Del giardino terrestre. Mostra di Tancredi Mangano a Milano

© Tancredi Mangano. Dentro fuori, 1996. Courtesy dell’autore.
© Tancredi Mangano. Dentro fuori, 1996. Courtesy dell’autore

Un diverso modo di vedere che implica l’impiego del senso del tatto? Può apparire incoerente ma non lo è. Del giardino terrestre, la mostra di Tancredi Mangano in corso a Milano da Grossetti Arte Contemporanea, ne è una testimonianza concreta. Autore noto per essersi spesso rapportato con il tema della natura, non come semplice spettatore bensì come corpo che la incontra, in questa esposizione propone un dialogo tra le opere fotografiche realizzate nel corso del tempo, e quelle scultoree degli anni più recenti.

Camminando lungo il percorso espositivo, si ha come la sensazione di inoltrarsi in un bosco in cui ad ogni passo scopriamo dettagli che si rivelano, in modo del tutto naturale, nella loro spontanea relazione con ciò che li circonda, compresi noi osservatori. Ed è proprio la relazione con il “dentro” il tema principale che Tancredi Mangano ci spinge a osservare, un dentro che non scaturisce soltanto dalla fisicità dell’incontro con la materia che siamo tentati di toccare, bensì un dentro che cerca di fare i conti con la sensazione ancestrale provata dall’uomo nel momento in cui viene a trovarsi nell’elemento naturale.

© Tancredi Mangano. Corpo in trappola (2010-2015)
© Tancredi Mangano. Corpo in trappola (2010-2015). Courtesy dell’autore

Il lavoro qui esposto attraversa l’intera carriera artistica dell’autore le cui opere pur appartenendo talvolta a periodi distanti, non sembrano in realtà essere tali. Questo perché il percorso che egli ci invita a seguire evidenzia infiniti rimandi sulla relazione che la figura umana può instaurare con i luoghi della natura. Nella sua ricerca Tancredi Mangano pone il corpo dell’uomo che la cultura del consumo ci ha abituati a vedere come l’essere che sovrasta la natura, sullo stesso piano di altre forme, vegetali e non, anch’esse munite di corpo e volto, facendoci riscoprire come invece sia semplicemente parte di essa.

Osservando la figura umana ritratta nell’opera Corpo in trappola (2010-2015) riusciamo in effetti a percepirla in una dimensione che non sovrasta affatto gli altri elementi presenti in questo bosco immaginario. Realizzata attraverso l’accostamento di una serie di vetrini 6×6 preventivamente affumicati, messi poi a contatto del proprio corpo (l’opera a grandezza naturale riproduce quello dell’artista) e infine successivamente esposti per quattro giorni all’aperto, pur nella sua maestosità si mostra in tutta la sua naturale convivenza con il più piccolo elemento che gli sta accanto. Il lavoro minuzioso dell’autore compone l’immagine attraverso varie fasi di lavorazione che conducono la figura ad una condizione di presenza profonda che pertanto si amalgama completamente all’ambiente. Non siamo che forme vive sulla Terra, sembra dirci Tancredi Mangano, e il ciclo della vita dell’uomo non è diverso da quella dei frutti che essa ci offre.

© Tancredi Mangano. Testa-presa T 2, 2012. Courtesy dell'autore
© Tancredi Mangano. Testa-presa T 2, 2012. Courtesy dell’autore

Oltre a mostrare il dentro, l’autore ci fa riflettere sulla possibilità di toccarlo. Emblematica in tal senso è l’opera fotografica Dentro fuori (1996) in cui è ancora la mano dell’artista che vediamo entrare nella materia senza indugi, in un gesto che rivela l’intreccio tra il senso erotico e quello divino, ciò che in effetti è l’atto creativo. Un gesto primordiale attraverso il quale Tancredi Mangano approccia la possibilità performativa della scultura creando le prime opere da cui è partita la sua ricerca divenuta poi la serie Teste prese (2012), in cui il semplice stringere la materia gessosa con entrambe le mani, da origine a dei piccoli teschi di animali, elementi lontani dal mondo contemporaneo ma niente affatto slegati dall’incedere di quel tempo antico nel mondo in cui viviamo, un’azione che unisce la memoria al presente restituendole vita nell’ora e qui.

Analogamente sono ancora dei ritratti quelli che l’autore “prende” nelle immagini della serie Pioniere (2002-2016) dove protagoniste sono le erbacce caparbiamente sopravvissute alla furia del cemento delle città, che egli cerca e cataloga in una sorta di erbario moderno, scoprendo ricchezza laddove si pensava vi fosse povertà.

                  Tancredi Mangano     Tancredi Mangano      Tancredi Mangano

© Tancredi Mangano. Testa M4, M7, M9, 2016, Stampa InkJet, cm 40×30. Courtesy dell’autore

Il lavoro fotografico più recente dell’artista, Teste (2016), ancora una volta insiste sul tema della possibile simbiosi tra l’umano e ciò che non lo è. Quelli qui ritratti sono frutti resi anonimi dal fondale scuro e per questo approcciabili come volti sconosciuti (una evoluzione di quei Volti in trappola realizzati a partire dalla fine degli anni Novanta con la tecnica dei vetrini). Le sembianze irriconoscibili per esprimere le quali sono stati usati elementi che apparentemente nulla hanno a che vedere con il volto umano, spingono il fruitore a osservare ogni più piccolo segno del tempo lasciato sulla superficie, segni che non mostrano ma lasciano spazio ad ognuno di cercare il proprio volto.

© CultFrame 05/2016

Didascalie detagliate delle immagini
© Tancredi Mangano. Dentro fuori, 1996. Courtesy dell’autore
© Tancredi Mangano. Corpo in trappola (2010-2015), quattro giorni di esposizione, (22.08.2010 – 25.08.2010), stampa InkJet, cm 111×231. Courtesy dell’autore
© Tancredi Mangano. Testa-presa T2, 2012. Gesso, rovere e alluminio, cm 150x30x30 circa. Courtesy dell’autore
© Tancredi Mangano. Testa M4, M7, M9, 2016, Stampa InkJet, cm 40×30. Courtesy dell’autore

INFORMAZIONI
Mostra: Tancredi Mangano, Del giardino terrestre
Dal 28 aprile al 27 maggio 2016
Galleria Grossetti Arte Contemporanea / piazza XXV Aprile 11/B, Milano / telefono 344 2046825 / galleria@grossetti.it
Orari: lunedì – venerdì 10.00 – 13.00 e 14.00 – 18.00 / sabato e domenica su appuntamento / Ingresso libero

SUL WEB
PUNTO DI SVISTA. Di cosa parliamo quando parliamo di fotografia. Tancredi Mangano
Il sito di Tancredi Mangano
Galleria Grossetti Arte Contemporanea, Milano

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