Segreti di famiglia. Un film di Joachim Trier

Joachim TrierIl titolo originale recita “Louder than bombs”, più forte delle bombe. È questo il rumore di un segreto mai svelato e che potrebbe esplodere da un momento all’altro rompendo i delicati equilibri di una famiglia tenuta insieme, a fatica, da un ricordo. O almeno è quello che sembra suggerire il regista Joachim Trier con il titolo del suo primo film in lingua inglese.

Le premesse sono tante e complesse: tre uomini, tre generazioni e un dolore comune. Una morte, quella di una moglie e di una madre, fotografa di guerra, che non trova pace. Un segreto, nascosto al più giovane e sensibile dei tre protagonisti, che incombe silenzioso e ineluttabile.

In questa struttura prismatica, capace di produrre riflessi molteplici, è estremamente difficile portare a compimento ogni singola riflessione e permettere allo spettatore di avvicinarsi ai personaggi evolvendo dalla posizione di freddo e distaccato voyeur. Trier, non rinunciando all’introspezione psicologica di ogni personaggio, apre una porta che affaccia su un labirinto di sentimenti e azioni, e lascia che i suoi protagonisti lo affrontino, ognuno cosciente solo della propria individualità.

Joachim Trier

Isabelle Reed, grande “assente” eppure presenza ingombrante durante l’intera durata del film, è una fotografa di guerra, una donna capace di imprimere su pellicola ciò che risulta essere incomunicabile con le parole. La sua morte, avvolta dal “non detto”, ha lasciato questo in eredità ai suoi figli Jonah e Conrad e al marito Gene: l’incapacità di comunicare, l’impossibilità di esprimersi con inequivocabile certezza.

Ogni punto di vista è interessante e degno di essere raccontato: Jonah sta diventando padre, con tutti i dubbi e le paure che ciò comporta; Conrad, adolescente “difficile” e in cerca della propria collocazione nella società, vive in un mondo virtuale e sopravvive, a malapena, nella realtà; Gene, per il quale la morte della moglie è stato solo l’ultimo di un’infinita serie di distacchi, cerca una possibile compagna, ma è preoccupato (e frenato) dal comportamento di Conrad, con il quale non riesce a comunicare. A legarli, indissolubilmente, il ricordo di Isabelle, differente e particolareggiata nella memoria di ognuno di loro.

Joachim TrierIn questo dramma silenzioso e (troppo) delicato, il senso di frustrazione provato da chi osserva la storia svilupparsi con fatica è potente. Ogni personaggio accende una miccia, una scia luminosa che illumina di una luce fioca uno dei tanti percorsi del labirinto in cui Trier li ha intrappolati. Ma l’esplosione emozionale, quella che dovrebbe risuonare “louder than bombs” non si verifica, viene soffocata, lasciando ogni possibilità di comprensione (e compassione) sospesa e irraggiungibile.

Gli sguardi intensi di Isabelle Huppert, la dolorosa preoccupazione di Gabriel Byrne, la fredda razionalità di Jesse Eisenberg e l’inquieta solitudine di Devin Druid, per quanto meritevoli di spazio e approfondimento, non riescono ad amalgamarsi in un unicum che sia davvero portatore di senso. Le individualità più che incontrarsi si scontrano, come sottolineato da un montaggio che a tratti pare eccessivamente artificioso, ma nessuna trova davvero un varco nel dedalo immaginato da Trier, finendo per perdersi in un irrealizzabile, quanto inaccessibile, immaginario onirico.

© CultFrame 06/2016

TRAMA
Alla vigilia di una mostra in ricordo di Isabelle Reed, fotografa di guerra scomparsa in un incidente d’auto tre anni prima, la sua famiglia, composta da tre uomini, si trova ad affrontare nuovamente il lutto. I loro ricordi sono tutti diversi, e forse nessuno di loro conosce veramente tutti i segreti che Isabelle, lasciandoli, ha portato con sé.


CREDITI

Titolo: Segreti di famiglia / Titolo originale: Louder than bombs / Regia: Joachim Trier / Sceneggiatura: Eskil Vogt, Joachim Trier / Fotografia: Jakob Ihre, SFS / Montaggio: Olivier Bugge Coutté / Scenografia: Molly Hughes / Interpreti: Gabriel Byrne, Isabelle Huppert, Jesse Eisenberg, Devin Druid, Rachel Brosnahan, Ruby Jerins, Megan Ketch, David Strathairn, Amy Ryan / Produzione: Motlys, Memento Films Production, Nimbus Film / Paese: Norvegia, Francia, Danimarca, 2015 / Distribuzione: Teodora Film / Durata: 109 minuti

SUL WEB
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Teodora Film