31° Torino Film Festival. I premi

La Giuria del Concorso Internazionale Lungometraggi del 31° TFF, presieduta dallo sceneggiatore e regista messicano Guillermo Arriaga, ha attribuito il premio per il Miglior Film al regista e sceneggiatore messicano Fernando Eimbcke per il suo Club Sándwich. Si tratta del terzo lungometraggio dell’autore di Lake Tahoe (2008), già premiato a Berlino e presentato qualche anno fa proprio a Torino. Con una messa in scena stilizzata, le giornate immobili di tre personaggi in un resort vengono filmate da un’immobile macchina da presa che registra dialoghi essenziali e azioni quasi meccaniche. La storia è quella di una madre single in vacanza con il suo adorato figlio adolescente Hector. Fino a quando l’idilliaca simbiosi madre-figlio viene spezzata dall’arrivo di Jazmin, una coetanea di cui Hector si innamora suscitando le gelosie della madre.

La giuria ha inoltre assegnato un Premio Speciale al francese 2 automnes 3 hivers di Sébastien Betbeder; il Premio per la Miglior attrice a Samantha Castillo, protagonista di Pelo Malo della venezuelana Mariana Rondón, la quale ha ricevuto anche il riconoscimento per la miglior sceneggiatura; il Premio per il Miglior attore a Gabriel Arcand per Le démantèlement del canadese Sébastien Pilote. Quest’ultimo si è inoltre aggiudicato il Premio Fipresci che lo ha definito un “sommesso dramma familiare minimalista, di chiare origini letterarie e di forte impianto etico, narrato con un lungo pedinamento dell’anima che svela il sublime affetto paterno di un anziano allevatore”.

Il pubblico, invece, ha ritenuto di dover premiare La mafia uccide solo d’estate di Pierfrancesco Diliberto “Pif”. Il Premio Cipputi per la miglior opera sul tema del lavoro è andato alla coproduzione Danimarca/Nigeria/Germania Portrait of a Lone Farmer di Jide Tom Akinleminu. Come miglior corto è stato premiato Recuiem di Valentina Carnelutti.

Sul fronte documentari, Ben Rivers e Ben Russell portano a casa il primo premio nella sezione internazionale per A Spell to Ward Off the Darkness, viaggio in tre tappe nell’esistenza di un uomo che la giuria ha apprezzato “per la sua abilità nel costruire un complesso collegamento tra il cinema delle origini e le attuali tendenze etnografiche e documentaristiche”. Il Premio Speciale va a Stop the Pounding Heart di Roberto Minervini con un nuovo capitolo della sua esplorazione texana. Nella sezione italiana è stato invece premiato I fantasmi di San Berillo di Edoardo Morabito, viaggio per le strade decadenti di un quartiere catanese squarciato fin dagli anni Cinquanta da un piano urbanistico non risolto.

Il premio della giuria per Italiana.doc è stato assegnato ecumenicamente ex-aequo a Striplife di Grignani, Mussolini, Scaffidi, Testagrossa e Zambelli sulla vita nella striscia di Gaza e a Wolf di Claudio Giovannesi sulla figura tragica di Wolf Murmelstein, figlio di Benjamin, rabbino nominato dai nazisti presidente del Consiglio degli anziani del ghetto di Terezin. A Benjamin, morto alla fine degli anni Ottanta, Claude Lanzmann ha dedicato il suo ultimo film intitolato Le dernier des injustes, visto anche questo a Torino, e che riunisce i materiali raccolti durante la preparazione di Shoah. La giuria ha inoltre attribuito una menzione speciale a Il segreto di cyop&kaf girato tra i bambini napoletani impegnati nella raccolta della legna degli alberi di Natale da ardere per il falò di Sant’Antonio di metà gennaio.

Come sempre, tra gli eventi di maggior rilievo del festival torinese vi sono state le retrospettive e gli omaggi. La retrospettiva principale è stata quella dei film della così detta New Hollywood, che il direttore Virzì ha definito “la grande immortale epopea degli antieroi” del cinema americano, e che continuerà nel 2014. Tra gli omaggi, si è rivelato particolarmente interessante quello a un autore orientale anomalo come Yu Likwai: nato a Hong Kong, formatosi in Belgio e poi a lungo collaboratore di Jia Zhangke, dal 1996 al 2008 Likwai ha firmato come regista due corti, un documentario e tre lungometraggi, alternando e intrecciando i generi con stile originale e libero, dalla fantascienza di All tomorrow’s parties (2003) al gangster movie di Plastic city (2008). Non tutte le opere nuove viste a Torino hanno dimostrato di avere il coraggio di sperimentare linguisticamente e visivamente come ci si aspetterebbe dai giovani autori.

© CultFrame 12/2013

IMMAGINE

Frame dal film Club Sándwich di Fernando Eimbcke

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di Claudio Panella
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