The Studio of Giorgio Morandi. Mostra di Tacita Dean

© Tacita Dean. Day for Night, 2009. film a colori in 16mm, muto 10 minuti, foto in location. Courtesy dell’artista, Frith Street Gallery, London e Marian Goodman Gallery, New York/Paris

Impossibile disgiungere la mostra di Tacita Dean dal contesto nel quale è allestita: il Museo Morandi all’interno del MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna. Si tratta di due soli pezzi, due video: Day for Night e Still life, entrambi del 2009, visitabili sino al 9 di febbraio 2014 nei quali l’artista inglese mostra gli oggetti presenti nello studio del pittore bolognese filmandoli con apparente semplicità in una modalità, si potrebbe dire, estremamente minimalista che li arricchisce di luce e forme nuove.

Entrando in questo museo, come in molti altri, si compie naturalmente un percorso tracciato e la prima opera che si incontra è il famoso dipinto di Guttuso Il funerale di Togliatti, un bel accogliere quello che il MAMbo offre ai suoi visitatori, non c’è che dire. Le facce di Lenin, Berlinguer, Neruda, Angela Davies, Vittorini, Pasolini, Togliatti stesso, il mare di bandiere rosse, i pugni alzati, ci trasportano in un mondo perduto che nessun artista può più rappresentare. Il cadenzare di quelle facce è emblematico di un’era ormai conclusa che si può solo osservare appesa a un muro all’interno di un museo.

Così non è per il mondo di Morandi sempre più stilizzato nelle sue nature morte e nei suoi paesaggi degli anni Sessanta, quasi ombre questi ultimi, semplificazioni monocromatiche: forme rese primarie per meglio stabilirsi nella memoria. Esso appare come sfuggito all’oblio. Gli oggetti si fondono e si confondono in una materialità che diventa spirituale, come fossero consapevoli del tutto che li circonda. Assieme alle opere di Morandi convivono quelle di numerosi altri artisti che nel tempo gli hanno reso omaggio, oltre a Tacita Dean, come Toni Cragg con la sua scultura Eroded Landscape (1999) o Jean Michel Folon che in una serie di fotografie in bianco e nero riprende con diligente attenzione gli oggetti appartenuti all’artista o il giovane Jesse Ash, altro autore inglese, che con l’opera Composing a Battle for Narrative (2011), recentemente acquisita nella Collezione Permanente MAMbo, testimoniano quanto Morandi ancora oggi influenzi enormemente la cultura visiva internazionale contemporanea. E poi il paesaggio di Grizzana ritratto in modo sempre più rarefatto nelle forme e nei colori, si trasforma con il trasformarsi dell’artista: luogo arcaico e per questo puro, essenziale alla comprensione dell’uomo moderno.

© Tacita Dean. Still life, 2009. Film a colori in 16mm, muto 5½ minuti – estratto dal film. Courtesy dell’artista, Frith Street Gallery, London e Marian Goodman Gallery, New York/Paris

