Dustur. Un film di Marco Santarelli. 38° Festival internazionale del cinema documentario. Cinéma du réel, Parigi

Marco SantarelliPremiato in numerosi festival internazionali, tra cui il 33° Torino Film Festival e il 38° Cinéma du Réel di Parigi, l’ultimo film documentario di Marco Santarelli sintetizza in modo rappresentativo il suo cinema. In opere quali Scuolamedia (2010), Milleunanotte (2012) e Lettera al Presidente (2013), il regista aveva già seguito, rispettivamente, delle lezioni scolastiche, le vicende di alcuni carcerati della Casa circondariale Dozza di Bologna, il rapporto particolare di alcuni cittadini italiani con il Quirinale. In Dustur – che in arabo vuol dire “Costituzione” – si mostrano le lezioni in cui è articolato un laboratorio che a partire da un confronto tra la Costituzione italiana e quelle di alcuni paesi arabi si propone di redigere una carta costituente che raccolga le istanze e le speranze di tutti i partecipanti.

Negli incontri filmati da Santarelli si parla di diritti, doveri e solidarietà. Si parla di democrazia e di libertà individuali, di espressione e religiosa. Non si tratta però di esercizi di pura filosofia politica né da parte di chi segue il laboratorio né da parte di chi lo conduce: i partecipanti sono infatti un gruppo di detenuti del carcere di Bologna, in buona parte nordafricani di confessione islamica che hanno seguito a distanza, ma sentendosene coinvolti, lo scoppio delle primavere arabe e l’escalation del fondamentalismo targato Isis alla cui propaganda rischia di essere più esposto proprio chi è privato della propria libertà in un paese occidentale; tra gli organizzatori ci sono un mediatore musulmano e il frate cattolico Padre Ignazio, membro della Piccola Famiglia dell’Annunziata fondata da Giuseppe Dossetti, il prete, partigiano e giurista che prese parte nel 1946 ai lavori dell’Assemblea Costituente italiana.

A unire i due mondi, permettendo al regista di costruire una tensione continua tra il fuori e il dentro il carcere, c’è il marocchino Samad. Libero con la condizionale, egli non ha ancora ottenuto il certificato di fine pena, ma lavora in fabbrica, studia Giurisprudenza e racconta nelle scuole (e anche al gruppo di carcerati del penitenziario di Bologna di cui era lui stesso ospite) la breve esperienza di giovane e incosciente narcotrafficante che lo ha portato all’arresto e alla condanna per spaccio internazionale di stupefacenti.

La sua figura ci pone di fronte alla questione centrale delle reali possibilità di reinserimento nella società degli ex detenuti, anche di coloro che vediamo discutere animatamente sui principi di equità e giustizia a cui tutti i cittadini dovrebbero poter far riferimento ma che dopo ogni appuntamento del laboratorio ospitato nella biblioteca del carcere di Bologna devono far ritorno nelle loro celle. Inoltre, nel finale del film, Samad viene accompagnato da Padre Ignazio nei luoghi in cui è avvenuto l’eccidio di Marzabotto e presso il cimitero di Casaglia di Montesole dov’è sepolto Dossetti. Con il ragazzo marocchino, gli spettatori scoprono qui una testimonianza concreta di quale esperienza tragica (la guerra, l’occupazione nazifascista) abbia poi ispirato la Costituzione italiana.

Dopo una prima parte in cui Santarelli riprende i suoi protagonisti con inquadrature strette e mai per intero, nella seconda metà di Dustur la progressiva apertura dell’orizzonte visivo del film dà a vedere una possibile via di dialogo e di integrazione culturale e sociale; una via che però hanno la fortuna di poter intraprendere soltanto pochissimi dei troppi detenuti nelle sovraffollate carceri italiane e dei molti migranti e richiedenti asilo precariamente ospitati nel nostro paese.

© CultFrame – Punto di Svista 04/2016

TRAMA
Nella biblioteca della Casa circondariale Dozza di Bologna si svolge un laboratorio articolato in più incontro nei quali un gruppo di detenuti musulmani studia la Costituzione italiana e tenta poi di scrivere una carta costituzionale che tenga conto di tutti i valori e le promesse disattese dalla nostra.


CREDITI

Titolo: Dustur / Regia: Marco Santarelli / Sceneggiatura: Marco Santarelli / Fotografia: Marco Santarelli / Montaggio: Marco Santarelli / Produzione: Zivago Media, Otto Filmaker, Cinecittà Luce / Italia, 2015 / Distribuzione: Cinecittà Luce / Durata: 74 minuti

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