Frères ennemis. Un film di David Oelhoffen. 75° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Concorso

David OelhoffenIl cinema contemporaneo è tornato ad affrontare la questione razziale, anche in film di genere. Frères ennemis, per esempio, racconta il corpo a corpo con l’identità in una cornice poliziesca proprio come il recente Blackkklansman (2018) di Spike Lee. Entrambi i film raccontano la storia di poliziotti per cui la “razza” è un elemento fondamentale del proprio lavoro. Se nel più satirico Spike Lee, la chiave narrativa è quella del paradosso per cui un poliziotto nero riesce a infiltrarsi nel Ku Klux Klan intessendo relazioni per telefono con alcuni capi e inviando un collega bianco alle riunioni, nel film di Oelhoffen l’approccio è invece più lineare. In una Francia che ancora stenta a fare i conti con il proprio passato coloniale e con il proprio presente razzista, essere beur, arabo, è un handicap ma si trasforma in un atout nel caso in cui alla polizia serva un agente in grado di comprendere i margini della società e di addentrarvisi.

David OelhoffenFrères ennemis racconta i destini opposti e incrociati di alcuni amici d’infanzia che la vita ha allontanato: in particolare quelli di Driss, che lavora come agente di polizia nella squadra narcotici perché “solo lì la mia faccia non era un problema”, e di Manuel, che non è arabo ma porta un cognome italiano e traffica in droga. Dopo essersi persi di vista i due si ritrovano quando Imrane, che è informatore di Driss e sta per consegnare con Manuel un grosso carico di coca, rimane vittima di un agguato a cui quest’ultimo scampa senza riuscire a vedere il viso degli assassini. Da quel momento i due uomini intraprendono entrambi un’indagine per capire se la spedizione punitiva sia stata motivata dal doppio gioco di Imrane oppure se si sia trattato di una questione d’affari interna al giro dello spaccio.

Film d’azione ambientato nelle cités del nord di Parigi tra Bagnolet e Les Lilas (anche se i trafficanti tagliano e stoccano la coca in un appartamento di un quartiere chic nel centro di Parigi), Frères ennemis ricostruisce bene l’aspetto visivo dell’ambiente che racconta: le piazze di periferia dominate dal supermercato Leader Price e accerchiate dai torrioni dell’edilizia popolare, i televisori enormi nei salotti delle famiglie arricchite (dal narcotraffico), la carta da parati squallida nelle case degli anziani. Attraverso la chiave dell’infiltrarsi e del tradire, dello stare dentro e fuori da una comunità, il film affronta il conflitto identitario interno alla società francese ma anche interno agli stessi soggetti che, talvolta subendo ed esercitando violenza, lottano per ritagliarsi un proprio posto nel mondo. Queste stesse premesse erano alla base del precedente film di Oelhoffen Loin des hommes che però suggeriva minor dimestichezza del regista con l’ispirazione filosofico-letteraria di partenza e con atmosfere più ieratiche.

David Oelhoffen

L’intrigo non ignora passaggi stereotipici del genere ma assume tanto più spessore grazie al contributo del gruppo di interpreti, Mathias Schoenaerts e soprattutto Reda Kateb, solitamente abbonato ai ruoli di malavitoso, qui ottimo nei panni di un beur che rinnega se stesso perché sente di non aver scelta e, allo spacciatore che durante un arresto gli si rivolge in arabo, risponde con un insulto e afferma mentendo che non conosce quella lingua. In una piccola parte compare anche la sempre intensa Sabrina Ouazani (La Schivata, Cous cous, La sorgente dell’amore e molti ruoli in tv) che il cinema potrebbe valorizzare di più.

© CultFrame 09/2018

TRAMA
Manuel e Driss sono cresciuti insieme nella stessa periferia a Parigi ma mentre l’uno è diventato trafficante di droga, l’altro è agente di polizia nella squadra narcotici e si serve delle sue conoscenze come informatori. Imrane è uno di questi e un giorno, mentre insieme a Manuel sta per consegnare una grossa partita di cocaina, viene ucciso. Su fronti opposti, Driss e Manuel cercano di scoprire chi ha ordinato l’agguato.

CREDITI
Titolo: Frères ennemis (Close Enemies) / Regia: David Oelhoffen / Sceneggiatura: David Oelhoffen, Jeanne Aptekman / Montaggio: Anne-Sophie Bion / Fotografia: Guillaume Deffontaines / Scenografia: Stéphane Taillasson / Musica: Superpoze / Interpreti: Matthias Schoenaerts, Reda Kateb, Adel Bencherif, Sofiane Zermani, Nicolas Giraud, Marc Barbe, Sabrina Ouazani, Gwendolyn Gourvenec, Astrid Whettnall / Produzione: One World Films, BAC Films / Paese: Francia, Belgio / Durata: 111 minuti

SUL WEB
Filmografia di David Oelhoffen
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