
Vita
San Pietroburgo, 23 novembre 1891. Il trentanovenne Mikhail Mikhailovich Rodchenko, figlio di contadini e aiuto scenografo in una compagnia teatrale locale, e Olga Evdokimovna, lavandaia di 26 anni, vedono nascere loro figlio: Aleksandr Mikhailovich Rodchenko.
All'età di diciannove anni, Rodchenko inizia gli studi all'Istituto d'Arte di Kazan, dove incontra l'allieva Varvara Stepanova (sarà una delle artiste più attive dell’avanguardia sovietica) che in seguito diventerà sua compagna per la vita. Proprio a Kazan, assistendo a uno spettacolo futurista, Rodchenko rimane colpito dalle poesie di Majakovskij. Si avvicina così al futurismo russo e, dopo qualche tempo, diventerà amico del grande poeta.
Quattro anni più tardi si trasferisce a Mosca per proseguire gli studi nella sezione grafica dell'Istituto d'arte Stroganov e lavora come decoratore e disegnatore. Nel 1916 ha luogo la sua prima mostra di pittura. Successivamente parte per il servizio militare. Congedato dopo pochi mesi, diventa membro della sezione di arti figurative del Narkompros (il Commissariato popolare per l'istruzione) ed è socio fondatore dell’Inchus, l’Istituto di cultura artistica. Dal 1920 insegna al Vkhutein, l’Istituto statale di arte e tecnica. Nel 1921 si associa al gruppo Produttivista, sostenitore del concetto di arte come espressione della vita quotidiana e nel 1922 viene nominato decano al Vkhutemas, i Laboratori Superiori di Arte e Tecnica. Nello stesso periodo si interessa alla tecnica del fotomontaggio e al disegno. Partecipa alla stesura delle riviste Kino-fot (Cine-Foto), alla realizzazione di tutte le copertine di LEF (Il fronte della sinistra per l’Arte) e poi di Novy LEF, pubblicazione dei costruttivisti sul cinema, la poesia e la prosa. Saranno al suo fianco i cineasti Eisenstein e Vertov. Influenzato dalle idee di quest’ultimo, con il quale sviluppa un’intensa amicizia, Rodchenko inizia a creare dei manifesti per i suoi film. In quel periodo viene contattato dall’artista-fotografo ungherese Laszlo Moholy-Nagy, allora insegnante al Bauhaus, il quale è interessato ad avere un saggio scritto da Rodchenko sul costruttivismo.
Nel 1924 comincia a praticare la fotografia ed effettua ritratti di amici e parenti. L’anno seguente acquista a Parigi una macchina fotografica più maneggevole e fotografa in esterni. Nel 1926 collabora con la rivista Sovetskoe Kino (Cinema sovietico) scrivendo articoli sui rapporti tra fotografia e cinema. Quindi, sempre più legato al mondo del cinema, lavora in questo campo scegliendo la posizione e le angolazioni della macchina da presa in un film di Boris Barnet e successivamente disegnando le scenografie di opere di Lev Kuleshov, Leonid Obolenskij e Sergei Komarov. Nel 1927 le sue fotografie sono esposte per la prima volta ed è l’inizio di una lunga serie di mostre, sia in Unione Sovietica che all’estero. Nel 1928 viene accusato di essere influenzato dallo stile imperialista-occidentale e le sue fotografie di ragazzi “pionieri” vengono definite “mostruose”. Quindi si dedica al fotogiornalismo e le sue opere vengono presentate, accanto a quelle di Boris Ignatovich, nella rivista Daesh. Si unisce al gruppo d'Ottobre come titolare della sezione fotografica ma viene espulso dopo tre anni con l'accusa di eccessivo formalismo. Nel 1933, gli viene imposto dalle autorità l’obbligo di ritrarre esclusivamente eventi di Stato. Con la sua compagna Stepanova, si dedica alla creazione di numerosi album fotografici. Nel 1940, dopo una serie di lavori sul circo, abbandona definitivamente la fotografia per tornare alla pittura. Continua però ad organizzare esposizioni di fotografia per il governo.
Il pittore, scultore, grafico e fotografo sovietico, muore a Mosca nel 1956 all'età di 65 anni.
O.Y.
©2000
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 San Pietroburgo, città natale di Rodchenko  Kazan  Mosca
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