Esecuzione. Al MACRO la videoinstallazione di Gianluca e Massimiliano De Serio

© Gianluca e Massimiliano De Serio. Esecuzione
© Gianluca e Massimiliano De Serio. Esecuzione

Nella sala Enel del Museo d’Arte Contemporanea di Roma, fino al 4 maggio 2014, è in mostra in anteprima una installazione video e una fotografia su pellicola istantanea dei fratelli gemelli Gianluca e Massimiliano De Serio. La sala nella sua ampiezza e la disposizione delle opere attivano immediatamente, all’ingresso del visitatore, il senso di pathos al quale mira l’allestimento, cercando di produrre quello scarto percettivo utile alla fruizione dell’opera. Non c’è, nelle note descrittive dell’evento, nessun riferimento a una presenza curatoriale, pertanto immaginiamo che la cura dell’allestimento sia sempre un’ideazione dei gemelli De Serio.

Questa installazione dal titolo Esecuzione ci induce ad esplorare uno dei territori di ricerca più intensi nell’ambito delle arti contemporanee, approfondendo l’indagine del nostro conflitto con ciò che ci circonda e, in questo caso, la natura del rapporto gemellare dei due fratelli fa emergere con concretezza l’ambiguità di un percorso complesso e conturbante volto alla ricerca dell’identità dell’individuo.
Nei due video, posizionati come un dittico, si compie l’azione, il gesto stesso dell’operazione del fotografare. I due gemelli, ognuno all’interno di uno dei due video, si fotografa con una macchina fotografica che utilizza pellicole a sviluppo istantaneo e lo fa ritraendosi davanti ad uno specchio; il tutto, poi, viene ripreso da un’ulteriore apparecchio fotografico in funzione video posto alle loro spalle. La restituzione avviene tramite una proiezione in loop in modo che questa azione, questo gesto, si ripete all’infinito non arrivando mai ad una finitezza conclusiva in cui si manifesti, sulla pellicola che fuoriesce dalla macchina fotografica, la concretizzazione dell’immagine ripresa nell’istante dello scatto. Infatti, i video sono realizzati con un sistema ad anello chiuso, di svolgimento in avanti dell’azione e dal riavvolgimento indietro della stessa in cui è visibile il premere del dito sul pulsante di scatto e la fuoriuscita della pellicola dall’apparecchio, con la superficie omogeneamente azzurra  e, subito dopo, la stessa rientrare all’interno della macchina prima della formazione dell’immagine, ripetendo questo andamento senza interruzione di continuità.
A tutto ciò si aggiunge un ulteriore elemento che va a completare il senso di straniamento dell’operazione e cioè il suono prodotto dall’azione meccanica dello scatto e dal movimento, avanti e indietro, della pellicola che entra ed esce dall’apparecchio. Questo suono è fondamentale, non tanto come elemento aggiuntivo di comprensione dell’accadimento, ma per la sua proprietà autonoma di generare una sorta di trance che dà il ritmo alla natura reiterata e ambigua delle immagini con un effetto amplificato e riverberato all’interno della vasta sala.

Sempre nello spazio espositivo, sospesa all’interno di una piccola teca trasparente, è collocata un’immagine fotografica a sviluppo istantaneo, una polaroid, in cui si osserva, questa volta nel concreto, l’immagine di uno dei due fratelli gemelli mentre si auto ritrae davanti a uno specchio e, alle sue spalle, si intravede l’apparecchio che è stato usato per la ripresa video.
Ma si può osservare, sulla superficie della pellicola, un altro elemento che rimette di nuovo in gioco lo statuto ontologico dell’immagine, in questo caso fotografica, e, per così dire, definita o definitiva: sull’immagine un piccolissimo foro all’altezza del mirino di traguardo della macchina fotografica, attraverso il quale, con un certo sforzo, si può osservare cosa avviene dietro il supporto e dietro l’immagine stessa. Si comprende così, in maniera evidente, come i due autori siano perfettamente coscienti dell’uso di più dispositivi espressivi per raggiungere l’obiettivo che a noi sembra più evidente: mettere in moto, in essere, un sano, continuo e instabile interrogativo sulla natura ambigua dell’immagine e del nostro sguardo sul mondo in continua ricerca di identità e, non di secondaria importanza, come l’aspetto polisensoriale implichi un coinvolgimento esistenziale, connaturato alla natura animale dell’uomo, anche quando non è recepito in maniera usuale.

Gianluca e Massimiliano De Serio sono nati a Torino nel 1978 ed hanno già al loro attivo una serie di importanti opere filmiche e di installazioni, nonché di riconoscimenti in ambito nazionale ed internazionale con inserimenti in varie retrospettive. A seguire alcuni titoli del loro percorso: Un ritorno (2013); Sette opere di Misericordia (2011); No fire zone (2010); L’Esame di Xhodi (2007). In evidenza, tra i vari premi, il Prix Garibaldi alle Journées du Cinéma Italien de Nice nel 2013 e la Canditatura ai Nastri D’argento nel 2012 come miglior esordio nel lungometraggio con il film Sette opere di Misericordia.

© CultFrame – Punto di Svista 03/2014

INFORMAZIONI
Esecuzione. Videoinstallazione di Gianluca e Massimiliano De Serio
Fino al 4 maggio 2014
MACRO / via Nizza 138, Roma
 / Telefono: 06.671070400
Orario:  martedì – domenica 
11.00 – 19.00; sabato 
11.00 – 22.00
Biglietto: intero: 12,50 €; ridotto: 10,50 €

SUL WEB
Il sito di Gianluca e Massimiliano De Serio
MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma