Ascolto il tuo cuore, città. Mostra di Gabriele Basilico a Milano

Gabriele Basilico. Shanghai, 2010. © Gabriele Basilico / Studio Basilico, Milano
Gabriele Basilico. Shanghai, 2010. © Gabriele Basilico / Studio Basilico, Milano

Nell’immaginario che riguarda Gabriele Basilico, ormai divenuto collettivo, egli non può essere scisso dall’ambiente della città, di qualunque dimensione essa sia. Il suo humus cresce nelle giungle di cemento e asfalto, macera nel terreno fino a spuntare in una nuova forma, come fosse un frutto amorevolmente coltivato. Ed è questo che appare dalla grande retrospettiva che Unicredit Pavilion dedica al fotografo milanese. La città evolve e l’uomo le si adatta. A volte forse crediamo ancora che la forma della città sia opera dell’uomo, è possibile invece che la città abbia preso il sopravvento e sia lei a determinare la vita degli umani che l’hanno costruita.

Ed è partendo dall’ascolto del suo cuore che Gabriele Basilico si relaziona ad essa. Il suo stile non cambia nel tempo e osservando una immagine di Napoli del 2004 accanto a una di Parigi del 1995 l’atmosfera pare la stessa, come fossero immobili nel tempo e nello spazio, come se sostituissero ormai la fisicità millenaria della natura e, come essa, fossero lì da sempre e per sempre. Milano 1980 – Madrid 1993, Rio de Janeiro 2011 – Istanbul 2005, momenti differenti che non sembrano distanti, al contrario. Sono questo le città? Luoghi che si e ci avvicinano? Basilico le attraversa camminando con in spalla la sua macchina e la visione tutta intera del suo lavoro ci permette di avvicinarci concretamente alla comprensione di ciò che lo ha guidato sin dall’inizio: uno sguardo che da sempre abbraccia il luogo. Non è una raffigurazione del particolare la sua, ma lo stesso lo si potrebbe individuare osservando con attenzione l’insieme. È l’insieme infatti, così armonioso, che mette in luce il dettaglio, l’osservatore è attratto a tal punto da volerlo cercare e per ognuno è un dettaglio diverso.

      Gabriele Basilico          Gabriele Basilico

Gabriele Basilico. 1. San Francisco, 2007 – 2. Napoli, 2004. © Gabriele Basilico / Studio Basilico, Milano

L’insieme rivela anche qualcosa che sta forse nella nostra immaginazione e che altro non è se non la nuova forma di ciò che si vede all’interno del rettangolo della fotografia. Lo mostrò già Pier Paolo Pasolini con la raffigurazione di Orte dimostrando come la forma della città cambia a seconda degli elementi che entrano a far parte dell’inquadratura. Mosca, Istanbul, Gerusalemme, San Francisco, Roma, Rio, Shanghai, Palermo, Valencia, Buenos Aires, intelligentemente il percorso espositivo non segue una impostazione cronologica, ma accosta tra loro immagini che appartengono a periodi diversi. Ciò che emerge è un’anima comune, verrebbe da dire “unica”. Le opere vanno viste dal vero, non esiste altra possibilità di comprenderle se non attraverso l’esperienza della relazione che possiamo avere con esse. Le inquadrature di Basilico sono piene della città tanto che a volte diventa quasi una trama.

Gabriele Basilico. Ritratti di FAbbriche, Milano, 1980. © Gabriele Basilico / Studio Basilico, Milano
Gabriele Basilico. Ritratti di FAbbriche, Milano, 1980. © Gabriele Basilico / Studio Basilico, Milano

La mostra presenta anche la selezione definitiva che formò il corpo di Milano. Ritratti di Fabbriche (1978-1980), un lavoro di documentazione su alcune fabbriche della città iniziato come servizio affidatogli dalla rivista “Urbanistica Milano” e successivamente proseguito in autonomia. Considerato ancora oggi una pietra miliare della fotografia italiana del dopoguerra, questo progetto assieme al lavoro immediatamente precedente – Milano. Ambiente urbano – rappresenta il punto di partenza del rapporto di Basilico con la sua città. Qui lo vediamo esposto accanto alle immagini di Porta Nuova (2006 – 2012) che fotograferà alla fine della sua vita, come fossero l’evidenza di un ciclo vitale, con un inizio e una fine. Nella luce rarefatta di queste immagini, nella perfezione delle inquadrature, molto semplici e prospettiche, sembra quasi di ravvisare una copia dei luoghi di un certo cinema italiano degli anni Sessanta, con le strade deserte e gli edifici che ci guardano. Tuttavia anche queste immagini non sembrano poi così distanti da tutte le altre proprio perché non è il particolare a catturarci bensì la nuova forma che si crea osservando l’insieme.

Ma c’è un altro aspetto che l’autore ha spesso osservato ed è la “ri-costruzione” che evidenzia un altro modo del guardare, quello che afferisce al progetto. Lo si vede bene nelle immagini che documentano la nascita di Milano Porta Nuova al quartiere Isola (molto caro a Basilico che lo fotograferà costantemente a partire dagli anni Settanta). I lavori iniziati dieci anni fa non sono ancora del tutto terminati ma è bastato molto meno tempo affinché la trasformazione venisse assimilata. Nonostante le pesanti contestazioni che hanno cercato di impedirne la costruzione, il nuovo quartiere è diventato già abitudine per chi lo attraversa tutti i giorni. La città prende il sopravvento, quella in cui viviamo come quelle che visitiamo, in una sorta di omologazione che non cessa però di affascinarci. Ciò che l’umano diventa è il flusso delle città, il sangue che scorre nelle loro vene e ne fa battere il cuore.

      Gabriele Basilico               Gabriele Basilico

Gabriele Basilico. 1. Milano, 2012 – 2. Istanbul, 2010. © Gabriele Basilico / Studio Basilico, Milano

Così non paiono esistere differenze tra i diversi luoghi che gli occhi di Gabriele Basilico hanno osservato con attenzione spasmodica nel tempo della sua vita. Ogni città è come un’altra e guardando le immagini ci chiediamo “che posto è questo?” Non perché esse si siano trasformate in altro ma perché l’insieme è altro e dunque non lo riconosciamo. Questo è ciò che le rende al tempo stesso rassicuranti e misteriose.

La mostra è arricchita da una serie di video testimonianza che abbracciano l’intera carriera di Basilico e da un ricco catalogo edito da Skira che contiene ampi stralci di tutti i più importanti lavori che l’autore ha realizzato.

© CultFrame 01/2016

INFORMAZIONI
Mostra: Gabriele Basilico – Ascolto il tuo cuore, città / A cura di Walter Guadagnini in collaborazione con Giovanna Calvenzi
Dal 18 dicembre 2015 al 31 gennaio 2016
Unicredit Pavilion / piazza Gae Aulenti 10, Milano / Numero Verde 800 184949 / unicreditpavilion@unicredit.eu
Orari: martedì – domenica 10.00 – 19.00 / chiuso lunedì
Ingresso: 10 euro
Catalogo: Skira

SUL WEB
Unicredit Pavillion, Milano