
Arte
Weegee è uno di quei fotografi che ha indubbiamente rivoluzionato il modo di intendere la fotografia negli anni del novecento. Figlio di uno stile estremamente diretto è schietto, rappresenta il simbolo della fine delle illusioni americane.
Disilluso, pessimista, crudo, Weegee è il fotografo notturno per eccellenza, colui che, più di tutti, si è immerso in atmosfere di un incredibile spessore drammatico.
Fotografò poco il degrado della vita, concentrandosi invece, con molta efficacia, sul degrado del costume, sulla fine del sogno, sul ritorno alla realtà. Scelse la notte nella quale sempre ritrovò i suoi soggetti migliori, le sue analisi di vite in disfacimento, in decadenza.
Uno stile molto aspro, poco incline alla costruzione fotografica, antiestetico. Weegee non a torto è considerato uno dei precursori della cultura fotogiornalistica d’azione. Una cultura che si basa sulla forza della testimonianza diretta e sul furto, veloce ed immediato, delle situazioni e degli attimi di vita e realtà. Un culto, quindi, per una realtà dura, ricca di volti, di situazioni e di malesseri che si mostrano più con le fisionomie di drammi psicologici che materiali.
Tra le luci di New York, nei luoghi borghesi e poveri, tra le strade vuote e deserte dove passavano la vita creature della notte, le immagini di Weegee sono state un percorso tra le vite di una generazione in disfacimento e annunciarono, al mondo della fotografia, l’arrivo di un reportage urbano carico di significatività e spessore umano. Non le guerre, non il degrado fine a se stesso ma la società: la società in conflitto con se stessa, le contraddizioni ricorrenti, le continue perdizioni di fasce di popolazione comune che di notte muovevano i loro passi verso un silenzio più esistenziale che fisico e concreto.
Weegee ha rivoluzionato il mondo della fotografia proprio perché è riuscito a riprendere le languide luci di un mondo ancora sconosciuto, di uomini e donne figli di un sistema che sembrava essere debole. Il fatto portato in primo piano. Il fatto come soggetto di questo nuovo corso della fotografia. Esso divenne con Weegee il fulcro visivo di un mutamento costante nella vita quotidiana e nelle abitudini della gente. Piccoli crimini e grandi avvenimenti, tutti ripresi con la forza di un realismo senza nessun tipo d’interpretazione. Una fotografia vivace, capace di essere testimonianza e momento di riflessione, di analisi su certi ambienti.
La notte divenne l’elemento della disillusione materiale, il luogo silenzioso e buio all’interno del quale racchiudere storie vere e drammatiche: solitari momenti di vita e contraddizioni.
Andrea L. Casiraghi
©CultFrame 2003
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