Call Me by Your Name. Un film di Luca Guadagnino. 67° Berlinale. Panorama

Luca GuadagninoCi sono estati indimenticabili, che si piantano nella nostra memoria e germogliano malinconia, affondano in noi nella forma di immagini che un profumo, un sapore o un accenno di canzone possono far riemergere dalle acque fonde del tempo e riportare a pieno fulgore. Call Me by Your Name di Luca Guadagnino, tratto dal romanzo omonimo di André Aciman, racconta l’amore estivo tra il diciassettenne Elio, volitivo musicista in erba, e Oliver, giovane e aitante ricercatore americano ospite per lavoro presso la villa dei genitori di Elio, il cui padre è archeologo. Con una colonna sonora di belle canzoni anni ’80 e una quasi feticistica ricostruzione estetica di quell’epoca, Guadagnino attinge da Rohmer, Téchiné, Bertolucci tutte le tonalità più dolci e amare con cui cantare un’ode alla giovinezza e alle passioni estive.

C’è anche molto James Ivory, che del film è co-sceneggiatore e co-produttore, in questo terzo capitolo della trilogia del desiderio, cominciata con Io sono l’amore, che ci ricorda i fasti romantici di Camera con vista e di Maurice. Senza abbandonare il gusto estetico lezioso quasi kitsch dei lavori precedenti, corroborato da un’ossessione per la bella roba (cibi, abiti, automobili) che trasforma il product placement in un linguaggio, in Call Me by Your Name Guadagnino riesce però a moderare i vezzi di regia e a rendere il racconto fluido ed equilibrato. Peccato per alcuni grotteschi tentativi di restituire il clima politico dell’Italia craxiana: già il documentario Inconscio italiano con cui qualche anno fa aveva ambito a raccontare l’esperienza coloniale del nostro paese aveva mostrato come il regista tenda ad avere la mano pesante quando si rapporta con la Storia. Ciò che gli riesce meglio è invece sfogliare l’album di una memoria sentimentale forse personale (l’azione nel romanzo si svolge in Liguria, qui in Lombardia) ma con cui sicuramente è facile mettersi in contatto e sognare.

Luca GuadagninoPer esempio, a un certo punto del film, Oliver percepisce da lontano una canzone che ama, segue la musica, giunge in una piazzetta dove da un’autoradio a tutto volume suona Love Your Way degli Psychedelics Furs e si mette a ballare appassionatamente sul sagrato della chiesa insieme a una ragazza dal look goth che gli dice di aver viaggiato in autostop fino a Londra per assistere a un concerto di Richard Butler. Camicia, calzoni corti, scarpe da tennis, colpi di sole e pelle abbronzata, Oliver è l’incarnazione della bella estate e poco importa, in fondo, se l’attore che lo interpreta (Armie Hammer) è tanto bello quanto inespressivo e se la sceneggiatura non attribuisce molta profondità psicologica al personaggio: la sua presenza è tutta superficie, la superficie splendida e lucente di un amore che dura da luglio ad agosto. Merita invece una segnalazione il giovane Timothée Chalamet, inquieto e sfrontato nella parte di Elio, già nel cast di produzioni importanti quali Interstellar e Le verità sospese.

© CultFrame 02/2017

TRAMA
Estate 1983. Oliver, giovane studioso americano di archeologia, arriva per un soggiorno di ricerca alla villa dei Perlman nei pressi di Sirmione. Tra lui e il diciassettenne Elio Perlman c’è da subito tensione: Oliver è spavaldo ma affettuoso con Ellio che invece cova nei suoi confronti quella che dapprima sembra una vaga ostilità e poi si rivela essere un’attrazione. Tra gite in bicicletta, bagni al fiume e incontri sessuali con una coetanea, Elio pensa a Oliver finché finalmente non trova il coraggio di confessargli il proprio amore.


CREDITI

Titolo: Call Me by Your Name / Titolo originale: id. / Regia: Luca Guadagnino / Sceneggiatura: James Ivory, Luca Guadagnino e Walter Fasano dal romanzo Call Me By Your Name di André Aciman / Fotografia: Sayombhu Mukdeeprom / Montaggio: Walter Fasano / Scenografia: Samuel Deshors / Interpreti: Timothée Chalamet, Armie Hammer, Amira Casar, Esther Garrel, Michael Stuhlbarg / Produzione: James Ivory, Howard Rosenman, Rodrigo Teixeira, Marco Morabito, Peter Spears, Luca Guadagnino, Emilie Georges / Italia, Francia, USA, 2017 / Distribuzione: Good Films / Durata: 131 minuti

SUL WEB
CULTFRAME. Berlinale 2017. 67 Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Il programma
Filmografia di Luca Guadagnino
Berlinale – Il sito
Good Films

Lascia un Commento

Il tuo intervento è importante per noi, assicurati soltanto di rispettare alcune regole sui commenti.

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>