The Postman’s White Nights. Un film di Andrej Koncalovskij. 71° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Concorso

A nord della Russia, nella regione di Arcangelo, il Parco Nazionale del Kenozero, con il suo bellissimo lago, è una meraviglia naturale incastonata in un territorio che, tra acqua e terra, sembra far parte di una dimensione incontaminata e atemporale. A tre ore di strada dal paese più vicino, i villaggi di questa zona possono essere raggiunti solo con un’imbarcazione e il postino, per la parte dell’anno in cui il lago non gela, diventa così l’unico intermediario con il mondo, il legame con la terraferma.

Andrei Konchalovsky, affascinato dalla singolarità della vita in questi luoghi, ha deciso di raccontarla partendo più da una suggestione, da una seduzione personale che da una vera e propria storia. All’inizio, infatti, il regista ha seguito la traccia di una trama la cui sceneggiatura, in corso d’opera  – conoscendo e filmando la gente del posto – ha cambiato più volte fino a raggiungere il risultato che vediamo sullo schermo.

Con un cast di attori non professionisti (fatta eccezione per Irina Ermelova e il piccolo Timur Bondarenko, che interpretano mamma e figlio) il regista russo si è addentrato, letteralmente, nella vita degli abitanti del villaggio, cogliendoli nella loro quotidianità, nei rituali dei giorni, nelle attività che scandiscono le loro esistenze che sembrano appartenere ad un altro secolo.

L’autenticità dei gesti e la suggestione di un intero sistema di vita di questo luogo “alto” si sintetizzano alla perfezione nell’espressività, straordinariamente coinvolgente, del protagonista, Aleksey Tryapitsyn, ovvero Ljokha , il (vero) postino; una sorta di eroe che solca le acqua del lago ogni giorno per portare ai suoi conterranei non solo le lettere ma anche il denaro dlela pensione, il pane e altri generi di necessità.

Lyokha, nella limpidezza dei suoi occhi azzurri, guarda il mondo esterno con l’ingenuità disarmante di un viaggiatore di passaggio: curioso, sì, ma anche intimorito. Ciò che gli sta a cuore è, soprattutto, la serenità della sua gente e, pur consapevole di quello che comunemente chiamiamo “progresso”, con commovente tenacia resta ancorato alla sua barca a motore e al suo villaggio, unico riparo sicuro dal caos rumoroso della città, dall’indifferenza degli sconosciuti, da quella dimensione di “modernità” che gli è estranea.

Konchalovsky fa di Lyokha il protagonista di un racconto di vita senza tempo che porta con sé suggestioni epiche e poetiche. La meraviglia del paesaggio non è mero sfondo ma vive, pulsa e si esprime con la stessa forza dell’essere umano, svelando la sua “anima” nell’acqua e nei suoi variegati riflessi nei quali albergano – chissà – presenze magiche di un’antica mitologia.

Una regia ispirata, priva di superflui compiacimenti estetici, restituisce le immagini di una Natura sconosciuta ai più di tale, abbagliante, bellezza che già in sé racchiude il senso della narrazione. The Postman’s White Nights sembra esprimersi in versi scandendo, inquadratura dopo inquadratura, il ritmo di una lirica del quotidiano in cui Konchalovsky,come Dostoevskij, potrebbe dire dei suoi personagggi: “li amavo, mi rallegravo e mi rattristavo con loro e, talvolta, piangevo anche lacrime sincere sul mio ingenuo protagonista”.

© CultFrame 09/2014

 

TRAMA
Lontani dal mondo, con una sola barca come mezzo di collegamento tra il villaggio e la “grande terra”, gli abitanti del Lago Kenozero vivono come i loro antenati, in una comunità dove tutti si conoscono e in sui si produce il necessario per sopravvivere. Il postino Lyokha è il loro anello di congiunzione con l’esterno e la sua barca il mezzo con il quale arrivare alla “civiltà”. Quando gli rubano il motore dell’imbarcazione e la donna di cui è innamorato va a vivere in città, Lyokha tenta di cambiare la propria vita e staccarsi dal suo villaggio. Ma il richiamo profondo delle radici sembra rivelarsi un amore ben più profondo.

CREDITI
Titolo: The Postman’s White Nights / Regia: Andrej Koncalovskij / Sceneggiatura: Andrej Koncalovskij, Elena Kiseleva / Fotografia: Aleksander Simonov / Montaggio: Sergei Taraskin / Scenografia: Lubov Skorina / Musica: Eduard Artemev / Interpreti: Aleksey Tryapitsyn, Irina Ermolova, Timir Bondarenko / Produzione: Andrei Konchalovsky Studios / Paese: Russia, 2014 / Durata: 101 minuti

LINK
Filmografia di Andrej Koncalovskij
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – Il sito

 

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