150 milligrammi. Un film di Emmanuelle Bercot

Emmanuelle BercotEsistono killer silenziosi che per i più sono praticamente impossibili da individuare. Si chiamano molecole e, alcune di esse, possono risultare fatali, come il benfluorex che per oltre 30 anni è stato utilizzato da quasi 3 milioni di francesi. Il nome commerciale è Mediator (in Italia noto come Mediaxal) e veniva usato nella terapia per il diabete anche se, di fatto, si prescriveva per la cura dimagrante.

Irène Frachon, una giovane pneumologa che lavora al policlinico universitario di Brest, sulla costa occidentale della Francia, nel seguire i malati inizia a constatare, già nel 2006, che l’uso del benfluorex è strettamente connesso alle sensibili alterazioni alle valvole cardiache che, in molti casi, possono provocare la morte. I suoi sospetti la portano, allora, ad indagare in modo sempre più approfondito e a mettere su, non senza difficoltà, un team di esperti che possano aiutarla a confermare la sua tesi per convincere le autorità competenti a ritirare il farmaco dal mercato.

Una lotta impari, quella della Frachon che dovrà vedersela, non soltanto con lo scetticismo e la riluttanza di molti suoi colleghi, ma con un colosso farmaceutico miliardario il cui proprietario, Jacques Servier, Gran Croce della Legion d’Onore, è anche intimo amico di Nicolas Sarkosy.

Emmanuelle Bercot (attrice, sceneggiatrice e regista che, nel 2015, ha firmato l’interessante A testa alta) racconta la strenua battaglia di questo medico che, negli anni – la vendita di preparati a base di benfluorex è stata vietata nel 2010 – ha affrontato ostacoli di ogni sorta, mettendo a repentaglio la sua reputazione e la sua carriera giocando, come ultima e definitiva, la carta della stampa. Il suo libro, “Mediator, quanti morti?”, pubblicato da un piccolo editore locale, esplode come una bomba, la Servier fa causa e lo fa ritirare dalla vendita (anche se, più tardi, tornerà di nuovo in libreria) mentre la Frachon rischia, addirittura, di essere radiata dall’albo dei medici.

Emmanuelle BercotLa regista parigina, girando negli stessi luoghi in cui la vicenda si svolse, segue la sua protagonista in ogni fase della sua ricerca che, sempre più, assume i connotati di una vera e propria indagine investigativa. Attenendosi ai fatti, con una regia limpida e misurata, senza enfatizzare il carattere eroico di coloro che portano avanti questa accanita battaglia, la Bercot costruisce una sorta di thriller che mantiene alto il ritmo della narrazione e non si priva di un forte elemento emotivo rifuggendo altresì dall’intento subdolo della facile commozione.

Paragonata ad Erin Brockovich, un’altra donna che ha osato sfidare il potere dei giganti, la figura di Irène Frachon emerge in questo film come quella di un medico che si batte in nome di quei principi, “in scienza e coscienza” sui quali ha giurato di essere fedele nella sua professione.

È moglie e madre, è veemente e tenace ma più volte si sente vicina al tracollo… in una parola: è umana. Proprio su questo la brava Sidse Babett Knudsen (premiata con il César come migliore attrice non protagonista in La Corte) costruisce il proprio personaggio, infondendogli autenticità nella determinazione ma anche una naturale debolezza di fronte alla fatica immane di tale impegno.

150 milligrammi (La fille de Brest), raccontando un fatto di cronaca dei nostri tempi, mette l’accento sulla disumanità di un sistema economico-politico che sovente prolifera sulla pelle dei più deboli e senza proclami, né finali consolatori (anche dopo il ritiro del Mediator la battaglia della Frachon prosegue a tutt’oggi) ci induce a riflettere su certi – inquietanti – legami tra il mondo scientifico e l’industria.

© CultFrame 10/2016 – 02/2017

TRAMA
La storia vera di Irène Frachon , pneumologa in un ospedale di Brest, che collega una serie di morti sospette con l’uso del Mediator, un farmaco presente sul mercato da oltre trent’anni. Uno degli scandali, scoppiato nel 2010, più celebri avvenuti in Francia che travolse il colosso farmaceutico Servier.


CREDITI
Titolo: 150 milligrammi / Titolo originale: La fille de Brest / Regia: Emmanuelle Bercot / Sceneggiatura: Emmanuelle Bercot / Fotografia: Guillaume Schiffman / Montaggio: Julien leloup / Interpreti: Sidse Babett Knudsen, Benoît Magimel, Charlotte Laemmel, Patrick Ligardes / Produzione: Haut et Court, France 2 Cinéma, Canal + / Distribuzione: Bim / Francia, 2016 / Durata: 128 minuti

SUL WEB
Filmografia di Emmanuelle Bercot
Festa del Cinema di Roma – Il sito
BIM