Loro 2. Un film di Paolo Sorrentino

Paolo SorrentinoForse la sequenza finale di Loro 2, tragica e sospesa come se ci trovassimo dentro un incubo, racchiude il senso di tutta l’operazione concepita da Paolo Sorrentino. Non la raccontiamo, per lasciare allo spettatore il piacere di vederla. Diciamo solo che è ambientata a L’Aquila, subito dopo il devastante terremoto del 2009. È una sorta di “mise en abyme”, di microstoria emblematica che sintetizza in pochi minuti l’intero racconto di Loro 1 e Loro 2. È la dolorosa raffigurazione della netta separazione tra la difficile realtà di un Paese (allo sbando) e il delirio di onnipotenza di un “soggetto politico” che confonde la generosità personale nei riguardi dei singoli, sostenuta dal potere immenso dei soldi, con l’azione politica nei riguardi di un’intera società, di un popolo.

Paolo Sorrentino

La seconda parte del progetto sorrentiniano, se possibile, è ancor più tragica della prima. Il livello formale e prettamente estetico non muta, per nulla, cambia invece il registro drammaturgico ed entra in gioco in maniera molto più evidente il personaggio di Berlusconi/Servillo. Ed è proprio quest’ultimo l’aspetto che ha determinato in noi qualche perplessità. Niente da dire sul piano strettamente cinematografico (ci troviamo sempre davanti a un prodotto di altissimo profilo), ma la decisione di lasciare più spazio alla recitazione, al piano dell’interpretazione attoriale (specie nella lunga scena del “chiarimento” tra Veronica Lario e Silvio Berlusconi) ha trasportato il film nella dimensione ovvia del cinema, di quel cinema recitato e scritto (per quel che riguarda i dialoghi) che fatalmente riposiziona l’opera in questione in un territorio quasi tradizionale che presta il fianco ad accuse, comunque infondate e spesso sostenute in modo molto approssimativo, di macchiettismo.

Paolo SorrentinoLoro 2 riprende fortunatamente quota, proprio quando la trama si sfarina, il racconto sparisce, la costruzione della storia si fa frammentaria, fatta quasi di piccoli affreschi. In tali passaggi, l’eccezionale mano registica di Sorrentino ritorna a essere veramente sincera e potente. L’immagine riprende il suo ruolo centrale, diviene elemento che comunica significati senza il bisogno di raccontare, affidandosi semplicemente alle capacità percettive del fruitore. Le grandi visioni di Paolo Sorrentino possiedono un’intensità pittorica inequivocabile, sono spazi figurativi che divengono icone, simboli di una decadenza individuale che rispecchia pienamente un abbrutimento collettivo con forti collegamenti, naturalmente, con la deriva della società italiana.

L’elemento inquadratura in Loro 2 (ma anche in Loro 1 e in tutta la filmografia sorrentiniana) eccede il cinema, per fortuna, si situa nel territorio delle arti visive e in quello ancor più ampio dell’estetica, e quando usiamo la parola estetica non intendiamo certo il livello superficiale e vacuo della presunta bellezza delle immagini ma quello profondo e perturbante, in grado di veicolare contenuti molto sostanziosi, dell’aísthēsis, ovvero del sentimento che si genera nell’esperienza della percezione.

© CultFrame 05/2018

TRAMA
Silvio Berlusconi passa le sue giornate nella lussuosa villa in Sardegna circondato da bellissie ragazze che vogliono fare strada nel mondo dello spettcaolo e della televisione. Una sera, veronica Lario torna nella villa per un definitivo charimento e gli annuncerà la decisione di chiedere il divorzio. Poi, durante, una tragica notte ci sarà il terremoto de L’Aquila.


CREDITI

Titolo: Loro 2 / Regia: Paolo Sorrentino / Sceneggiatura: Paolo Sorrentino, Umberto Contarello / Fotografia: Luca Bigazzi / Montaggio: Cristiano Trovaglioli / Scenografia: Stefania Cella / Musica: Lele Marchitelli / Interpreti: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Fabrizoo Bentivoglio, Dario Cantarelli / Produzione: Indigo Film, Pathé, France 2 Cinéma / Distribuzione: Universal Pictures / Paese: Italia / Anno: 2018 / Durata: 100 minuti

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