Alaska. Un film di Claudio Cupellini

Claudio CupelliniIl nome evoca il bianco della neve e il gelo artico ma a Milano Alaska è solo il nome di un locale dal quale iniziare una scalata verso il successo o, almeno, quel che si crede tale. Fausto, infatti, dopo un periodo trascorso a Parigi, sbarcando il lunario come cameriere e aver scontato un paio d’anni nelle carceri francesi per aver aggredito un cliente, si trova a ricominciare una nuova vita nel capoluogo lombardo. Ma lui non ne vuole una qualsiasi di vita, no… lui brama la grandeur, i soldi, il benessere e quella posizione, socialmente riconosciuta, che lo riscatti da quel suo sentirsi “ultimo”.

Prima di finire in galera Fausto conosce Nadine, ragazza di provincia che tenta la strada della moda. Proprio per far colpo su di lei si mette nei guai (entrando di soppiatto in una suite dell’albergo dove lavora) e, dal giorno dell’arresto, la perde di vista. Vittima del più classico coup de foudre il giovane le scrive tutti i giorni, anche quando sa che si è trasferita a Milano per coronare il suo sogno di modella. Passano due anni e, scontata la pena, ecco che la donna dei suoi desideri gli compare davanti, pronta ad accoglierlo nel suo nuovo inizio.

Claudio Cupellini, che ha al suo attivo le due serie tv di Gomorra e film come Una vita tranquilla e Lezioni di cioccolato, si cimenta in una storia d’amore – a suo dire “epica” – tra due personaggi solitari e inquieti che, incontrandosi, danno vita ad una girandola di eventi tragici ai quali si fa addirittura fatica a credere.

Da Parigi a Milano i destini di entrambi, infatti, subiscono una serie di repentini sovvertimenti. L’ambizione di Fausto, frustrato dai mestieri da pochi soldi che riesce a trovare, lo porta allora nel luogo “magico” del titolo, nella rutilante vita notturna di Alaska che, in poco tempo, gli offre (o, almeno, così pare) tutto quello al quale ambiva. Le vite dei due protagonisti sono speculari ed opposte, come se il bacio della fortuna si posasse, alternativamente, prima su una e poi sull’altro. Un fato crudele sembra, infatti, che non li possa mai vedere felici insieme, nello stesso momento e nello stesso posto.

Cupellini procede per accumulo, affastella eventi di differente drammaticità per arrivare, verso il finale, all’acme del tragico che dovrebbe ristabilire, almeno nelle intenzioni, l’equilibrio in un epilogo compiuto di questa, a dir poco travagliata, storia d’amore. In realtà ciò che manca è proprio il senso della proporzione, il bilanciamento drammatico degli eventi che non soltanto diminuiscono il senso della verosimiglianza ma rendono incoerente l’intera struttura narrativa.

Il regista veneto accatasta palpiti, litigi, tradimenti e riconciliazioni senza soluzione di continuità dando l’impressione, ogni volta, di far cambiare direzione alla storia senza, di fatto, farla evolvere. Nell’arco degli anni, infatti, Fausto e Nadine sembrano rimanere sempre in balìa di loro stessi, senza un carattere definito, animati da quella stessa (sfortunata) casualità che presiede alle circostanze che li vede coinvolti.

Elio Germano e Astrid Bergès Frisby entrano nei ruoli con volenteroso impegno ma è l’anima dei personaggi che fatica ad emergere, smarrita com’è nell’esagerazione e nell’iperbole della narrazione. Cupellini si balocca nella regia, indugia in studiati campi lunghi o si concentra nei primi piani strettissimi, enfatizzando i momenti topici con una musica invadente. Tutto, allora, risulta in eccesso con il risultato di far precipitare gli eventi, in gran parte prevedibili, in un dramma artificioso e tragicamente vacuo.

© CultFrame 10/2015 – 11/2015

TRAMA
Fausto e Nadine sono sue esseri solitari e senza radici. Lui sbarca il lunario a Parigi e lei cerca fortuna nel mondo della moda. Il loro primo incontro genera subito un incidente che porterà il giovane italiano in carcere. Folgorato dell’incontro con la ragazza lui le scriverà per i due anni di detenzione e, scontata la pena, la trova ad attenderlo. Ritornano insieme a Milano, dove lei fa la modella, e Fausto cerca un impiego per vivere. La sua ambizione lo porta ad investire in un locale notturno e, da quel momento, la vita della coppia subirà una serie di colpi che li metterà a dura prova. Si perderanno e si ritroveranno in un susseguirsi di drammatici avvenimenti che tuttavia non toglieranno forza al loro amore.


CREDITI

Titolo: Alaska / Regia: Claudio Cupellini / Sceneggiatura: Filippo Gravino, Guido Iuculano, Claudio Cupellini / Interpreti: Elio Germano, Astrid Bergés Frisbey, Valerio Binasco, Elena Radonicich, Antoine Oppenheim, Paolo Pierobon, Pino Colizzi, Marco D’Amore, Roschdy Zem, Lubna Azabal / Fotografia: Gergely Pohárnok/ Montaggio: Giuseppe Trepiccione / Musica: Pasquale Catalano / Produttore: Indiana Production, Rai Cinema / Paese: Italia, 2015 / Distribuzione: O1 Distribution / Durata: 125 minuti

SUL WEB
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