Interregnum. Mostra di Stan Douglas a Bruxelles

©  Stan Douglas. Crowds and Riots
© Stan Douglas. Crowds and Riots

Stan Douglas, nato a Vancouver nel 1960, è principalmente conosciuto per i suoi film, installazioni video e fotografie che compongono un lavoro elaborato e affascinante, alimentato da una serie di riferimenti alla storia, alla cultura popolare, alla politica e alla tecnologia. Le sue opere documentano le trasformazioni della società attraverso il prisma della cultura popolare, dei media e delle forme d’avanguardia.

Interregnum, la prima grande mostra personale dell’artista in Belgio, presenta, su tre piani, i lavori eseguiti nel corso degli ultimi sette anni. Questo titolo si riferisce ai momenti storici di sospensione, di emancipazione e di transizione, in particolare si vuole sottolineare il periodo successivo alla Rivoluzione dei Garofani in Portogallo del 1974, un colpo di stato senza spargimento di sangue che ha rovesciato una dittatura fondata quasi 50 anni prima, innescando manifestazioni spontanee nelle strade e l’introduzione di vari cambiamenti nella società portoghese, prima della costituzione di un nuovo governo.

Al centro della mostra, l’installazione video The Secret Agent (2015). Tratta dal romanzo di Joseph Conrad, quest’opera, che occupa un’intera stanza con sei schermi, rivela soprattutto la padronanza tecnica e concettuale sul piano visuale dell’artista. Attraverso una ricerca meticolosa, il suo lavoro approfondisce e riscrive delle narrazioni storiche, rivelando scenari che aggirano le insidie di una prospettiva unilaterale e globalizzante. L’artista ci presenta una moltitudine di angoli di visualizzazione, soprattutto in Luanda-Kinshasa (2013), che viene eseguita in un loop infinito, e in The Secret Agent, dove l’alternanza frammentata della proiezioni e delle scene rende fisicamente percepibile i processi di memorizzazione e di ricostruzione che accompagnano ogni narrazione storica.

Questo dominio della tecnologia, che permette a Douglas di trascendere la narrazione, si accompagna a una capacità di produrre nei suoi film delle fedeli ricostruzioni delle musiche e delle forme d’arte, mettendo rispettivamente in evidenza la musica sperimentale (jazz e fusion africano) e la cultura popolare (il romanzo di spionaggio). Il periodo di decolonizzazione delle colonie portoghesi dell’Angola, della Guinea e del Mozambico, che ha preceduto la Rivoluzione dei Garofani, ha visto l’emergere di cineasti d’avanguardia (Novo Cinema) che sfidavano le forme convenzionali della narrazione, cercando di raggiungere le popolazioni discriminate e di proporre metodi alternativi per percepire e comprendere la società e la realtà.

©  Stan Douglas. Disco Angola
© Stan Douglas. Disco Angola

Per ogni sua opera, Douglas ha condotto ampie ricerche per arrivare a una ricostruzione precisa di tutti i particolari (luoghi, abbigliamento, automobili …). Il suo discorso filmico fa riferimento all’estetica del cinema d’autore quegli anni, ovvero al lavoro di quei registi impegnati in movimenti di emancipazione legati al “realismo poetico” in Europa (Pasolini, Godard …), ma anche ai registi di ex colonie, mettendo in parallelo le differenti correnti di emancipazione attraverso i continenti.

Le serie Crowds and Riots (2008), Mid Century Studio (2010-11), e Disco Angola (2012), si spingono oltre i confini della pratica fotografica attraverso un’innovativa postproduzione digitale. Molte di queste fotografie sono ambiziose per la loro dimensione e la messa in scena cinematografica, tanto da evocare le complesse composizioni dei grandi dipinti storici. Ma queste opere rimettono soprattutto in questione la fotografia in quanto rappresentazione e costruzione fedele della storia e del significato, della finzione e della realtà, dei resoconti ufficiali e individuali.

© CultFrame 11/2015

INFORMAZIONI
Stan Douglas – Interregnum
Dal 9 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016
WIELS, Centre d’Art Contemporain / Avenue Van Volxem 354, Bruxelles / tel +32(0)23400053
Orario: mercoledì – domenica 11.00 -18.00
Ingresso: 8 € / 5 € Studenti (+18)

SUL WEB
WIELS, Centre d’Art Contemporain, Bruxelles