Lo sconosciuto del lago. Un film di Alain Guiraudie

Nel 1980 William Friedkin, recentemente insignito del premio alla carriera alla Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia, firma un film maledetto dal titolo Cruising in cui Al Pacino, poliziotto macho, s’infiltra nell’ambiente gay sadomaso newyorkese, fingendosi omosessuale, per scovare un assassino. Si scatena il finimondo. Sia dagli ambienti omosessuali, che accusano il regista di razzismo, sia dagli ambienti “ben pensanti”. Come mai, alcun sostengono, un film di una major (United Artists) e un attore di valore come Pacino sono riusciti a cadere così in basso? Cruising finisce così nel dimenticatoio, al di là dei suoi meriti o demeriti.

Oggi, invece, un regista come Alain Guiraudie gira un film indipendente: Lo sconosciuto del lago. Tematiche simili, ambienti omosessuali anche se solari e di provincia, corpi giovani e aitanti e altri di mezza età sfatti (nudi al sole), incontri sfuggenti nel bosco adiacente, scene al limite dell’hard e alcune (anche se, come ci ha detto l’autore, effettuate grazie a controfigure) oltre l’hard, un assassino, un uomo che scatena gelosie e passioni, morti che provocano eccitazioni fisiche e mentali, movimenti di macchina ambigui che nascondono hitchcockianamente la verità nel buio.

Lo sconosciuto del lago ha vinto il premio alla regia alla sezione Un certain regard all’ultimo festival di Cannes. Una “Queer Palma”, dunque, che nonostante il divieto ai minori di 16 anni in Francia attira e convince il pubblico e affascina, ovviamente, la critica. Ma allora che cosa è cambiato dagli anni ’80 ad oggi?  Cerchiamo di capire dove risiedono i veri meriti de Lo sconosciuto del lago.

Sicuramente per quanto ci sia un ritorno ad un puritanesimo nelle società europee, ci troviamo pur sempre nella tollerante Francia e non in una società ipocrita come quella americana dove “each man kills the things he loves”. E poi c’è l’aria di assoluta normalità che il regista Guiraudie riesce a trasmettere ai suoi personaggi; mentre per ciò che concerne quelli di Friedkin tutti sembravano colpevoli di qualcosa. Guiraudie ha operato un po’ come Almodovar quando lavora con i suoi trans gender: tranquillizza le anime più inquiete e porta persino gli atti sessuali non simulati lontano dall’idea della pornografia (anche se secondo di noi non ci sarebbe niente di male, anzi ci si avvicinerebbe di più vicino all’amore assoluto e la passione).

È proprio la passione estrema che convince il giovane protagonista a innamorarsi senza esitazione del suo oggetto del desiderio, al punto di rischiare la vita, in un gioco di amore e morte più grande di lui. Un po’ come fa il personaggio di Alicia innamorata di Devlin nel capolavoro di Hitchcock Notorious; solo che ne Lo sconosciuto del lago il presunto happy end del film di sir Alfred coincide con il buio dell’anima situato in un palcoscenico illuminato artificialmente. Fino a quando qualcuno arriva a spegnere totalmente la luce.

© CultFrame 09/2013

 

TRAMA
La riva di un lago, in estate, è il punto d’incontro della comunità gay in cerca di sesso occasionale. Tra i frequentatori più assidui c’è il giovane Franck, che presto si innamora dell’uomo più ambito della spiaggia, Michel. Anche quando scopre che Michel nasconde un segreto sconvolgente, Franck sceglie di affrontare il pericolo e vivere la sua passione fino in fondo…


CREDITI

Titolo: Lo sconosciuto del lago / Titolo originale: L’inconnu du lac / Regia: Alain Guiraudie / Sceneggiatura: Alain Guiraudie / Fotografia: Claire Mathon / Montaggio: Jean-Christoph Hym / Interpreti: Pierre de Ladonchampa, Christophe Paou, Patrick d’Assumçao, Jerôme Chappatte, Mathieu Vervisch, Gilbert Traina, Emmanuel Daumas / Produzione: Les Films du Worso, M141 Productions, Films de Force Majeure / Distribuzione: Teodora Film / Paese: Francia  / Anno: 2013 / Durata: 97 minuti

LINK
Filmografia di Alain Guiraudie
Teodora Film