Stonewall. Un film di Roland Emmerich

Roland EmmerichePresentato in anteprima come apertura del 31° Torino Gay&Lesbian Film Festival, Stonewall è il nuovo film del regista tedesco specializzato in blockbuster hollywoodiani Roland Emmerich. Come forse in Italia non tutti sanno – e il lavoro di Emmerich servirà senz’altro a porre rimedio a questa lacuna – lo Stonewall Inn di Christopher Street nel Greenwich Village era un locale frequentato per lo più da omosessuali che nel giugno del 1969 furono i protagonisti di una serie di scontri con la polizia di New York passati alla storia come “i moti di Stonewall”. In seguito a tali fatti nascerà ufficialmente il Gay Liberation Front (GLF) statunitense e verranno create associazioni analoghe in tutto il mondo, tra cui anche il “F.U.O.R.I” italiano nel 1971, aprendo a una stagione nuova per l’attivismo GLBT.

La vicenda dello Stonewall è stata raccontata dal libro omonimo di Martin Duberman, già diventato un film di produzione britannica nel 1995 per la regia di Nigel Finch. Di questa pellicola, di cui in Italia si parlò soprattutto perché fu presentata quando il regista era già morto di Aids, il film di Emmerich non ripropone la cornice semi-documentaria e i frequenti intermezzi musicali ma ne costituisce un remake non dichiarato presentando il medesimo plot: quello che vede un giovane gay americano trasferirsi dalla provincia a New York e qui entrare in contatto con un gruppo di travestiti che lo introdurranno alla vita notturna della Grande Mela e con un’associazione di omossessuali che stanno organizzando una marcia di orgoglio gay nonviolento.

Roland Emmerich

Attraverso la parabola di questo giovane (che nel film di Emmerich si chiama Danny e ha il volto di Jeremy Irvine) diviso tra due diversi approcci rappresentativi della variegata comunità LGBT, Stonewall illustra correttamente come molti diritti civili erano preclusi a certe ‘categorie’ di persone in quell’America ‘liberale’ che combatteva allora in Vietnam ed era tutt’altro che inclusiva nei confronti delle comunità razziali dei non-bianchi e dei dissidenti rispetto alla norma eterosessuale. Raccontando le settimane precedenti alle proteste represse dalla polizia a fine giugno 1969, il maestro dei film d’azione Emmerich poteva costruire un congegno di suspence sfociante nei moti finali. Di questo genere di kolossal, Stonewall ha invece più la durata (129 minuti) che la tensione, privilegiando le avventure del personaggio di small town boy interpretato da Irvine, che nel corso del film si ritrova suo malgrado coinvolto in un’indagine per omicidio.

Roland EmmerichInfatti, nella parte iniziale del film, alle prime settimane trascorse da Danny a New York si alternano i flashback delle ultime da lui passate nella cittadina natale prima che il padre lo cacci di casa; nella seconda, invece, al racconto delle sue frequentazioni sentimentali e delle amicizie con i primi omosessuali dichiarati che gli capita d’incontrare si aggiunge la sottotrama che ha per protagonisti uno dei più loschi avventori dello Stonewall e il poliziotto (buono) che indaga sulle responsabilità di quest’ultimo nell’omicidio di un giovane. La presenza di questi personaggi ispirati a figure realmente esistite ha fornito argomenti a molti militanti LGBT per recriminare sull’assenza nel film di un personaggio chiaramente identificabile con Sylvia Rivera, la trans che si dice abbia dato il la alla prima notte di scontri con la polizia ribellandosi contro gli agenti.

Insomma, il film di Emmerich è un’opera che cerca di restituire il ritratto di un ragazzo emblematico di un’epoca e che, nonostante alcune lacune e qualche calo di tensione narrativa, ha comunque il merito di consacrare la rivolta di Stonewall come momento fondante di una delle più rilevanti lotte emancipatorie del XX secolo: ciò è importante, anche se questo obiettivo è raggiunto per l’attenzione mediatica che ha circondato l’uscita di un film mainstream dedicato a tali fatti, e per i paratesti al film stesso, più che per l’effettiva pregnanza del racconto cinematografico delle proteste vere e proprie.

© CultFrame 05/2016

TRAMA
Danny Winters, nato e cresciuto nell’Indiana, è costretto a lasciare casa prima di finire l’ultimo anno di liceo quando i genitori scoprono che è omosessuale. Il giovane arriva così a New York dove cerca di iniziare una nuova vita. Siamo nel 1969 e il Greenwich Village è teatro di frequenti screzi tra la polizia e i frequentatori dei locali quali lo Stonewall.


CREDITI
Titolo: Stonewall / Regia: Roland Emmerich / Sceneggiatura: Jon Robin Baitz / Fotografia: Markus Förderer / Montaggio: Adam Wolfe / Musiche: Rob Simonsen / Interpreti: Jeremy Irvine, Jonathan Rhys Meyers, Ron Perlman, Joey King, Karl Glusman, Caleb Landry Jones, Atticus Mitchell, Matt Craven, David Cubitt / Produzione: Centropolis Entertainment / USA, 2015 / Distribuzione: Adler / Durata: 129 minuti

SUL WEB
Filmografia di Roland Emmerich
Adler Entertainment