The Other Side of Hope. Un film di Aki Kaurismäki. 67° Berlinale. Orso d’Argento per la miglior regia

Aki KaurismakiA oltre cinque anni dal precedente Miracolo a Le Havre, il nuovo lungometraggio di Aki Kaurismäki si presenta come il secondo capitolo di una trilogia ambientata nelle città portuali, in questo caso nella cittadina finnica di Tornio, e dedicata alle migrazioni contemporanee, alle crisi ma anche alle speranze che esse possono suscitare. Per il suo ritorno in patria, oltre che un cameo impagabile dell’attrice Kati Outinen, il regista ritrova uno dei volti storici del suo cinema, Sakari Kuosmanen, già interprete del suo secondo film Calamari Union (1985) e poi di alcune delle sue opere più celebri quali Ombre nel paradiso (1986), Leningrad Cowboys Go America (1989), Nuvole in viaggio (1996), Juha (1999), L’uomo senza passato (2002).

Il personaggio di Kuosmanen in The Other Side of Hope è Voldemort Wikström, un piazzista di camicie che grazie a una grossa vincita al poker riesce ad acquistare un ristorante e iniziare una nuova vita. Vorrebbe avere questa possibilità anche l’altro protagonista del film, nella cui prima parte ci vengono mostrate le vicende in parallelo a quelle del novello ristoratore, e che è il siriano Khaled: interpretato dall’attore e autentico rifugiato politico Sherwan Haji, il ragazzo ha lasciato Aleppo dopo il bombardamento della sua casa ed è giunto rocambolescamente in Finlandia dove decide di chiedere asilo pur avendo smarrito l’amata sorella nel viaggio attraverso l’Europa. I due uomini finiranno per incontrarsi e aiutarsi l’un l’altro.

Ovviamente, il giovane profugo non trova soltanto soccorso e amicizia tra i baltici, ma l’umanità raccontata da Kaurismäki è composta in buona parte di solitari e solidali in lotta silenziosa contro ogni forma di autorità, potere, ingiustizia. Si tratta di maschere ermetiche, qui con qualche concessione umoristica in più di altre opere, che appaiono di film in film maggiormente coinvolti dalle tragedie del nostro tempo e determinati a contrastarle. La pellicola ha comunque un finale aperto, impressionistico e poetico.

Aki KaurismakiDi pellicola si può e si deve parlare perché The Other Side of Hope è stato realizzato in 35mm, caso ormai raro nel cinema contemporaneo, ma essenziale per conservare quella veste cromatica inconfondibile che contraddistingue i lavori di Kaurismäki. Dedicato alla memoria del produttore (e regista) Peter von Bagh, il film è scandito anche dagli intermezzi musicali consueti nel cinema dell’autore, con band locali e musicisti che si esibiscono nelle strade e nei locali in cui il film è ambientato.

Nel 2017 Kaurismäki ha presentato The Other Side of Hope nel Concorso principale della Berlinale dopo numerose partecipazioni nella sezione Forum, quella riservata ai registi più giovani e innovatori. Successivamente al passaggio avuto a Cannes da Miracolo a Le Havre, quando la Palma d’Oro andò fatalmente a The Tree of Life di Terrence Malick, il regista finlandese sembra comunque avere raggiunto la piena maturità e la consacrazione critica. Ricorrendo all’umorismo come mezzo di resistenza, in modo mai compiaciuto o vuotamente cinico, Kaurismäki accarezza la maniera di se stesso ma porta avanti con coerenza un’idea di cinema tanto nostalgica quanto militante.

© CultFrame 02/2017

TRAMA
Un cargo-merci attracca nel porto di una cittadina finlandese. Nascosto nel suo carico di carbone c’è un ragazzo siriano che decide di chiedere asilo in Finlandia. Intanto, il maturo commerciante Voldemort lascia la moglie alcolista e cerca un ristorante da acquistare e gestire per ricominciare.


CREDITI

Titolo internazionale: The Other Side of Hope / Titolo originale: Toivon tuolla puolen / Regia: Aki Kaurismäki / Sceneggiatura: Aki Kaurismäki / Interpreti: Sakari Kuosmanen, Kati Outinen, Tommi Korpela, Janne Hyytiäinen / Fotografia: Timo Salminen / Montaggio: Samu Heikkila / Musica: / Scenografia: / Produzione: Sputnik, Oy Bufo Ab / Finlandia, 2017 / Distribuzione italiana: Cinema / Durata: 98 minuti

SUL WEB
CULTFRAME. Berlinale 2017. 67 Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Il programma
Filmografia di Aki Kaurismäki 
Berlinale – Il sito

1 commenti

  1. Ho letto con grande interesse questa recensione. Conosco il cinema di Kaurismäki e ne ho sempre apprezzato la delicatezza e originalità nei racconti proposti.
    Dalla recensione mi pare di capire che il regista anche questa volta non ci delude.
    Grazie

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