Femmine carnivore. Un film di Zbynek Brynych

Zbynek BrynychIgnorate il titolo italiano. L’originale, infatti, è Die Weibchen, o anche The Females, ed è molto meglio. Intorno negli anni ’70 sono stati girati, in tutte le parti del mondo, molti film di serie B (cosiddetti) che dietro la facciata del lungometraggio di genere nascondevano temi notevoli e importanti.

Il tedesco Zbynek Brynych, proprio nel 1970, ha realizzato Femmine carnivore che all’epoca fu spacciato come un horror erotico. D’altronde condivideva con i film erotici tedeschi la stellina ‘Uschi Glas’ ma il cast era più ricco, vista la presenza di Françoise Fabian, Gisela Fischer (già notata in un film di Hitchcock, dove era la dottoressa che curava Paul Newman dopo la sua “caduta” all’Università), Pascale Petit, Giorgio Ardisson e persino, in una piccola parte , il futuro Ken russeliano Paul Nicolas.

Certo, il regista non va oltre, tecnicamente parlando, del miglior Jesús Franco, ma il tema rimane esemplare. Una ragazza finisce in una clinica, che si trova in un paesello dove mancano completamente i maschi. Ma quando arriva il suo fidanzato, playboy biondo con tanto di catena d’oro al collo, gli equilibri si spezzano.

Una sperimentazione con la macchina da presa a spalla insieme a un enigmatico racconto di erotismo ci fanno pensare a un matriarcato ancestrale dove gli uomini servono solo per la riproduzione e poi vengono divorati. Tutto questo ovviamente appena accennato, senza dettagli splatter e con uno stile soffuso, tanto soffuso da diventare inquietante e onirico. E per non dimenticare che siamo negli anni ’70 ecco scene di balli con nudità varie di donne di diverse età (le Menadi?) e musiche psichedeliche nonché una breve lettura dal famoso manifesto di Valerie Solanas “SCUM Manifesto”. A tutto ciò aggiungiamo un’ambientazione claustrofobica, anche all’aperto, sopratutto grazie ai movimenti della macchina e una forte chiusura del racconto e delle immagini intorno ai pochi e malcapitati maschi, per la verità non molto simpatici, che si trovano a tiro.

Zbynek Brynych

Zbynek Brynych non è riuscito a girare mai più un film così, visto che dopo ci saranno solo un paio di thriller e alcuni soft-core per passare poi alla televisione (come molti altri) con L’ispettore Derrick.

Sicuramente vedere un lavoro come questo in dvd (in Italia è disponibile grazie alla Mosaico) vi sembrerà poca cosa. Ma pensate di vederlo negli anni ’70 in una sala buia con la complicità di un pubblico soprattutto maschile che si aspetta il peggio (o il meglio) senza che arrivi mai. E poi fate anche il confronto con il finale felliniano de La città delle donne. Questo raffronto vi farà capire che alcuni cineasti sono stati sottovalutati, purtroppo, e lo rimaranno per sempre.

© CultFrame 10/2018

TRAMA
Eva, una donna in preda a depressione psichica, viene ricoverata in una lussuosa clinica, che è gestita da donne e che ospita soltanto donne (unico uomo è un giardiniere deforme). Il contegno delle gestrici e delle ospiti è alquanto strano: talune ospiti invitano tre uomini, e assieme fanno orgia. Ma poi loro spariscono.


CREDITI

Titolo: Femmine Carnivore / Titolo Originale: Die Weibchen aka Females / Regia: Zbynek Brynych / Sceneggiatura: Igor Sentjurc, Giovanni Simonelli/ Montaggio: Sophie Mikorey / Fotografia: Charly Steinberger / Musica: Peter Thomas / lnterpreti: Uschi Glas, Françoise Fabian, Gisela Fischer, Pascale Petit, Giorgio Ardisson, Paul Nicholas / Produzione: Luigi Waldleither/ Paese: Francia, Germania 1970 / Durata: 90 minuti

SUL WEB
Filmografia di Zbynek Brynych