Sully. Un film di Clint Eastwood

Clint EastwoodNon poteva certo mancare nella personalissima galleria di “eroi americani” del grande Clint il pilota Chesley “Sully” Sullenberger che, grazie a un ardito ammaraggio sul fiume Hudson, salvò tutte le 155 persone a bordo, riportando l’ombra di un aereo di linea sullo skyline di Manhattan 8 anni dopo l’11.09, ma questa volta con un epilogo decisamente positivo.

Cantore assoluto dell’individualismo altruista, Eastwood si rifiuta ostinatamente di tramutarsi nel monumento di se stesso e continua a girare le proprie storie con un dinamismo e un’asciuttezza sorprendenti. L’età non ha offuscato il suo sguardo, né diluito la sua poetica in retorica, ma semmai gli ha conferito un distacco, un’oggettività e un rigore narrativo davvero rari. Dopo il cecchino, il giocatore di football, Mandela, Hoover, Frankie Valli e in attesa di Richard Jewell e Jessica Buchanan, Clint arricchisce la raccolta di eroi problematici e, come il pilota di Flight, perseguitati dal sistema (o dall’opinione pubblica) proprio a causa delle loro gesta straordinarie.

Clint EastwoodUlteriore dono dell’età è una straordinaria capacità di sintesi che, assieme all’eccelente sceneggiatura di Todd Komarnicki, gli permette di realizzare in soli 90 minuti ben tre film: catastrofico, biografico e processuale. Efficacissimo il primo, in cui l’incidente viene “frazionato” e riproposto in momenti diversi, così da mantenere alta la tensione con sequenze spettacolari strategicamente inserite in flashback. Toccante e personale il secondo, con il ritratto, genuinamente eastwoodiano, dell’uomo comune in circostanze straordinarie: antieroe per eccellenza, Sully continua a schernirsi, a rifiutare l’epiteto e la retorica dell’eroe, a combattere con incubi ed incertezze, sopportando con eroica (questa sì) pazienza le angherie di un sistema deciso a schiacciare l’individualità sotto il peso delle norme burocratiche. Ed è qui che emerge l’anarchia reazionaria di Clint, la sua sincera ammirazione per l’iniziativa individuale, la sua radicata antipatia per le regole e l’establishment che lo ha condotto ad endorsment estemporanei e discutibili. Ma lui è così: prendere o lasciare. Prendere senz’altro, poiché anche nel terzo tema, quello processuale, riesce a mantenere un controllo ferreo, evitando commozioni e trucchetti da court-drama e lasciando il palcoscenico alla profonda umanità del suo “eroe per caso”.

© CultFrame 12/2016

TRAMA
Il 15 gennaio del 2009, il mondo assiste al “Miracolo sull’Hudson” quando il capitano Chesley “Sully” Sullenberger compie un ammaraggio d’emergenza col suo aereo nelle acque gelide del fiume Hudson, salvando la vita a tutti i 155 passeggeri presenti a bordo. Tuttavia, anche se Sully viene elogiato dall’opinione pubblica e dai media, considerando la sua come un’impresa eroica senza precedenti, alcune indagini sulla decisione presa, minacciano di distruggere la sua reputazione e la sua carriera.


CREDITI

Regìa: Clint Eastwood / Sceneggiatura: Todd Komarnicki / Fotografia: Tom Stern / Montaggio: Blu Murray / Scenografia: James J. Murakami / Musica: Christian Jacob, The Tierney Sutton Band / Interpreti principali: Tom Hanks, Aaron Eckart, Laura Linney, Mike O’Malley, Jamey Sheridan, Anna Gunn/ Produzione: Flashlight Films, Kennedy / Marshall Company, Malpaso Productions / Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia / Paese: U.S.A., 2016 / Durata: 95 min.

SUL WEB
Sito ufficiale del film Sully di Clint Eastwood
Filmografia di Clint Eastwood
Warner Bros. Pictures Italia

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