Copkiller. Un film di Roberto Faenza

Roberto FaenzaRoberto Faenza, regista, lo conosciamo bene. Ma se vi dico che personalmente l’ho incontrato, artisticamente, nel 1983 con il suo film migliore, quel Copkiller che ha girato in America con un cast strepitoso, Harvey Keitel, Nicole Garcia, Leonard Mann, Johnny “Rotten” Lyndon dei Sex Pistols e la langhiana Sylvia Sidney, potrei gridare alla scoperta di un regista pari a un Lumet o a un Penn? Forse.

Purtroppo, però, Roberto Faenza non ha continuato il suo percorso americano e tornato in Italia a “recuperare i pezzi” di un altro capolavoro come Forza Italia, mai accettato nel bel paese, ha cercato di ricostruirsi una carriera onorevole senza raggiungere mai le due pellicole di cui ho parlato che, per motivi diversi, meriterebbero un posto d’onore nella cinematografia italiana.

Copkiller, film ultra dimenticato, ha avuto da poco una versione in dvd per Mustang e CG che rispolvera una tipica trama da serie B. Un poliziotto, con il suo vice, dà la caccia a un serial killer di poliziotti. Riescono a prenderlo ma invece di consegnarlo alle autorità lo richiudono in un appartamento dove comincia un gioco estremamente pericoloso. Faenza va oltre il mostrabile aiutato dai suoi attori e se Mann nella parte del complice, e forse amante, è una pedina fondamentale, il confronto tra Keitel e Rotten fa venire i brividi.

Roberto Faenza

Se c’è una dimensione che ha accompagnato il regista di Prendimi l’anima nella sua carriera è l’ambiguità dello sguardo. E in Copkiller ciò arriva a livelli vertiginosi. Poi c’è la città e gli interni che Faenza fotografa in una maniera iperrealista ispirandosi ai film di Scorsese e Ferrara. O forse è il contrario? Non ha caso Scorsese ha chiesto più volte a Rotten di prendere parte a un suo film incassando un secco “no” e Il cattivo tenente di Abel Ferrara contiene sequenze che subiscono l’influenza del film di Roberto. La morale dei poliziotti è in anticipo a tutto quello che vedremmo in tv più di 20 anni dopo e i ruoli femminili, per quanto piccoli, hanno una forza di volontà inusitata per quegli anni. Basta pensare allo sguardo infuocato di Sylvia Sidney, la nonna di Leo-Jonny.

Ovviamente, le qualità del film non finiscono qui, visto che il film è tratto dal romanzo di Hugh Fleetwood che ha sceneggiato l’opera con il regista ed Ennio De Concini, che vi sono le musiche di Ennio Morricone e che tutto è arricchito dal sincopato montaggio dovuto a Nino Baragli.

La critica del regista al mondo è cristallina: si salvi chi può! Una qualsiasi punizione non è mai abbastanza. Perciò le sue scene si allungano sempre di più mentre ci avviciniamo alla fine. Una fine che, a noi spettatori, sembra inevitabile. Mentre i protagonisti la subiscono senza battere ciglio. È il loro destino.

Copkiller è un film complesso, nascosto dietro la facciata del genere poliziesco. E si sa, gli enigmi più sono intriganti più sono affascinanti.

Unico neo della versione in dvd: la totale mancanza di extra!

© CultFrame 09/2018

TRAMA
Dopo aver ucciso diversi poliziotti, un serial killer viene catturato da due anomali poliziotti corrotti e sadici che non lo arrestano, ma lo rinchiudono in un appartamento per torturarlo liberamente ma le cose si complicano.


CREDITI
Titolo: Copkiller / Regia: Roberto Faenza / Sceneggiatura: Roberto Faenza, Ennio De Concini, Hugh Fleetwood (dal suo libro) / Montaggio: Nino Baragli / Fotografia: Giuseppe Pinori / Musica: Ennio Morricone / lnterpreti: Harvey Keitel, Johnny Lyndon, Leonard Mann, Nicole Garcia, Sylvia Sidney / Produzione: Elda Ferri / Paese: Italia, 1983 / Durata: 117 minuti, Dvd 106 minuti

SUL WEB
Filmografia di Roberto Faenza