione Israele - Back to the Sea

PhotoFrame-VideoFocus. Metavilla/Méta-Cité - Padiglione Francia - 10. Mostra Internazionale di Architettura

PhotoFrame-VideoFocus. Fiction Pyongyang - 10. Mostra Internazionale di Architettura

PhotoFrame-Fotografia e altre arti. 10. Mostra Internazionale di Architettura - Città. Architettura e società

Il sito della Biennale





Informazioni
CittàVenezia
Quando10/09/2006-19/11/2006
Doveai Giardini
OrarioTutti i giorni 10-18
Bigliettointero 13 euro
ridotto 10 euro
CuraTula Amir
 
Cultframe
è un magazine di arti visive e comunicazione che si occupa di
fotografia, videoarte, videoclip, cinema, dvd, spot, televisione, netart, arte digitale.

Photoframe
| Grandangolo | Recensioni mostre | | Eventi e manifestazioni | I Maestri della fotografia |
| La fotografia e le altre arti | Libri | Librerie | Rassegna stampa | Link |
| Calendar of Exhibitions |

Videoframe
| Videofocus | Videoeventi | Videoclip | Cinefocus | Cinereport | Dvd |
| Link |

Spotframe
| Spot | Tra spot e spot | Libri | Link |

Il network Interact
Cortometraggi |  Libri |  Televisione |  Prodotti Biologici |
Digital Media |  Piercing |  Eventi Calabria |  Italian Recipes |
Musica Rock |  Ricette |  interact |  Qui Calabria |
Soluzioni Internet |