Gathered Leaves. Le fotografie di Alec Soth in mostra a Londra

© Alec Soth. Two Towels, 2015
© Alec Soth. Two Towels, 2015

Finalmente Londra dedica una retrospettiva ad uno dei più importanti fotografi contemporanei: Alec Soth. Un artista poliedrico, che nasce come fotografo documentarista di Magnum, ma si esprime anche come scrittore, blogger, Instagramer, autore di libri e di un giornale saltuario, nonché responsabile di una casa editrice propria (Little Brown Mushroom).

Soth è americano e si è fatto conoscere grazie ad una serie fotografica incentrata sul viaggio ed il movimento, dal titolo Sleeping by the Mississippi (2002). La serie, che apre la retrospettiva nello spazio multimediale dello Science Museum, documenta un viaggio di quattro anni intrapreso lungo il corso del fiume in direzione sud. Grandi spazi, e un’umanità dimenticata e solitaria, piena di sogni da rincorrere, tra paesaggi scheletrici e melanconici relitti. I personaggi incontrati lungo strada sono frutto di attenzione e tenerezza, vengono colti in scatti meditativi, che trattengono in qualche modo le loro fantasticherie, la loro rilassata espressività. Charles, Vasa Minnesota (2002) è uno dei ritratti di Soth, a suo tempo utilizzato per pubblicizzare la biennale del Withney Museum of American Art. Un uomo in tuta, occhiali e barba lunga, che stringe modellini di aereo in un atteggiamento duro e fragile, tradendo un’aria sognatrice ed ironica, la fanciullezza che si infrange contro un paesaggio desolato. “Bonnie”, invece, stringe fra le mani una foto di Soth che ritrae una nuvola. Una nuvola e un pezzo di cielo, delimitati da una cornice dorata. Una nuvola che per Bonnie è un angelo. E il primo piano documenta, senza ironia, l’aurea serena e semplice di questa convinzione.

Le storie si moltiplicano, e, alle stampe sulle pareti, il percorso espositivo affianca vetrine che contengono numerosi materiali tra libri fotografici, annotazioni, lettere, dattiloscritti, documenti, ritagli di giornali e speciali leggii digitali, su cui far scorrere i lavori che non hanno avuto spazio nelle sale. Sono vetrine che complementano le opere di Soth e rispecchiano il suo modus operandi, la sua attenzione per le immagini, ma anche per la narrativa che le accompagna. Niagara (2006) pur serbando l’aspetto documentaristico, è un’epica raccolta di foto e lettere che raccontano di amori spezzati, desideri ardenti, metafore romantiche e squallore. Le cascate sono meta di matrimoni e lune di miele a basso costo, illusioni perdute, suicidi. Il romanticismo si fa largo a fatica tra fogli di carta a buon mercato vergati da calligrafie incerte, corpi sfatti, squallide stanze di motel, volti onesti di spose in attesa. Soth scandaglia la bellezza del quotidiano, e, come un segugio, percepisce l’odore del mondo reale. Poi, si spinge oltre, andando a cercare tra boschi e montagne deserte, gli outsiders, gli eremiti del nuovo millennio, quelli che fuggono dal mondo e dalla propria lucida follia.

© Alec Soth. Da Broken Manual
© Alec Soth. Da Broken Manual

Broken Manual (2010) è forse il lavoro più documentaristico di Soth. I soggetti non hanno nome, ma un codice numerico, per rispettarne la privacy e la scelta di non essere più parte della società. Sono uomini che hanno rinunciato al mondo, riscrivendo la propria storia tra cespugli e grotte, stilando manuali su come rendersi invisibili, piegando la natura con utensili semplici, godendo di beni elementari.

Chiude la mostra, il progetto più recente: Songbook (2014). Lavorando con lo scrittore Brad Zellar, sia per il suo giornale autoprodotto, che per il New York Times ed altre testate, Alec Soth racconta, nel bianco e nero di una digitale di medio formato, un panorama sociale e geografico fatto di incontri, balli, feste e riunioni comuni. Ne scaturisce il ritratto di un’umanità piena di speranza, che cerca interazioni autentiche in un’epoca sempre più densa di connessioni sociali virtuali e alienazione, sullo sfondo di un sistema sociale povero e violento.

Il titolo scelto per la retrospettiva londinese, che da aprile 2016 si sposterà a Bradford e poi in altre capitali europee, è Gathered Leaves. Il nome, desunto da un poema di Walt Whitman (Song of Myself) si richiama all’idea di raccogliere foto e documenti come se fossero metaforiche foglie, ma anche alla particolare mescolanza di romanticismo e realismo che vela lo sguardo di Soth sul XXI secolo americano.

© CultFrame 11/2015

INFORMAZIONI
Gathered Leaves: Photographs by Alec Soth
Dal 6 ottobre 2015 al 28 marzo 2016
Science Museum / Exhibition Road, South Kensington, Londra / info@sciencemuseum.ac.uk
Orario: Tutti i giorni 10.00 – 18.00
Biglietto: £8

SUL WEB
Il sito di Alec Soth
Science Museum di Londra

 

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