“Sto lavorando”, diceva Giorgio Morandi ai suoi rari visitatori, ma sulla tela non vi era nulla. Immaginava un quadro che ancora non c’era e tale immaginazione poteva lavorare a lungo nella sua mente. Così, passo dopo passo, giungiamo all’indagine che Tacita Dean ha svolto in quella mente. Gli oggetti, ripresi prima da vicino poi da un po’ più lontano, muti. L’identica fissità che si trova nelle opere di Morandi, una fissità che li rivela nella loro forma: enunciazioni di vita nonostante sulla tela divengano ‘natura morta’ e un lento osservare, che ci deposita dal giorno alla notte (Day For Night). Ogni osservazione mostra diversi piani, lo sguardo si sposta di pochi centimetri e un’altra visione appare completamente diversa dalla precedente pur offrendo al fruitore la stessa identica scena. La Dean cerca il proprio punto di vista seppure con casualità. Come lei stessa spiega: “In mezzo ai suoi oggetti, che ancora conservavano l’aura della loro rappresentazione, ho preso alla fine una decisione sul modo in cui li avrei trattati. Li ho filmati singolarmente, uno per uno, collocati al centro del fotogramma, facendo ciò che Morandi non avrebbe fatto mai: li ho composti a caso”.
Ma gli oggetti non si sono mossi dunque l’autrice infine crea un ‘quadro’ visivo emanato dall’opera dello stesso Morandi in una sorta di lavoro a quattro mani.
Nonostante la lentezza della visione data dalla ripresa, occorre rivedere più volte questi filmati per riuscire a spogliarsi, denudarsi, svuotarsi e arrivare a ‘vedere’ ciò che in apparenza non si vede. Tacita Dean cerca l’essenza di Morandi, quella che egli ha lasciato, la cerca in quegli oggetti custoditi nel suo studio, muovendosi con la stessa silenziosa osservazione appartenuta al pittore bolognese, emulando quasi il suo sentire, con rigoroso rispetto.

© Tacita Dean. Day for Night, 2009 film a colori in 16mm, muto 10 minuti, foto in location. Courtesy dell’artista, Frith Street Gallery, London e Marian Goodman Gallery, New York/Paris

Analogamente i segni che Morandi tracciava per ricordarsi la posizione degli oggetti nella scena che poi avrebbe ritratto, nel filmato della Dean assumono altre forme divenendo essi stessi immagini con una propria autonoma posizione nel mondo come fossero paesaggi per osservare i quali occorre estraniarsi dal luogo in cui sono stati ritratti e dal significato primordiale che essi posseggono pur tuttavia senza dimenticare l’importanza di questa origine e ciò riconduce come per magia al quadro di Guttuso infilatosi di prepotenza nel pensiero di memoria che questo Museo vuole in qualche misura onorare. L’origine sta alla base del nuovo. Ogni segno è tracciato sul precedente come le stratificazioni del paesaggio, possiamo forse dire che “Lo studio di Giorgio Morandi” sia stato il suo paesaggio al fine definito. Gli strati (non solo della polvere) accumulati dall’artista che Tacita Dean non ha modificato, lasciando alle immagini filmate il compito di parlare, rappresentano dunque quel paesaggio perfetto costruito nell’arco di una intera vita che ci viene consegnato affinché noi lo possiamo assorbire e al contempo portare avanti attraverso la nostra visione ripetuta, continuando, nella sua evoluzione, ad asciugarsi sempre più nel tentativo di raggiungere un’essenza forse irraggiungibile ma verso la quale abbiamo il dovere di tendere.

Le immagini filmate da Tacita Dean – l’ennesima artista che si è misurata con l’opera di Morandi, non la prima e nemmeno l’ultima supponiamo – rappresentano la summa dell’opera stessa dell’artista, incarnano, se possibile, una silenziosità e una essenzialità postuma, danno loro voce e vita, concedono “continuità”. Ecco: questo appare come il vero senso del lavoro che Tacita Dean dedica a Morandi: il dovere di protrarre la vita e di consegnarla a chiunque voglia viverla e continuarla, ciò che dovrebbe essere l’afflato dell’arte.

© CultFrame 01/2014

 

INFORMAZIONI
Mostra: Tacita Dean. The Studio of Giorgio Morandi
Dal 29 novembre 2013 al 9 febbraio 2014
MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna / Via Don Minzoni, 14 – Bologna  / Telefono 051 6496611 /  info@mambo-bologna.org
Orari: martedì, mercoledì e venerdì 12.00 – 18.00 / giovedì, sabato, domenica e festivi 12.00 – 20.00 / Chiuso lunedì
Biglietto: mostre temporanee e Collezione Permanente intero € 6,00, ridotto 4 euro.

LINK
Tacita Dean nel sito della Frith Street Gallery di Londra
Tacita Dean nel sito della Marian Good Gallery di New York e Parigi
MAMbo, Bologna