Fuochi d’artificio in pieno giorno. Un film di Yinan Diao

Yinan DiaoDistribuito nelle sale italiane con ritardo ma con un titolo una volta tanto maggiormente rispettoso dell’originale rispetto a quello internazionale (Black Coal, Thin Ice), che rimanda al nome di un locale presente nel film e alla sua notevole sequenza finale, Fuochi d’artificio in pieno giorno ha vinto nel 2014, un po’ a sorpresa, sia l’Orso d’oro come miglior lungometraggio sia l’Orso d’argento per il miglior attore protagonista (Liao Fan) alla 64a Berlinale.

Si tratta della terza regia del cinese Yinan Diao, già sceneggiatore per due lavori del collega Zhang Yang e poi autore di Uniform (2003) e Night Train (2007), che era stato presentato al 60° Festival Cannes nel programma di “Un certain regard”. Se i suoi due primi film erano ambientati nella provincia dello Shaanxi, di cui Yinan Dao è originario, anche il terzo si svolge nel Nord della Cina, tra il 1999 e il 2004, e racconta le indagini di un uomo sofferente e alcolizzato che cerca il colpevole di una serie di omicidi efferati avvenuti a cavallo del passaggio di millennio, e che coinvolgono una ragazza di cui lui non riesce a non innamorarsi.

È ormai palese, e lo ha dichiarato il regista stesso, che quello poliziesco è un genere che viene finanziato anche nella Cina odierna molto più facilmente di un’opera puramente autoriale, sia per gli esiti commerciali positivi che poi ottiene al botteghino sia perché il codice del film di genere può consentire di articolare riferimenti meno espliciti alla realtà contemporanea di un paese nient’affatto aperto a critiche frontali nei confronti della propria società.

Ciò detto, Yinan Diao non rinuncia a presentarsi come un autore, definendo il suo stile di messa in scena noir “una fusione di neorealismo italiano e di espressionismo tedesco” e, come nei suoi due precedenti lungometraggi, si affida nuovamente all’eccellente direttore della fotografia Jingsong Dong. Anche grazie al contributo artistico di quest’ultimo, pur tra le ellissi e i silenzi orchestrati dalla sceneggiatura, il regista arriva a mostrare in modo assai nitido la desolazione e l’alto tasso di violenza di una Cina periferica e gelida, industriale e plumbea come quella già filmata da autori quali Jia Zhangke.

Giocando con questi elementi, le peculiarità del film di genere (con tanto di omaggio a Il terzo uomo) e le ambizioni autoriali di gusto ‘europeo” del suo autore, Fuochi d’artificio in pieno giorno è dunque un’opera interessante che procede per campi lunghi e piani sequenza con un uso espressivo e consapevole della profondità di campo interrotti da sporadiche fiammate di violenza, e che si conclude con un’inquadratura finale che taglia e chiude il film nel mezzo di un movimento di macchina.

© CultFrame 07/2015

TRAMA
Nel 1999, nel Nord della Cina, l’ispettore Zhang indaga su un caso di omicidio che cambierà la sua vita. Cinque anni dopo, lasciata la polizia, continua a cercare una verità sempre più sfuggente, mentre altre morti violente sembrano ricollegarsi alla prima…


CREDITI

Titolo: Fuochi d’artificio in pieno giorno / Titolo originale: Bai Ri Yan Huo / Regia: Yinan Diao / Sceneggiatura: Yinan Diao / Fotografia: Jingsong Dong / Montaggio: Yang Hongyu / Musica: Zi Wen / Interpreti: Liao Fan, Lun Mei Gwei, Xuebing Wang, Jingchun Wang / Produzione: Omnijoi Media, Boneyard Entertainment China, China Film Co. / Distribuzione: Movies Inspired / Cina, 2014 / Durata: 106 minuti

LINK
Filmografia di Yinan Diao
Berlinale – Il sito

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