La morte di Doris Day e “La setta dei tre K”

Doris Day in Day sette tre K
Doris Day in Day sette tre K

È morta Doris Day. Molti pensavano che fosse già morta. Ma non era vero. La signora che sapeva cantare il jazz (bianco) come nessun’altra, è scomparsa all’età di 97 anni. Chi se la ricorda pimpante e gioiosa nelle commedie con Rock Hudson, tipo Il cuscino racconta forse può pensare che Doris fosse l’ennesima svampita del cinema hollywoodiano. Ma così non è stato. Doris Day ha cominciato la sua carriera come cantante jazz. E poi il cinema (leggero) l’ha conquistata. Non per soldi ma per denaro. Una serie di pellicole quasi insulse come Amore sotto coperta oppure La ninna nanna di Broadway. Ma in mezzo un piccolo capolavoro come Chimere di Michael Curtiz con Michael Douglas e il divertente Tè per due con una colonna sonora strepitosa nonostante la presenza dell’insipido Gordon McRae.

Ma noi vogliamo ricordare Doris da questo spazio non tanto con un film raro, perché la pellicola La setta dei tre K in Italia è uscita qualche anno fa, ma solo perché nessuno si ricorda che tra i protagonisti di questo film anche politico ci fu Doris Day. Moglie di Steve Cochran nel film (Cochran qualche anno più tardi protagonista de Il Grido di Antonioni accanto ad Alida Valli), affronta con grande coraggio, grazie all’aiuto di un Ronald Reagan democratico (!!!) e di una progressista Ginger Rogers (nota anti comunista) il Ku Klux Klan! E già solo queste annotazioni lo fanno diventare un film di culto.

Oltre a giudicare la pellicola di Stuart Heisler in maniera postuma bisogna ammettere che in quegli anni, siamo nel 1951, fu un film veramente progressista e Doris Day seppe reggere una parte drammatica notevole. La pellicola è un classico film “politicamente corretto” per l’epoca in America e la nostra Doris interpreta con grande coraggio una donna di provincia che scopre che il marito è coinvolto in qualcosa di più grosso di lui. La regia di Heisler è robusta e Doris Day riesce a dare il meglio di sé in una parte melodrammatica e tragica. Infatti, è affidata a lei la parte più difficile (la morte) e non alla più anziana ma ormai diva (anche se alla ricerca di conferme) Rogers. È la prima risposta a chi pensasse che la Day fosse solo una cantante confidenziale prestata al cinema.

Doris Day in Day sette tre K
Doris Day in Day sette tre K

Poi sono arrivati altri ruoli: L’uomo che sapeva troppo di Hitchock in cui ha valorizzato il suo grande successo Che serà, serà, Love me or leave me di Charles Vidor con James Cagney, Pillow talks, convenzionale commedia di enorme successo con Rock Hudson, la slapstick comedy del maestro Frank Tashlin La mia spia di mezzanotte e poi la tv fino al definitivo ritiro.

Donna intelligente ed elegante, grande voce (ha collaborato anche con André Previn) e crediamo che un articolo non basterebbe per decantare le qualità di questa signora. Forse sarebbe sufficiente l’urlo finale nella scena del Carnegie Hall ne L’uomo che sapeva troppo di sir Alfred Hitchock per spiegarci le qualità di questa attrice che ci ha sempre detto e in tutte le maniere (musicali) possibili: “Che serà, serà”.

© CultFrame 05/2019

TRAMA
Una ragazza assiste ad un omicidio perpetrato dagli uomini del Ku-Klux-Klan, ed individua nel cognato uno degli esecutori. Tuttavia, per non addolorare la sorella, tace il fatto alla polizia. L’assassino la trascina ad una riunione di affiliati che decreta la sua morte. La polizia la salva e abbatte il criminale.

CREDITI
Titolo: La Setta dei tre K / Regìa: Stuart Heisler / Sceneggiatura: Daniel Fucks, Richard Brooks / Fotografia: Carl Guthrie / Montaggio: Clarence Kolster / Musica: Daniele Amfitheatrof / Interpreti principali: Ginger Rogers, Ronald Reagan, Doris Day, Steve Cochran, Hugh Sanders / Produzione: Jerry Wald / Paese: USA / Anno: 1951/ Durata: 93 min.

SUL WEB
Filmografia di Doris Day