La fortezza. Un film di Michael Mann

Michael MannMolti registi, importanti e non, hanno nella loro filmografia almeno un lavoro misconosciuto. Per  Michael Mann, l’autore di Insider e Miami Vice, è La fortezza del 1983. Dopo due pellicole (anche di successo) come Jericho Mille e, soprattutto, Strade Violente, con James Caan, Mann pensò di affrontare, con La fortezza, un genere cinematografico di petto: l’horror.

Tratto dal primo dei sei romanzi horrorifici di F. Paul Wilson (lo scrittore non rimase folgorato dalla riduzione), questo lungometraggio contiene già tutti gli elementi che Mann porterà nel successivo Manhunter a un livello d’eccezione.

Intanto, The Keep (titolo originale) riprende modelli archetipici dell’horror, come la fortezza appunto. Esattamente come nel castello di Dracula siamo sempre nei Carpazi, e i nazisti finiscono per diventare le vittime sacrifi(cali)bili per un Dio che non esiste. Lo stesso Dio che praticamente chiede all’anziano ebreo, interpretato da Ian McKellen, come novello Abramo, di sacrificare sua figlia (che, pensate un po’, si chiama Eva) per salvare l’umanità.

Ma in questa favola nerissima in cui ci sono nazisti cattivissimi, un eroe senza macchia, gli abitanti del paese che devono essere salvati e un mostro ambiguo, che già di per sé è una rarità, ciò che conta, come sempre nel lavoro del regista Michael Mann, sono la regia e lo stile; a cominciare dall’ambientazione in costume commentata dalla musica martellante e ultra moderna dei Tangerine Dream.

Infine, il villaggio circostante assomiglia a quelli vietnamiti ricreati nei film di guerra che dovevano ancora venire firmati da De Palma, Stone e, perché no, Kubrick. Ma questi elementi non stridono. Non ci portano nemmeno oggi a dire che La fortezza sia un film sbagliato. Anzi, con le sue riprese “rallentate”, la sua violenza più suggerita che mostrata e il suo discorso teologico illuminato, La fortezza raggiunge un livello più metafisico che terreno.

Quello che colpisce in questa opera è soprattutto la capacità del regista di fondere due livelli narrativi altrimenti inconciliabili: il racconto storico (la Seconda guerra mondiale) e il racconto fantastico (la lotta contro il mostro demoniaco). E poi Michael Mann in questa sua terza fatica cinematografica rispetta tutte le regole dei vari generi. Il racconto di guerra viene rispettato grazie allo scontro tra il rappresentante della Wehrmacht e l’SS Kaempffer sul crollo delle illusioni nella Germania del Terzo Reich. Mentre quello fantastico con “Dracula” che tiene sotto scacco tutti e tutto e con l’arrivo di una sorta di “Van Helsing”. E quest’ultimo si presenterà con le fattezze di Trismegestus. Arriverà attraverso il mare, dalla Grecia, paese pagano per eccellenza, anche se in verità cristiano ortodosso, e si sacrifica per salvare il mondo.

Michael Mann

A Trismegestus (nome che probabilmente proviene da Hermete Trismegistus, il fondatore dell’Ermetismo e più volte citato da Umberto Eco ne Il pendolo di Foucault) sono affidate alcune scene memorabili: quando fa l’amore con Eva in un avvinghiamento di corpi nudi in una stanza bianchissima e quando combatterà contro il demone Molasar. Scott Glenn, infatti, si butterà sul granitico mostro e lo trascinerà con sé dentro la fitta nebbia che avvolge le profondità della       caverna esattamente come in tanti fantasy mitologici.

È stato molto difficile rendere giustizia a questo film dell’autore di Collateral in vhs: troppi chiaroscuri, contrasti che rendevano l’immagine poco nitida. Perciò abbiamo sempre aspettato un dvd. Ma non è mai arrivato se non, pare, in Australia. La suddetta versione, però, conterrebbe semplicemente la copia della vecchia versione in vhs. E ovviamente nessun extra. Speriamo, comunque, che non finirà nello dimenticatoio. Perciò, se quello che ho scritto vi è sembrato incompleto confesso di essermi basato sui ricordi dell’unica visione cinematografica e sulla copia in vhs. Poi il nulla.

Trismegestus è Scott Glenn. Eva è un’attrice spesso sottovalutata come Alberta Watson, scomparsa a soli 60 anni nel 2015, i tedeschi sono interpretati dall’ambiguo Gabriel Byrne e dal teutonico Jurgen Prochnow. Infine, il professore ebreo Cusa è il sempreverde Ian McKellen. Un grande cast sfruttato al meglio.

© CultFrame 12/2018

TRAMA
Alcuni nazisti vengono mandati in Romania per fare la guardia ad una vecchia e misteriosa.       fortezza. Uno di loro erroneamente libera una forza malefica intrappolata tra le montagne. Un   misterioso straniero intuisce quello che sta accadendo dalla sua casa in Grecia e parte con lo scopo di vanificare questa forza. Ma i soldati sono già tutti morti.


CREDITI
Titolo: La Fortezza / Titolo originale: The Keep / Regìa: Michael Mann / Sceneggiatura: Michael Mann / Fotografia: Alex Thomson / Montaggio: Dov Hoening / Scenografia: John Box / Musica: Tangerine Dream / Interpreti principali: Scott Glenn, Ian McKellen, Alberta Watson, Gabriel Byrne, Jurgen Prochnow, Robert Prosky, Michael Carter / Produzione: Gene Kirkwood , Howard W. Koch jr per Paramount Pictures / Distribuzione: Paramount / Paese: U.S.A. / Anno: 1983 / Durata: 98 min.

SUL WEB
Filmografia di Michael Mann