Solo Show della cinese Liu Xiaofang a Milano

© Liu Xiaofang. At end of world 01, 2014
© Liu Xiaofang. At end of world 01, 2014

Cosa hanno in comune il film Amarcord del regista italiano Federico Fellini e i dipinti degli antichi pittori cinesi Zhu Da, Ma Yuan e Ni Zan? Tra questi due mondi apparentemente molto distanti, Liu Xiaofang, giovane artista cinese (Datong, 1980), ha trovato una connessione netta e precisa, tanto fantastica quanto semplice: la memoria intersecata al sogno che dialoga con l’immaginazione. Ed ecco che quasi per magia ci accade di ritrovarci a osservare immagini limpide, come certuni ricordi che abbiamo stampati nella memoria, quelli dell’infanzia particolarmente, e al contempo oniriche, come sono quelle esposte nella prima personale italiana di questa autrice proposta dalla mc2gallery di Milano.

Una figura femminile, una bambina, si introduce in luoghi appartenuti al passato che riaffiorano nel presente attraverso l’immaginazione, li percorre senza alcun timore come fa Alice, la protagonista del meraviglioso mondo creato dalla fantasia onirica di Lewis Carroll, ma ad attenderla non trova strani animali giganti o tazze da tè parlanti, la suggestione che la coinvolge rappresenta uno spazio della mente, uno spazio la cui misura ci è ormai sconosciuta poiché l’abbiamo abbandonata per comprimerci sempre più in altri spazi, le città, angusti seppur vasti, completamente anonimi nonostante il loro concepimento possa farci credere di stare vivendo una dimensione più intima.

I luoghi che Liu Xiaofang indaga posseggono, viceversa, una presenza e una vicinanza nonostante la loro apparente nudità, una riconoscibilità che non afferisce al luogo in sé, bensì a un proprio luogo interiore, un luogo dell’anima che non è più visibile se non nell’immaginazione (ammesso che la nostra immaginazione possa considerarsi ancora viva) che queste fotografie intendono stimolare. Ed è soltanto il ripristino della visione immaginifica dell’infanzia a dar loro il potere di riemergere nel presente.

 

Liu Xiaofang  Liu Xiaofang  Liu Xiaofang  Liu Xiaofang  Liu Xiaofang

© Liu Xiaofang. I remember II 06, 07, 09, 10, 12, 2012

 

In più, come abbiamo detto, queste immagini regalano una connessione con la poetica tipica della pittura cinese alla quale l’autrice fa riferimento, perché il passato e il presente sono elementi strettamente collegati, così come entrambi lo sono all’immaginazione. Possiamo dunque osservare, nel lavoro di questa artista, come l’essere umano sia al contempo spettatore di un possibile evento, che può avverarsi oppure no, ma anche protagonista di un cambiamento nello stato delle cose, attraverso la propria presenza. Parimenti, in questo gioco dei rapporti, egli è testimone dell’esperienza che si relaziona con gli oggetti e i luoghi della memoria rivisitandoli attraverso una sovrapposizione di elementi tipica del modus operandi di Xiaofang, che introduce la figura umana in post produzione facendola divenire un elemento dell’insieme anche se assente al momento dello scatto.

Altra interessante relazione è quella tra il lavoro più noto di Liu Xiaofang, I Remember, e il cinema onirico di Federico Fellini da cui attinge, per sua stessa ammissione, i riferimenti narrativi. Come nelle inquadrature dell’autore riminese, nei lavori dell’artista cinese ricordi lontani entrano nell’immaginario del presente: oggetti, luoghi, viaggi sono visitati dall’elemento umano, nel caso specifico una ragazzina, che li vive una seconda volta cercando di stabilire una connessione che colleghi quel passato al presente. La figura della bambina riflette evidentemente il vissuto dell’infanzia dell’autrice ma si può chiaramente proiettare nel vissuto di chiunque la osservi.

© Liu Xiaofang. At end of world 02, 2014
© Liu Xiaofang. At end of world 02, 2014

Le immagini sono affidate alla forma del cerchio utilizzata nei dipinti tradizionali cinesi, altro elemento costante nel lavoro di Liu Xiaofang, che contribuisce a dar loro questa aura di sogno, tema centrale della sua ricerca assieme ai ricordi, ma che sembra anche racchiudere un mondo che altrimenti parrebbe non avere confini quando invece essi sono ben tracciati proprio dal perimetro della memoria.

Lo svolgimento degli eventi che compongono la vita, infine, e che cerchiamo di rendere sempre eccitanti e fuori dalla banalità, gli elementi che le danno forma, sono in realtà ormai molto simili, in Oriente come in Occidente, “[…] la vita passata – dice Liu Xiaofang – può essere anche disordinata, noiosa e assurda. Ma va avanti comunque. In un flusso ininterrotto, ovunque ci si trovi. In fondo le questioni fondamentali che l’umanità si è trovata ad affrontare non sono mai cambiate: la nascita, la morte, la malattia, la vecchiaia, come pure gli stati d’animo, la tristezza, la felicità, la separazione, l’unione. Non possiamo sfuggire ai vincoli del tempo e dell’esperienza”.

© CultFrame 06/2015

INFORMAZIONI
Liu Xiaofang – Solo Show
Dal 26 maggio al 16 luglio 2015
mc2gallery, via Malaga, 4 / 20143 Milano / telefono 02 87280910 / mc2gallery@gmail.com
Orari: martedì – venerdì 10.00 – 20.00 / sabato su appuntamento

SUL WEB
mc2gallery, Milano

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