I morti non muoiono. Un film di Jim Jarmusch

Jim Jarmusch«Questa storia non finirà bene». L’agente Peterson (sì, l’assonanza con Paterson non è affatto casuale) in servizio nella tranquilla cittadina americana di Centerville non fa che ripeterlo. E ha motivo di dirlo, perché sa esattamente come andranno le cose.

A seguito del fracking eseguito ai poli, l’asse terrestre si è spostato. L’alternanza di giorno e notte è ormai alterata, gli animali si comportano in modo strano, e anche le persone non sono da meno. Non quelle vive, però. I defunti, infatti, cominciano a “risvegliarsi” e a vagare per la città, nutrendosi delle carni dei vivi, come ci si aspetterebbe in uno zombie movie, ma soprattutto andando in cerca di ciò che in vita hanno ritenuto fondamentale: persone care, faccende rimaste in sospeso? No, wi-fi, caffè, Chardonnay, giochi e attrezzi vari. La loro presenza sconvolge la calma del centro del mondo immaginato da Jarmusch, un angolo “di paradiso” in cui tutti si conoscono, sono tolleranti e l’unico compito della polizia è tenere tranquillo il fattore Miller, il solo antipatico e politicamente scorretto fra i concittadini (indossa un berretto con la scritta “Make America White Again”).

Jim JarmuschIl pericolo, prima di questa irreversibile alterazione, era altrove, lontano, nelle grandi città che vanno a velocità diversa e dalle quali, ogni tanto, proviene qualche hipster, incuriosito da un luogo pittoresco in cui le più interessanti attrazioni sono una tavola calda e una pompa di benzina/negozio di memorabilia.

L’horror comedy di Jarmusch rispetta i canoni dello zombie movie, in tutto e per tutto, strizzando l’occhio, apertamente e ripetutamente, a George A. Romero, maestro del genere horror. Dimostra di conoscerne le regole e le fa sue, modellandole in chiave ironica, più che terrificante. Nella sua festicciola per la fine del mondo, a tenere le redini sono l’agente Peterson, l’agente Robertson e l’agente Morrison: mentre i primi due appaiono impassibili, anche di fronte alla morte che incombe zoppicando e sbiascicando, l’ultima ci ricorda, con un grido di terrore, che stiamo pur sempre guardando un film che richiama l’horror e che sarebbe lecito provare un pochino di paura. Tuttavia questa sensazione è passeggera, solo un brevissimo richiamo, lasciato da parte per tornare all’ironia e all’umorismo dell’assurdo che caratterizzano il regista americano.

Jim JarmuschI suoi zombie sono esseri innocenti, guidati da un istinto che non possono controllare, e sono riconoscibili come tali solo per il loro aspetto. Se non fossero donne, uomini e bambini deceduti che riemergono dalle loro tombe, sarebbero solo persone, in tutto e per tutto uguali a noi. Ma il ritratto è tutt’altro che lusinghiero: quegli automi, che invadono anche i luoghi che sembravano aver resistito al richiamo della superficialità per continuare a coltivare la lentezza e i rapporti umani autentici, non possono essere sconfitti. I vivi, che non sanno più come comportarsi come tali, non possono resistere a lungo all’invasione e sono destinati a soccombere. Ecco allora che i riferimenti agli splendidi Solo gli amanti sopravvivono e Paterson assumono un nuovo significato: I morti non muoiono, come recita la canzone di Sturgill Simpson che fa da colonna sonora e fil rouge all’intera storia, non muoiono più di quanto non facciamo noi giorno dopo giorno, vivendo una vita che sembra non appartenerci più.

C’è un triste e stoico tentativo di resistenza all’inevitabile nel film di Jarmusch, ma anche la sensazione costante di mancanza di incisività, la stessa che invece è riconoscibile in molti altri lavori del regista.

«Questa storia non finirà bene», è vero, e questo film non sarà annoverato tra i migliori lavori di Jarmusch, ma mette la parola “fine” a quello che può essere considerato un ciclo, alimentando la curiosità per ciò che verrà dopo.

© CultFrame 06/2019

TRAMA
Nella tranquilla cittadina di Centerville, qualcosa non va come dovrebbe. La luna splende grande e bassa nel cielo, le ore di luce del giorno diventano imprevedibili e gli animali iniziano a mostrare comportamenti insoliti. Nessuno sa bene perché. Le notizie che circolano sono spaventose e gli scienziati sono preoccupati. Ma nessuno prevede la conseguenza più strana e più pericolosa che inizierà presto a tormentare Centerville: I morti non muoiono, escono dalle loro tombe e iniziano a nutrirsi di esseri viventi, e gli abitanti della cittadina dovranno combattere per la loro sopravvivenza.


CREDITI

Titolo: I morti non muoiono / Titolo originale: The Dead Don’t Die / Regia: Jim Jarmusch / Sceneggiatura: Jim Jarmusch / Interpreti: Bill Murray, Adam Driver, Tilda Swinton, Chloë Sevigny, Steve Buscemi, Danny Glover, Caleb Landry Jones, Rosie Perez, Eszter Balint, Iggy Pop, Sara Driver, RZA, Carol Kane, Austin Butler, Luka Sabbat, Selena Gomez, Larry Fessenden, Rosal Colon, Sturgill Simpson, Maya Delmont, Taliyah Whitaker, Jahi Winston, Tom Waits / Fotografia: Frederick Elmes, A.S.C. / Montaggio: Alfonso Goncalves, A.C.E. / Musica: SQÜRL / Scenografia: Alex Digerlando / Produzione: Focus Features, Kill the Head Production, Animal Kingdom, Film i Väst / Paese: Stati Uniti 2019 / Distribuzione: Universal Pictures / Durata: 103 minuti

SUL WEB
Filmografia di Jim Jarmusch
Universal Pictures