We Are Young. We Are Strong. Un film di Burhan Qurbani. Festival Internazionale del Film di Roma 2014. Cinema d’Oggi

La storia del cinema è lastricata, purtroppo, di buone intenzioni. Ma solo con le buone intenzioni non è possibile realizzare film significativi. Un esempio concreto? Eccolo: il lavoro del regista di origini afgane Burhan Qurbani We Are Young. We Are Strong. E poco importa se il suo lungometraggio precedente intitolato Shahada (2010) sia stato considerato una prova più che promettente e abbia ricevuto premi importanti. We Are Young. We are Strong. è un’opera molto ambiziosa, sia a livello contenutistico che a livello linguistico/registico.

L’ambientazione è senza dubbio (visivamente) interessante: una zona di Rostock, città che per decenni è stata nel territorio della cosiddetta Germania Est, denominata Lichtenhagen. Enormi palazzoni sovietico-razionalistici e aree alienanti popolate da tedeschi insoddisfatti e disperati (dopo la riunificazione della Germania) e immigrati richiedenti asilo, per lo più rom e sinti, rumeni e vietnamiti. Un territorio pieno di angoscia, povertà e di agghiaccianti tensioni sociali che nel 1992 fu il palcoscenico di azioni molto violente di gruppi neonazisti nei riguardi degli “stranieri”.

We Are Young. We are Strong. racconta la sera di alcuni terribili incidenti da due punti di vista diversi: quello di una famiglia asiatica in grave pericolo e quello di un gruppo di nazisti che partecipa agli scontri. Una storia, dunque, sulla xenofobia, l’intolleranza, il qualunquismo ottuso dell’estrema destra nordeuropea degli anni novanta, l’impossibilità della convivenza, l’inettitudine totale della politica. Il tutto è condito con una regia a tratti molto elaborata, con evoluzioni sinuose della macchina da presa e inquadrature super-raffinate.

Nonostante ciò, ci troviamo di fronte a un film di assoluta superficialità che si incarta in virtuosismi registici e visuali del tutto inutili, anzi controproducenti. Alcuni passaggi di questo tragico racconto filmico poi si manifestano nella loro evidente ovvietà così come dipinti molto banalmente sono i rapporti interpersonali tra i personaggi principali. Le motivazioni della penosa sofferenza sociale che porta giovanissimi ex tedeschi dell’est a diventare nazisti non sono ben delineate e alcune scene risultano terribilmente ripetitive, e in taluni casi approssimative a livello di coerenza del racconto. Tutto il lungo brano delle violenze notturne verso gli immigrati (rifugiati nei loro alloggi) è caratterizzato da un’incertezza strutturale macroscopica.

Dunque, tutte le buone intenzioni dell’autore naufragano all’interno di un testo audiovisivo privo di solidità che si limita a far emergere dall’oblio (unico pregio) una vicenda atroce di razzismo europeo senza scendere con la dovuta profondità nella questione.

© CultFrame 10/2014

 

TRAMA
Rostock. Germania. 1992. Dopo la riunificazione nell’ex parte est della Germania la sofferenza sociale genera la nascita di gruppi neonazisti. Alcuni ne fanno parte pur non avendo ben presente le assurdità delle loro idee e dei loro comportamenti. A farne le spese sono degli immigrati vietnamiti indifesi che una sera vengono aggrediti addirittura all’interno delle loro abitazioni.

CREDITI
Titolo: We Are Young. We Are Strong / Titolo originale: Wir sind jung. Wir sind stark. / Regia: Burhan Qurbani / Sceneggiatura: Martin Behnke, Burhan Qurbani / Fotografia: Yoshi Heimrath / Montaggio: Julia Karg / Scenografia: Jill Schwarzer / Musica: Matthias Sayer, Tim Ströble / Interpreti: Jonas Nay, Jennie Saskia Rosendahl, Martin Devid Striesow, Robbie Joel Basman , Sandro David Schütter, Lien Trang Le Hong / Produzione: Frank Evers, Helge Neubronner, Burhan Qurbani, Yoshi Heimrath / Paese: Germania / Anno: 2014 / Durata: 116 minuti

LINK
Filmografia di Burhan Qurbani
Festival Internazionale del Film di Roma – Il sito

 

 

 

 

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