It Follows. Un film di David Robert Mitchell

Già noto ai cinefili per il riuscito The Myth of the American Sleepover (2010), che in Italia fu mostrato al 28° Torino Film Festival, nel 2014 David Robert Mitchell ha presentato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes (e poi di nuovo a Torino) il suo secondo lungometraggio, It Follows, un’opera tanto originale quanto al contempo inscritta in un genere che ha una sua feconda tradizione nell’ambito dell’horror d’autore.

Ambientato a Detroit, città di cui l’autore è originario e i cui sobborghi abbandonati in seguito alla crisi economica rappresentano uno sfondo ideale per certune sequenze, il film dà nuova linfa a quell’immaginario perturbante della provincia americana che ha nutrito alcune delle pellicole migliori di Romero e Carpenter oltre che il Twin Peaks di Lynch di cui tra poco più di un anno verrà prodotta una nuova serie.

Se la colonna sonora elettronica siglata Disasterpeace sostiene efficacemente, secondo la lezione carpenteriana, la suspence dilatata e le improvvise scene d’azione, per l’uso insistito e quasi subliminale del fuori campo, per le costruzioni di quadri nel quadro principale e per i piani sequenza panoramici (che creano circuiti senza vie di fuga) Mitchell sembra invece avere studiato con attenzione i capolavori di Kiyoshi Kurosawa; d’altronde, il cinema horror giapponese è senz’altro un riferimento importante per la sua generazione, al pari dei ‘maestri’ statunitensi su menzionati. Bisogna però sottolineare come lo stile personale di It Follows riverberi con uno sguardo intimista e sospeso i sentimenti dei suoi personaggi di (post)adolescenti che già prima dei vent’anni si sentono preda della nostalgia dell’infanzia e dell’incertezza del futuro.

Lo stesso Mitchell ha dichiarato di essersi ispirato a un suo ricorrente incubo infantile in cui qualcosa lo inseguiva in modo lento ma inarrestabile, un qualcosa di mostruoso che assumeva però le fattezze familiari di un qualsiasi amico o conoscente, o almeno ciò è quello che accade nel film, con una prevalenza non casuale per l’assunzione dei connotati dei genitori o di parenti delle vittime. Allo stesso modo non è un caso che la “maledizione” che perseguita i protagonisti si trasmetta per via sessuale e che ce ne si possa liberare soltanto attraverso un rapporto con un nuovo partner.

Infatti, la metafora che ci propone il regista è alquanto scoperta, benché declinabile a vari livelli di interpretazione: l’ansia di crescere e la difficoltà di emanciparsi dalle norme e dai legami famigliari, il riconoscimento dell’identità sessuale propria e altrui, l’insorgere del desiderio e l’angoscia della separazione che segue ogni tentativo fallito di fondersi con il proprio oggetto d’amore, o più latamente il sesso e la morte.

© CultFrame 11/2014 – 07/2016

TRAMA
Jay ha diciannove anni, vive in una tranquilla periferia residenziale di Detroit, frequenta fin da quando era bambina gli stessi amici, con i quali si concede al più, ogni tanto, una gita sulle spiagge del lago Michigan. Quando però conosce Hugh, e se ne innamora, la sua vita prende una piega inaspettata e spaventosa da cui potrà provare a liberarsi soltanto contagiando altri ragazzi con la ‘maledizione’ di cui è rimasta vittima.


CREDITI

Titolo: It Follows / Titolo originale: id. / Regia: David Robert Mitchell / Sceneggiatura: David Robert Mitchell / Fotografia: Michael Gioulakis / Montaggio: Julio C. Perez IV / Musica: Disasterpeace / Scenografia: Michael T. Perry / Interpreti: Maika Monroe, Keir Gilchrist, Daniel Zovatto, Jake Weary, Olivia Luccardi, Lili Sepe / Produzione: Rebecca Green, Laura D. Smith, David Robert Mitchell, David Kaplan, Eric Rommesmo / USA, 2014 / Distribuzione: Koch Media / Durata: 94 minuti

SUL WEB
Sito ufficiale del film It Follows di David Robert Mitchell
Sito italiano del film It Follows di David Robert Mitchell
Filmografia di David Robert Mitchell
Koch Media
Torino Film Festival – Il sito

1 commenti

  1. Non amo gli horror, ma interessante è il lavoro di introspezione che svolge il regista . I nostri pensieri a volte sono horror!
    Grazie per l’aiuto di interpretazione di questa recensione.

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