Tutti i soldi del mondo. Un film Ridley Scott

Ridely ScottDiciamo subito che l’ipocrita, codarda rimozione del cattivo Spacey dal ruolo del cattivo Getty non sembra aver compromesso la riuscita dell’opera di Scott, anzi il più anziano e adatto Plummer in sole 2 settimane tra preparazione e riprese (per un costo extra di circa 10 mln.) riesce a tratteggiare un personaggio tanto carismatico quanto patetico, grazie a un’intepretazione misurata e sorniona. Inoltre il forzato isolamento del personaggio, raramente ripreso assieme ai coprotagonisti per ovvie ragioni tecnico-economiche, ne accentua la stralunata solitudine e la compiaciuta misantropia.

Scott ha ormai acquisito una tale padronanza di ogni aspetto del prodotto cinematografico che ogni sua realizzazione presenta sempre un livello professionale altissimo, anche grazie ai fidati collaboratori tra cui il sempre ottimo Dariusz Wolski che dipinge ogni ambiente con pennellate di luce adatte alla bisogna: oscurità opprimente nelle sequenze in cui appare Getty Sr., luce solare nelle campagne dell’Aspromonte, durante il pic nic degli ‘ndranghetisti.

Tutti i Soldi del Mondo racconta la vera storia del più famigerato rapimento degli anni ’70, ma in realtà parla di solitudine, come dichiarato nelle prime sequenze dal giovane Getty: “pensate che siamo come tutti voi, lo eravamo, ma siamo diventati qualcos’altro”. Si tratta di una famiglia che si illude di potersi porre al di fuori e al di sopra del “normale” genere umano, trascorrendo così una vita di solitudine e sospetto, avarizia e amoralità, tutto grazie e per i soldi: Scott fa del danaro il protagonista del film, un feticcio che trascende il puro valore di acquisto per divenire scopo ultimo dell’esistenza del vecchio Getty, accumulatore compulsivo di dollari e opere d’arte, solo in quanto detraibili dalle tasse, così come la modesta cifra offerta da ultimo per il riscatto.

Il racconto, pur se appesantito dall’enfasi visiva ormai tipica dell’autore, evita quasi sempre i più triti cliché italici tanto cari agli americani, scivolando soltanto sulla macchiettistica rappresentazione dei brigatisti, sulla quantità di “Vespe” in circolazione e sull’insensato inseguimento finale. Le forze dell’ordine italiane, inoltre, risultano nel migliore dei casi assolutamente ininfluenti, quando non espressamente colluse con la malavita. Sorvolando sul bizzarro doppiaggio (il francese Duris doppiato in un curioso siculo/calabrese), colpisce lo spaesamento di Mark Wahlberg, mentre Michelle Williams sfoggia tailleurs e ansia d’ordinanza. Oggi, a giochi fatti, e consapevoli del triste declino della potentissima famiglia, ci sentiamo di chiudere con un classico “il danaro non dà la felicità”, almeno non da solo.

© CultFrame 01/2018

TRAMA
Roma, 1973. Alcuni uomini mascherati rapiscono un ragazzo adolescente di nome Paul Getty III, nipote del magnate del petrolio Jean Paul Getty, noto per essere l’uomo più ricco al mondo e al tempo stesso il più avido. Il rapimento del nipote preferito, infatti, non è per lui ragione sufficientemente valida per rinunciare a parte delle sue fortune, tanto da costringere la madre del ragazzo Gail e l’uomo della sicurezza Fletcher Chace a una sfrenata corsa contro il tempo per raccogliere i soldi, pagare il riscatto e riabbracciare finalmente il giovane Paul.


CREDITI

Titolo: Tutti i soldi del mondo / Titolo originale: All the Money in the World / Regìa: Ridley Scott / Sceneggiatura: David Scarpa dal romanzo di John Pearson / Fotografia: Dariusz Wolski / Montaggio: Claire Simpson/ Scenografia: Arthur Max / Musica: Daniel Pemberton / Interpreti principali: Michelle Williams, Christopher Plummer, Mark Wahlberg, Charlie Plummer, Romain Duris, Timothy Hutton / Produzione: Imperative Entertainment, Scott Free Productions, Tristar Productions / Distribuzione: Lucky Red, 3 Marys Entertainment / Paese: U.S.A., 2017 / Durata: 133 min.

SUL WEB
Filmografia di Ridley Scott
Lucky Red